La
Grotta della Serratura (o Grotta della Chiave) è stata generata
dal processo carsico favorito dalla presenza di una importante
faglia con direzione NE-SW. Nel Pleistocene superiore e nell'Olocene
sono documentati profondi mutamenti
in conseguenza delle variazioni eustatiche del livello del
mare: alta e lontana dal mare durante le pulsazioni regressive,
nei momenti più caldi la grotta veniva invasa dalle acque
e l'attuale spianata diventava una profonda baia interna.
Fori di litodomi e i solchi di battente all'interno della
grotta indicano un livello marino a +m. 10, riferito alla
trasgressione tirreniana. Successivi movimenti tettonici hanno
basculato queste linee di circa 20 gradi verso Est.
Industria litica degli
strati 8C-D
La serie stratigrafica originaria si è conservata quasi
integralmente solo sul fondo della grotta, mentre all'ingresso
restano lembi di sedimenti cementati, ampiamente erosi dal mare
in trasgressione, che saranno oggetto di indagine nelle prossime
ricerche. Lembi di deposito eroso sono visibili a luoghi anche
sulle pareti.
Stratigrafia del fondo grotta e successione culturale:
- strato 1: Neolitico, aspetto terminale della
cultura di Diana. La deposizione è avvenuta successivamente
ad una fase di erosione dello strato sottostante.
- strati 2-3: Neolitico, ceramica dipinta; datazioni
comprese tra 6.300±130 e 6.770±170 BP. È rappresentato un
ciclo della ceramica dipinta, relativo a cinque successive
paleosuperfici di abitazione, separate tra loro da esigue
deposizioni di limi-argillosi archeologicamente sterili.
In basso si ha l'associazione della ceramica a bande rosse
con la tricromica, segue la produzione della sola tricromica
in concomitanza con la scomparsa dei decori a bande rosse
e, infine, in alto la ceramica tricromica è associata ad un
elemento di stile Serra d'Alto.
- strati 4-5: Epigravettiano finale di facies
Epipaleolitico indifferenziato; datazioni comprese tra 9.720±60
e 10.000±200 BP; questa facies viene interpretata come un
aspetto di esaurimento dell'Epigravettiano finale in epoca
olocenica, con caratteri regressivi.
- strati 6-7: Mesolitico, facies sauveterriana;
datazioni comprese tra 9.620±60 e 10.230±130 BP; i caratteri
filetici con l'Epigravettiano finale sottostante hanno permesso
di ipotizzare una origine locale del Mesolitico.
- strati 8A-8B: Epigravettiano finale, fase di
transizione al Sauveterriano; datazioni comprese tra 10.000±130
e 10.270±140 BP; derivato dall'orizzonte sottostante, mostra
una dinamica evolutiva in senso sauveterriano. Sono presenti
tre ciottoli di "stile aziliano".
- strati 8C-8D: Epigravettiano finale; 11.290±90
BP (str. 8C). L'industria, ben confrontabile con i complessi
basso-tirrenici compresi tra Allerd e il Dryas III, appare
in diretta tensione evolutiva con quella soprastante.
- strati 8E-G, 9: Epigravettiano finale; datazioni
comprese tra 11.460±80 e 13.100±120 BP.
Al Momento attuale è stata studiata integralmente solo la
porzione superiore della serie (strati 1-8D), compresi anche
gli aspetti naturalistici. In particolare va ricordato che
il regime economico delle facies epipaleolitica e sauveterriana
è segnato da un forte sfruttamento delle risorse marine (pesca
e molluschi), omogeneo nei due orizzonti culturali. Le diversità
strutturali e stilistiche delle industrie, quindi, vengono
interpretate come indicative di sistemi industriali originali
e non come conseguenze di condizionamenti economici o ambientali.