Siti
preistorici della costa
tra Scario e Camerota
Costa meridionale del Cilento
ll tratto di costa che va da Scario a
Marina di Camerota è ricco di testimonianze preistoriche,
portate alla luce grazie alle ricerche e alle prospezioni
condotte in oltre trent'anni di collaborazione fra la Soprintendenza
Archeologica di Salerno e l'Università di Siena. Diamo un
breve cenno dei siti, elencandoli secondo l'ordine cronologico
dei rispettivi materiali.
Cala Bianca
Cala Bianca: manufatti dell'Acheuleano
arcaico, in situ
I depositi sabbiosi, fortemente arrossati, che affiorano a
Cala Bianca, appaiono originati in due diverse fasi di deposizione.
I sedimenti più antichi, interessati da pedogenesi profonda
con un orizzonte a plintite, contengono manufatti di un momento
arcaico dell'Acheuleano, come bifacciali a taglio sommario
e choppers. Alla fase più recente si possono invece attribuire
bifacciali ben rifiniti, a spigolo laterale rettilineo, associati
anch'essi a choppers e a industria su scheggia. Nei sedimenti
più recenti è intercalato un livello piroclastico.
Arconte e Capo Grosso
Sono due siti all'aperto, in continuità fra loro, con una
serie di sedimenti sabbiosi, uguale a quella più recente di
Cala Bianca. Anche qui affiorano in superficie, ma anche in
scavo ad Arconte (scavi A. Palma di Cesnola, 1969), manufatti
dell'Acheuleano evoluto: si tratta di bifacciali di fattura
accurata, di raschiatoi e di denticolati. L'orizzonte piroclastico
sopra visto è ben sviluppato nei due siti e costituisce un
preciso marker stratigrafico.
Grotta Tina
Piccola cavità nei pressi di Grotta della Cala, con deposito
limoso-argilloso rossastro (spessore circa m. 2), a circa
m. 10 s.l.m., eroso dal mare. Il livello antropico, legato
ad un uso occasionale della grotta, ha dato rara industria
musteriana (26 manufatti, di cui 17 strumenti) riferibile
ad un aspetto genericamente "evoluto". Le analisi paleoecologiche
indicano un ambiente continentale ad oscillazioni temperato-umide,
con cervo dominante, abbondanti conigli e ungulati. Scavi
L. Sarti e F. Martini, 1973-74.
Grotta Taddeo: industria litica
Grotta Taddeo
Piccola cavità posta a circa m. 7 s.l.m. lungo l'arenile della
Calanca, utilizzata come rifugio occasionale durante il Paleolitico
medio. Il livello antropico, contenuto in un deposito a terre
rosse soprastanti una spiaggia tirreniana, ha restituito rara
industria litica (25 elementi, di cui 18 strumenti), fauna
(soprattutto Cervo, con presenza di Ippopotamo) e quattro
denti umani. Scavi A. Vigliardi, 1967. Reperti riferibili
al Musteriano affiorano nella Nicchia Silhar subito sopra
alla spiaggia tirreniana, al Riparo della Difesa, nonché nelle
Grotte dell'Acqua e della Masseta. In questi siti sono previsti
scavi in un prossimo futuro.
Grotta Calanca
È localizzata sulla omonima spiaggia. I tre livelli di occupazione
individuati hanno restituito industrie ricollegabili al Gravettiano
di facies "a bulini di Noailles". Scavi A. Vigliardi, 1967-71.
Grotta di Cascarella
Alla superficie di una cavità, in cui le ricerche sistematiche
non sono ancora iniziate, affiorano frammenti di ceramica
probabilmente dell'Età del Bronzo.