Idrogeologia: Massiccio del M. Bulgheria
(Guida et al.)
Morfologia e idrologia
Monte Bulgheria
Il massiccio del Bulgheria mostra un versante meridionale
dolcemente degradante verso il mare, mentre quello settentrionale
appare assai ripido ed i suoi potenti contrafforti dominano il
paesaggio di questa porzione del Cilento. L'idrologia superficiale
è limitata, nell'area interessata, al solo fiume Mingardo
che sfocia al mare nell'insenatura fra Capo Palinuro e Camerota.
La rete idrografica minore, costituita da solchi torrentizi, risulta
attiva solo in corrispondenza di forti piogge. Alcune di queste
valli appaiono però fortemente incise e ciò evidenzia
la presenza in passato di un regime idrico ben diverso ed anche
un notevole influsso dei movimenti tettonici più recenti.
Queste morfologie sono testimoniate, ad esempio, dal Vallone di
Marcellino (che segna il confine fra Camerota e San Giovanni a
Piro), che appare come un profondo squarcio con pareti alte centinaia
di metri, o dal Vallone dell'Isca che scende dall'abitato di Camerota
verso la frazione di Marina.
Baia degli Infreschi
Dai dati conosciuti la complessa idrologia sotterranea del
massiccio carbonatico mostra due principali linee di deflusso,
una verso N che alimenta svariate venute d'acqua poste fra
Celle di Bulgheria ed Acquaviva, e quella verso SE che fa
capo a numerose sorgenti marine. Fra queste ultime di grande
importanza sono quelle di Santa Caterina, di Porto Infreschi
e quelle al largo di Scario.
Per comprendere il ruolo delle sorgenti "a mare" basti pensare
che mentre per quelle poste a Nord è stata ipotizzata una
portata complessiva attorno ai 25 l/sec, per quelle di Porto
Infreschi e Santa Caterina sono stati ipotizzati valori di
50-100 l/sec.