?_p l2(Carlo Pisacane e la Spedizione di SapriArgoMedia 1996 ( @d@F@fD@ddd@dd`DDF@FDdDd@`F@@`d@D@fDhd@DD@@ @x Iy   x yy?????????????????"RR("PISACANE.DLL","IconaMax","S")IconaMax("Pisacane.dll")#RR("PISACANE.DLL","IconaMini","S")IconaMini("Pisacane.dll")BrowseButtons()8createButton("MenuPrec"," &SottoMenu ","Contents()")ZmainmainKCarlo Pisacane e la Spedizione di Sapri#*R,.lKEKE/&;)z4^+^_],7,|CONTEXT9|CTXOMAPv|FONTW|KWBTREEz|KWDATAv|KWMAPz|SYSTEM|TOPIC|TTLBTREE |bm0h|bm1|bm10c |bm11F |bm12 |bm13 |bm14\ |bm15 |bm16j |bm17l |bm18s |bm194 |bm2#|bm20 |bm21\ |bm22k|bm23 |bm24|bm25^ |bm26͞|bm27o|bm28D|bm29ԫ|bm3>.|bm30|bm31)|bm32K|bm33|bm34+|bm4 |bm5|bm6|bm7-|bm8X |bm9߬ se di case, di Terme, o di altro fosse. All'altro capo di questa strada veggonsi molte picciole stanze rovinate di solidissima opera, che giudico fossero per servizio della marina, cos poste in fila sul mare. Nell'angolo di una di esse, meno dall'onde maltrattato, ho veduto chiarissimi indizi di pittura fatta su quella durissima incrostatura. E in piedi ancora quasi per met un edifizio, che mostra essere stato bislungo, la cui porta esposta ad oriente situata in mezzo a dodici nicchie, che dovevano servire ad altrettanti grandi statue. La sua lunghezza, tNN {1%1SommariodisableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");disableButton("MenuPrec");. ) "  K 1@ P("" 1vf"CronologiaenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");disableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SOMMARIO')")G1f5 :&" Cronologia (% 0 &f#  (% 0F" g0wh1y|c!嚀>q|!I Primi AnniLa Fuga AmorosaDal 1848 alla Repubblica RomanaIl Secondo EsilioIl Rientro in ItaliaI PreparativiLa SpedizioneLa Sconfitta1S1S " @ N0" Istituto Santa Croce - Specola Nel 1906 sui ruderi dell'antica villa romana venne costruito, per volere del Cav. Cesarino, un pregevole complesso architettonico, l'Istituto Santa Croce. Ne fanno parte il convitto (oggi adibito a scuola), la splendida chiesa di stile bizantino e la specola, una piccola torre quadrata un tempo destinata alle osservazioni astronomiche e meteorologiche.S"1fh"kECronologia - (1/8) I Primi AnnienableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec","JI(`Pisacane.hlp',`CRONOLOGIA')")I k5 :*" I Primi Anni "o > J022 AGOSTO 1818Carlo Pisacane nasce a Napoli, secondogenito di una aristocratica famiglia napoletana, figlio del Duca Gennaro Pisacane e di Nicoletta Basile De Luna.3 APRILE 1826Muore il padre. Nel 1830 la madre, costretta anche dalle precarie condizioni economiche, sposer in seconde nozze il generale Michele Tarallo, che garantir ai Pisacane una pi solida posizione sociale e favorir Carlo nei suoi studi militari.3 SETTEMBRE 1830k @ N0Inizia a frequentare i corsi della scuola militare di San Giovanni a Carbonara.22 MAGGIO 1832Con un rescritto del Re, ottenuto grazie ai buoni uffici del patrigno, entra alla "Nunziatella", aristocratico collegio militare di Napoli fondato da Ferdinando IV. Dal 1813 viene consentito l'accesso a soli 120 allievi "beneficiati dal Re" ed eccezionalmente ai migliori sottufficiali della Scuola militare di S. Giovanni a Carbonara. OTTOBRE 1838 Settimo su quindici agli esami di licenza, conferma la discreta carriera scolastica. Qui ha modo di conoscere Mariano D'Ayala, insegnante di idee liberali (espulso dalla scuola nell'agosto del 1843) con il quale stringe amicizia, ed i compagni di corso Cosenz e Carrano. o k9 @Q0FEBBRAIO 1840Nominato alfiere del corpo reale del genio, inviato prima a Gaeta quale ufficiale del dettaglio, quindi tra Napoli e Caserta come tecnico incaricato della costruzione della ferrovia. NOVEMBRE/DICEMBRE 1841 A causa di incompatibilit con il capitano Clemente Fonseca, viene trasferito in Abruzzo alla fortezza di Civitella del Tronto. A Pescara presta giuramento nelle mani del colonnello Gennaro Russo, e ne riparte con una lettera del capitano Nicola De Stefanis per una influente famiglia di Civitella. Temporaneamente alloggiato in casa Graziani, non tarder ad intrecciare una relazione amorosa con una ventitreenne sposata e madre di due bambini. A> J03 FEBBRAIO 1843 Pisacane sorpreso a letto con l'amante dal marito di lei. RiescekA  a fuggire, ma l'avventura gli coster l'arresto ed un periodo di detenzione. Tornato in libert, si immerge nello studio della realt abruzzese, che gli d modo di redigere "Memoria sulla frontiera nord-orientale del Regno di Napoli", una prima espressione della sua formazione politico-culturale. 1843/1844Viene richiamato a Napoli ed assegnato al reggimento del capitano Gonzales.2kGD ̀e0rPisacane.hlpPisacane.hlpESTATE 1945Inizia una tresca amorosa con la moglie di un cugino, Enrichetta Di Lorenzo.20 SETTEMBRE 1845 A Napoli prende il via il congresso degli scienziati italiani, che dar vita a manifestazioni di denuncia contro la politica repressiva del governo, alle quali deve interessarsi anche il Pisacane. 1846 tra i firmatari di una sottoscrizione per l'acquisto di una sciabola da offrire in dono a Garibaldi, sull'onda dell'interesse popolare verso l'azione mazziniana: per la prima volta Carlo Pisacane assume una posizione politica.e6AE/ ,m012 OTTOBRE 1846Sulla salita di S. Gregorio Armeno Pisacane viene accoltellato al ventre, al fegato ed al torace. Vengono ventilate varie ipotesi, dalla rapina ad una vendetta per i fatti accaduti in Abruzzo. Molto probabilmente si tratta di un avvertimento di Dioniso Lazzari, il marito di Enrichetta. GDF1e vFF<Cronologia - (2/8) La Fuga AmorosaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec","JI(`Pisacane.hlp',`CRONOLOGIA')")LEF5 :0" La Fuga Amorosa GFCIP n0rPisacane.hlp8 FEBBRAIO 1847Fugge da Napoli con Enrichetta Di Lorenzo, sotto i falsi nomi di Francesco Guglielmi e Sara Sanges, imbarcandosi sul postale francese Leonidas. l'epilogo di una storia d'amore che dura dall'estate del 1845. Il Lazzari, con l'aiuto del fratello e dello zio di Enrichetta, denuncia immediatamente la scomparsa della moglie e cerca di farli arrestare. Sbarcati a Livorno, fanno perdere le loro tracce alla polizia ed agli agenti diplomatici e si dirigono verso l'Inghilterra.FKKn 50Pisacane.hlp$0Pisacane.hlp4 MARZO 1847 Arrivano a Londra con i nomi di Enrico e Carlotta Dumont, e prendono alloggio in un albergo di Blackfriars Bridge, nei pressi di St. Paul's Cathedral. Immersi nel loro idillio amoroso, non cercano contatti con i circoli patriottici n con i simpatizzanti della causa italiana e tanto meno con il Mazzini. L'unico salotto frequentato quello di Gabriele Rossetti.28 APRILE 1847 x-CIMK d[0EfPisacane.hlpGiunti a Parigi con una lettera per il generale Guglielmo Pepe, sono tratti in arresto dalla polizia francese e tradotti nelle carceri parigine, dove resteranno per dieci giorni in celle separate e con Enrichetta incinta. Chiarito il tutto, riceveranno l'invito ed il permesso di fermarsi a Parigi. Qui conducono una vita felice e spensierata nella casa in zona di Saint-Georges. Intanto, intorno a loro si prepara il '48: nei salotti, sui giornali, nei circoli politici tutto un fremere di idee liberali. Neanche il Pisacane ne rester immune. KKOJ b0ϬPisacane.hlpGIUGNO 1847 Ai giorni felici subentrano le ristrettezze economiche. Vengono in loro aiuto i circoli dell'emigrazione politica italiana. l'estate del 1847 ed i fuoriusciti politici, gli esuli democratici ed i liberali lavorano alacremente per i propri paesi. Qui Pisacane solidarizza con l'avvocato Filippo Canuto, con il poeta e letterato napoletano Giovanni Ricciardi e con Candido Augusto Vecchi, repubblicano di aperture socialiste. 9M Ҁo0OEc-Pisacane.hlp5vPisacane.hlp dPisacane.hlp5 DICEMBRE 1847 Con l'aiuto del duca di Montebello, vecchio amico dei Pisacane nel periodo in cui era stato ambasciatore a Napoli ed ora ministro della marina francese, si arruola nella legione straniera e parte per l'Algeria. A spingerlo sono lo stato di indigenza in cui versa e la nostalgia per la carriera militare bruscamente interrotta. In Africa svolge un'azione di controllo politico pi che una vera attivit militare. Per rompere la monotonia intreccia rapporti con gli altri esuli italiani arruolati e, in particolare, con Raffaele Poerio (padre di Nina Poerio, la futura moglie di Giovanni Nicotera che si occuper, dopo la morte di Pisacane, della figlia Silvia).(O<% 0 E1|h+ECronologia - (3/8) La Repubblica RomanaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec","JI(`Pisacane.hlp',`CRONOLOGIA')")\'<5 :P" Dal 1848 alla Repubblica Romana .E1b ]0CPisacane.hlp14 APRILE 1848 Arriva a Milano in uniforme da legionario e si presenta al Cattaneo, capo del governo provvisorio. Le notizie dei movimenti del 1848 avevano indotto il Pisacane ad abbandonare l'Algeria senza il congedo ed a recarsi in Lombardia, dove ottiene il grado di capitano e la destinazione al "reggimento di Morte". Su indicazione del comandante delle forze militari lombarde, il conte Teodoro Lechi, redige "Sul momentaneo ordinamento dell'Esercito Lombardo", scritto critico sull'indisciplina delle numerose formazioni volontarie.[r 0rPisacane.hlpahPisacane.hlp18 APRILE 1848 Lasciata Enrichetta a Milano, giunge a Desenzano sul Garda, centro di raccolta dei corpi volontari. Qui viene inquadrato nella II legione lombarda, comandata dal maggiore Borra, con l'incarico di sorvegliare la frontiera tirolese, agli ordini del generale Durando.GIUGNO 1848 Dopo un periodo di relativa inattivit, il capitano napoletano ha finalmente l'occasione di entrare in azione. Intanto, cominciano ad arrivare le notizie delle prime sconfitte.h117 S t0k|Pisacane.hlpGIUGNO/AGOSTO 1851 Solo una revisione ed una seconda stesura gli permetter di pubblicare la sua opera e di metterla in vendita.2 DICEMBRE 1851 Il colpo di stato di Napoleone III getta nella sfiducia gli esuli italiani. Intanto, Carlo ed Enrichetta, attenuatesi le polemiche suscitate dal libro, vivono alla giornata in una Genova che deve fare i conti con una grave crisi di disocuppazione. In questo periodo di disimpegno politico matura il contrasto con il movimento repubblicano ed il comitato nazionale.C  e0 dPisacane.hlp ǭPisacane.hlpΨPisacane.hlp 28 NOVEMBRE 1852 Si trasferiscono sulle colline di Albaro in una villa vicino al Paradisino dei fratelli Orlando: l nasce la figlia Silvia. Intanto, gli esiti disastrosi delle iniziative promosse dalla sinistra repubblicana e l'ascesa di Cavour accrescono il suo disincanto politico.6 FEBBRAIO 1853 Sul moto milanese, circoscritto e sedato in breve tempo, il giudizio di Pisacane estremamente duro e colpisce la direzione politica del Mazzini. Gli amici di questi anni sono Mauro Macchi e Aleksndr Herzen, esule russo conosciuto a Genova, accanito critico della prospettiva borghese e radicale sostenitore delle speranze rivoluzionarie delle masse contadine.S> B@b 0LQPisacane.hlp MARZO 1854 Con la morte del generale Tarallo il Pisacane non pu pi contare sul sostegno economico che la sua famiglia gli garantiva. Inoltre, nel marzo del 1855, anche Enrichetta perder il frutto della sua dote.AGOSTO 1854 Ormai politicamente isolato, il Pisacane coinvolto nella riaccesa polemica sul 1848-49 in seguito alla pubblicazione di uno scritto del generale Pietro Roselli. L'epidemia di colera scoppiata a Genova aggrava la situazione economica della citt e della coppia. sempre pi difficile per il P B@isacane sbarcare il lunario con le lezioni private.  =CD Vo0Dedicher questo periodo della sua vita, fino al settembre del 1956, alla redazione dei quattro saggi storico-politico-militari sull'Italia.15 FEBBRAIO 1855 In occasione della guerra di Crimea il Pisacane ritorna a collaborare con "L'Italia del Popolo". Sar critico sia sugli interessi patriottici che caricano il conflitto, sia sul carattere dinastico che imprime al risorgimento italiano.APRILE/GIUGNO 1855 Si riaccende la convinzione della possibilit e della necessit di un'iniziativa popolare. La spinta fornita, pi che dalla Crimea e dal pericolo dinastico, dalla questione murattista, che esploder nel settembre del 1856. Inizia la riconciliazione con il Mazzini. BB@F c0~Pisacane.hlpa1lPisacane.hlp2Pisacane.hlpAGOSTO 1856 Nonostante le riserve di Mazzini, fonda con Rosolino Pilo il periodico "Libert e Parola". La teoria della scintilla maturata in Pisacane e la sua parola d'ordine diventa "tutto e subito".8 DICEMBRE 1856 Il tentativo di Agesilao Milano di assassinare il re di Napoli ed il fallimento della rivolta a Mezzoiuso, promossa dal Barone Francesco Bentivegna, trovano il Pisacane pronto a riprendere con rinnovato vigore il tema della questione nazionale e del cammino insurrezionale. Viene decisa l'azione di sollevamento nel Cilento. Occorre stabilire a chi affidarne la guida: Garibaldi rifiuta l'offerta, quindi la scelta cade su Pisacane, che accetta..=CF) " 01FF13FGFGH ^w " Obelisco in Largo dei Trecento IL 28 GIUGNO 1857 CARLO PISACANESBARCO' SU QUESTA SPIAGGIA PRECURSORE DI GARIBALDI SAPRI NEL CENTENARIOFH1_ H,IeCronologia - (6/8) I PreparativienableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec","JI(`Pisacane.hlp',`CRONOLOGIA')")JG,I5 :," I Preparativi EHqK= H0GENNAIO/GIUGNO 1857 Sei mesi di lunga e difficoltosa preparazione, di contatti, di ripensamenti, di scambi epistolari con il comitato di Napoli. La partenza, nonostante il parere contrario di Giuseppe Fanelli e di Fabrizi, che considerano la situazione napoletana non matura a favorire un'insurrezione, viene soltanto rinviata dalla met di aprile alla fine del mese e, successivamente, alla met di maggio.APRILE/ MAGGIO 1857 Da Albaro Pisacane si trasferisce a Genova in casa Bianchetti, via Colombo n4.d,IMS t#0Pisacane.hlp11 MAGGIO /4 GIUGNO 1857 Due importanti riunioni si tengono in casa del Mazzini, al fine di predisporre al meglio gli ultimi preparativi della spedizione, decisa per il 10 giugno. Bisogna per rinunziare a causa di una tempesta che impedisce a Rosolino Pilo di approntare il carico d'armi.11 GIUGNO 1857 Pisacane, con un passaporto falso a nome di Francesco Daneri, si imbarca sull'Aventino. La destinazione Napoli, da cui manca da dieci anni, con lo scopo di riorganizzare i contatti con i patrioti napoletani.\qK=r 0"Pisacane.hlp#Pisacane.hlp13 GIUGNO 1857 In casa Dragone Pisacane e Fanelli fanno il punto della situazione. Constatata l'incapacit del comitato di suscitare un'insurrezione, si decide per una sollecitazione esterna da produrre in tempi brevi, allo scopo di prevenire eventuali iniziative murattiste.18 GIUGNO 1857 Torna a Genova dove, d'accordo con Mazzini, decide la partenza per il 25 giugno. Il 24 giugno scrive il "Testamento Politico ", che cM=Gonsegna alla giornalista inglese Jessie White.(Me% 0=g1 ( gVCronologia - (7/8) La SpedizioneenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec","JI(`Pisacane.hlp',`CRONOLOGIA')")Je5 :," La Spedizione @g| 䀁05vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlp/[~Pisacane.hlp25 GIUGNO 1857 Verso sera con Nicotera, Falcone ed altri 22 compagni si imbarca sul Cagliari. Giunti in mare aperto, i patrioti si impossessano del vapore, quindi Pisacane legge un proclama all'equipaggio e ai passeggeri. Dopo qualche ora di navigazione dovrebbero incrociare l'imbarcazione di Rosolino Pilo, carico dei rifornimenti di armi e munizioni. Ma questo incontro non avverr mai. Pisacane ed i suoi uomini trovano comunque delle armi nella stiva della nave e decidono cos di proseguire la spedizione. Quindi fanno rotta per l'isola di Ponza.;H w0w#Pisacane.hlpb7Pisacane.hlp"Pisacane.hlp27 GIUGNO Attraccano all'isola di Ponza e liberano i detenuti, facendo cos altri accoliti. Giungono all'imbrunire nei pressi del Golfo di Policastro.28 GIUGNO In serata l'imbarcazione approda nella baia di Sapri, in contrada Oliveto, ma non si trovano gli aiuti concertati con il Fanelli. Gli attendibili sono tutti sotto sorveglianza e la popolazione stata messa in agitazione dall'allarme del giudice Fischietti. Nicotera, non trovando Peluso, reo di aver consegnato Costabile Carducci ai borboni, appicca il fuoco all'uscio della sua casa.|Kc A0N6Pisacane.hlpr Pisacane.hlp29 GIUGNO Alle prime luci dell'alba, Pisacane ed i suoi uomini partono alla volta di Torraca. Intanto, il Fischietti, dopo averli preceduti a Sapri, tornato sui suoi passi per dare l'allarme ai borbonici con il telegrafo ottico di Capitello. Nella piazza dell'Olmo, a Torraca, Pisacane legge un proclama d'incitamento alla rivolta, ma la risposta popolare deludente. Alle 22 sono al Fortino di Cervara, ospiti presso la taverna di Vincenzo Cioffi, dove ricevono la visita di una delegazione di patrioti lucani. Nel frattempo, due navi zeppe di soldati borbonici e diverse compagnie di cacciatori si sono gi messe in marcia alla volta di questi luoghi. HV> J0  30 GIUGNO Verso mezzogiorno arrivano a Casalnuovo (poi Casalbuono): trovano il paese in rivolta. Giunti a Padula in tarda serata, si fa l'analisi della situazione in casa di Federico Romano. KX1 XoCronologia - (8/8) La SconfittaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec","JI(`Pisacane.hlp',`CRONOLOGIA')")IV5 :*" La Sconfitta q'XJ bO0"Pisacane.hlp1 LUGLIO Intorno alle dieci del mattino inizia lo scontro con i gendarmi e le guardie urbane. Pisacane con pochi altri riesce a fuggire e, in serata, cerca ricovero presso Buonabitacolo; l'ingresso in paese gli per negato dal capo urbano, il barone Picinni Leopardi. Tutta l'organizzazione in difficolt: Teodoro Pateras, che avrebbe dovuto tenere i contatti con gli insorti, bloccato a Roma; il Fanelli e l'Albini del comitato di Napoli, contrariamente a quanto era gi stato concordato, non prendono alcuna iniziativa di disturbo.)G ҀO0qPisacane.hlp5vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlp2 LUGLIO In contrada Papaleo, nel territorio di Sanza, gli scampati vengono avvistati ed attaccati GVda truppe regolari, guardie urbane e contadini esaltati, richiamati dallo scampanio delle campane. Nicotera, ferito, fatto prigioniero con altri rivoluzionari. Pisacane e Falcone restano a terra morti; i loro corpi verranno poi cremati, in un rogo comune, con quelli degli altri insorti rimasti uccisi.(o% 0Ga1, aCarlo PisacaneenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");disableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SOMMARIO')")Ko5 :." Carlo Pisacane ap 8\jI:m8Za܀sCŀɈ}Q#㧕2PrologoLa SvoltaL'Inizio della Formazione PoliticaI Moti del '48La Repubblica RomanaL'EsilioIl Periodo della Riflessione CriticaIl Ritorno all'AzioneLa Spedizione di SapriIl Testamento PoliticoPer Saperne di Pi&# p1  i Carlo Pisacane - (01/11) PrologoenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")D5 : " Prologo   0"qPisacane.hlpg'Pisacane.hlpPisacane.hlpIl 2 luglio 1857, sulle colline cilentane nei pressi di Sanza, Carlo Pisacane, tanto temerario quanto discusso eroe risorgimentale, soccombe con i suoi compagni al fuoco delle truppe regolari borboniche ed all'assalto di contadini armati di scuri e forconi. Esce cos di scena colui che pi di ogni altro eroe risorgimentale ha fatto della questione sociale la sua bandiera, tanto da anteporla finanche alla questione nazionale e da essere epigrafato da qualcuno come il primo socialista italiano. Strettamente legato agli ambienti democratici di ispirazione mazziniana, la sua morte segna il tramonto definitivo dell'azione rivoluzionaria della sinistra democratica e sancisce il passaggio irreversibile della conduzione risorgimentale nelle mani della destra, monarchica e moderata, guidata dal Conte di Cavour. Il partito monarchico, infatti, in seguito al fallimento della spedizione, si scaglia ancora pi violentemente sia contro il partito d'azione che il Mazzini, elevando dure critiche di improvvisazione rivoluzionaria ed ottenendo l'effetto di emarginare i democratici ai limiti della societ borghese e rivoluzionaria ottocentesca.' 0Il Cavour, da abile manovratore politico, occupato a tessere le trame diplomatiche di una unificazione delle genti italiane sotto la corona sabauda, cavalca l'onda emotiva che risale la penisola all'indomani del disastro e che mette decisamente sotto accusa tali azioni, definite oramai irresponsabili e suicide. Scopo principe, limitare le velleit democratiche, in quanto pericolose per gli interessi dinastici e borghesi. L'accollamento volontario degli impegni assunti dai precedenti governi nei territori annessi sar poi l'espediente necessario per salvaguardare gli interessi della classe borghese, cos da indurla a sostegno del nuovo stato.: By 0#Il Pisacane viene quindi indicato come il responsabile di questa unificazione pilotata e voluta dall'alto: l'unit nazionale raggiunta attraverso una guerra di conquista da parte del Regno sabaudo, soffocando le possibili aspirazioni democratiche che avrebbero potuto gettare basi pi solide per un futuro Stato italiano.Accuse indubbiamente da rigettare: basti osservare la nascita e lo sviluppo decisamente elitario del partito democratico, l'isolamento ideologico e politico di Pisacane per via del suo pensiero di formazione socialista, fortemente osteggiato dal Mazzini e dai mazziniani i quali, contrari al concetto di lotta di classe, considerano impensabile posporre l'unit nazionale alla causa sociale. Tali differenze di vedute sono chiaramente espresse nel Testamento Politico : il socialismo, espresso nella formula libert ed associazione, " ... l'avvenire inevitabile e prossimo dell'Italia e forse dell'Europa ... sono convinto che l'Italia sar grande per la libert o sar schiava ... rimedi temperati come il regime costituzionale del Piemonte ... non possono che ritardarlo ... la dominazione della casa di Savoia o la dominazione della casa d'Austria sono la stessa cosa ... ".i = H 0Se vero, quindi, che con il Pisacane ha termine il momento democratico del risorgimento italiano, tale esito non per imputabile al fallimento della spedizione ed alla sua improvvisazione, quanto alla naturale consunzione delle organizzazioni elitarie e settarie, molto ideologizzate e poco vicine alle classi popolari, con le quali vogliono creare s un movimento, tenedole per lontane dai momenti decisionali. L'eutanasia al movimento moribondo, questa s imputabile al Pisacane: l'aver reso palese l'irrealt del movimento risorgimentale di stampo carbonaro e la sua inevitabile sconfitta conseguenza della spedizione. Egli fa da testimone al passaggio delle consegne, la sua impresa sancisce il limite temporale dell'azione rivoluzionaria democratica, ma non ne l'artefice. E non potrebbe esserlo. Del resto, anche l'idea della sollevazione popolare come riscatto sociale, portata avanti dal Pisacane, non appare ancora realizzabile: l'Italia troppo divisa ed impreparata per il tipo di conduzione democratica indicato dal Mazzini e, naturalmente, lontanissima dalla prospettiva di uno Stato a base popolare come quello voluto dal Pisacane. L'unica soluzione che sembra realisticamente attuabile quella propugnata dal Cavour: dinastica ed autoritaria. la soluzione migliore? Scriver Dostoevskij in "Diario di uno scrittore": "Il popolo italiano si sente depositario di un'idea universale, e chi non lo sa lo intuisce. La scienza, l'arte italiana sono piene di quell'idea grande. Ebbene, che cosa ha ottenuto il conte di Cavour? Un piccolo regno di second'ordine, che non ha importanza mondiale, imborghesito, senza ambizioni ...".l 1, l  JCarlo Pisacane - (02/11) La SvoltaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")Fi  5 :$" La Svolta r.l $D V]0rPisacane.hlpLa maturazione politica del Pisacane, il progressivo avvicinarsi ai principi del socialismo, che in quell'epoca muoveva i primi passi, e la determinazione rivoluzionaria sono la risultante di un arricchimento che avviene per stadi successivi. Ma, sicuramente, il principio di tutto e fondamento per gli sviluppi successivi la data del febbraio 1847. Essa segna, s, l'inizio dell'avventura amorosa con Enrichetta di Lorenzo, moglie del cugino Dioniso Lazzari, ma rappresenta anche il momento in cui Pisacane si distacca dagli ambienti partenopei e borbonici e, girovagando per l'Europa, inizia in modo occasionale a stringere rapporti con gli esuli italiani ed europei, i quali, gradualmente, trasformeranno l'avventura amorosa in un momento di riflessione sulla politica nazionale ed internazionale. E uBC T0$0Pisacane.hlpDurante il primo soggiorno londinese la coppia preferisce apprezzare e godere le bellezze della citt. Il loro interesse per la questione politica italiana, al centro delle discussioni nei salotti londinesi, scarso se non inesistente; a ci contribuisce l'appartenenza del Pisacane alla nobilt del Regno partenopeo ed il ruolo di ex ufficiale borbonico, che lo rendono inviso all'emigrazione borghese del$uBi la City. In sostanza, questo il periodo dell'idillio amoroso, e il resto si rivela insignificante: tempo, energie, tutto si consuma in coppia e gli estranei non sono bene accetti. Pochi, quindi, sono i contatti esterni con gli esuli italiani, qualcuno in pi con gli inglesi simpatizzanti per la causa nazionale. Il solo salotto in cui sono ben accetti, senza sentirsi degli intrusi, quello di Gabriele Rossetti. I due sono attratti dalle dotte discussioni accademiche, piacevoli pause alle passioni amorose, ma non certamente nelle vesti di emigrati liberali o democratici in cerca di solidariet politica.$EF) O0Rifugiatisi a Parigi dopo "l'invito" della polizia inglese a lasciare il paese, la coppia subisce il primo scossone. Sono tratti in arresto con l'accusa di adulterio e detenzione di passaporto falso ed ospitati per dieci giorni nelle carceri francesi. La brutta avventura si conclude presto come un temporale estivo ed i due possono riprendere la vita da turisti innamorati.Intanto il '48 alle porte: sulla stampa, nei circoli politici e nei salotti, i principi rivoluzionari del 1789 sono rispolverati, discussi, riadattati; la passione rivoluzionaria fa presagire i movimenti quarantottini. Il clima prerivoluzionario coinvolge tutto e tutti, compreso il Pisacane, che mostra per la prima volta attenzione a qualcosa di diverso che non sia il suo rapporto con Enrichetta: la sollecitazione del '48 scopre nel napoletano un attento lettore della problematica storica del 1789 e di tutta la dialettica che gli fiorisce intorno.cuBJF Z0EfPisacane.hlpLa lettera per il generale Guglielmo Pepe, con cui erano giunti dall'Inghilterra, li aveva introdotti nell'ambiente dei fuoriusciti politici di ogni nazionalit che inseguono in Francia il sogno dell'unit, dell'indipendenza e del liberalismo. Ma i nuovi orizzonti politici non lasciano spazio all'emancipazione dei rapporti privati: i due amanti sono costretti a lottare contro il bigottismo e le pressioni che provengono dagli ambienti democratici e liberali e, finanche, dall'amico Filippo Canuti, che li esorta a mettere fine al rapporto poco ortodosso. Per Enrichetta, il discorso completamente diverso. La libera morale francese esalta la giovane per l'ardire di un passo cosi radicale ed innovativo, inorgogliendo e gratificando la sua nuova condizione di donna libera ed anticonformista. Intanto le preoccupazioni di carattere economico, che accompagneranno l'intera avventura della coppia, cominciano a farsi pressanti. Il costo della libert irrompe prepotentemente nella loro vita, mitigato solo dall'aiuto dei circoli politici italiani d'oltralpe, con cui ora stringono rapporti frequenti e regolari.EF L1  LiL`Carlo Pisacane - (03/11) L'Inizio della Formazione PoliticaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")_*JiL5 :V" L'Inizio della Formazione Politica  Ln - 0EfPisacane.hlpϬPisacane.hlpNei salotti vengono elaborati i moderni principi liberali. Attraverso di essi le idee circolano tra gli intellettuali ed i politici dell'intera Europa. Luoghi come l'abitazione della principessa Cristina di Belgiojoso e la casa del generale Guglielmo Pepe, in una Parigi ubriaca di liberismo, sono gli ambienti italiani dove si incontrano e discutono Lamennais, Lamartine, Hugo, De Musset, Thiers. Pisacane travolto dal dibattito filosofico e politico che permea l'ambiente dei salotti. Le amicizie che comincia a stringere con gli esuli italiani ed il continuo confrontarsi con intellettuali di tutta Europa contribuiscono non poco ad allargare i suoi orizzonti, avviandosi timidamente verso tematiche di politica rivoluzionaria. Candido Augusto Vecchi il suo mentore. Egli fornisce al PisaciLJane un primo indottrinamento sulla sinistra francese e orienta l'interesse del napoletano verso la civilt industriale con la sua crescita travolgente ed iniqua, realt questa ancora sconosciuta a molti italiani: "trovandosi sia la Francia che l'Inghilterra in uno stadio di sviluppo economico molto pi avanzato, un italiano con occhio attento a quel che accadeva si trovava nella condizione di anticipare problemi ancora immaturi, o addirittura neppure impostati per allora in patria". qiL* "0Il sistema industriale lo folgora. Si getta a capofitto nella questione sociale e nell'analisi del capitalismo con i suoi modelli di produzione. Scopre la questione operaia, ancora in fase embrionale ma gi una realt. Cerca l'approccio diretto con la citt piuttosto che una preparazione dottrinaria attraverso testi teorici. Approfondisce il fenomeno dell'urbanizzazione e del degrado delle condizioni di vita delle classi popolari attraverso il quotidiano contatto con la realt industriale. Ne risulta il quadro di un Ottocento molto poco edificante, con un sistema industriale che brucia le tappe in una corsa sfrenata verso l'ammodernamento e con l'apparire, sul palco della storia, di una nuova classe sociale, quella operaia, costretta a rincorrere il progresso economico e, soprattutto, a pagare i costi dello sviluppo economico e sociale del capitalismo industriale.E XU 0c-Pisacane.hlpNella Parigi rivoluzionaria, le contraddizioni sociali ed i novelli principi liberali convivono in apparente armonia. Il '48 cosi vicino che se ne avverte la materiale presenza. La tempesta imminente che travolger l'Europa oramai un dato di fatto ed anche Pisacane risucchiato nella spirale rivoluzionaria.Ma ecco ripresentarsi l'annoso problema della sopravvivenza economica per l'ex ufficiale borbonico, prossimo all'indigenza. Il problema impone una decisione drastica: l'Algeria. Il carattere ribelle di Pisacane, la preparazione militare, la voglia di azione fanno dell'Africa francese non solo la soluzione pi opportuna ma anche, in un certo modo, gradita, epilogo naturale per la sua indole militare. Ma, sfortunatamente per il giovane napoletano, gli scontri si sono sedati e nell'intera area regna una certa tranquillit. Impossibilitato a mettere in mostra le sue capacit e competenze, deluso dalla mancanza di attivit bellica, deve accontentarsi di svolgere un'azione di polizia sul territorio e di scacciare la monotonia del campo intrecciando scambi di idee con gli altri esuli italiani arruolati e, in particolare, con l'ex ufficiale borbonico Raffaele Poerio.`' m0Intanto dall'Italia giungono le notizie dei moti del '48. La primavera dei popoli esplode in tutto il suo splendore. Al legionario Pisacane le notizie dei primi scontri e della mobilitazione dei patrioti mettono addosso una irrefrenabile agitazione. Il desiderio di essere protagonista dell'indipendenza italiana lo spinge a lasciare l'Africa senza attendere il congedo, per inserirsi al pi presto nella mobilitazione antiaustriaca. i1 iCarlo Pisacane - (04/11) I Moti del '48enableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")K`5 :." I Moti del '48 i' 0Il 14 aprile 1848 Pisacane giunge a Milano. Indossa ancora l'uniforme da legionario ed arde dal desiderio di gettarsi nella polveriera della Prima Guerra di Indipendenza. questo un altro passo, un altro momento decisivo della formazione politica del Pisacane. Egli lotta nelle fila del neocostituito esercito lombardo, milita nel Regio Esercito Piemontese e, infine, consuma la fondamentale esperienza della Repubblica Romana. Il biennio rivoluzionario imprime a fuoco nel napoletano il suo segno, offrendogli l'opportunit di mostrare le sue qu`alit militari e strategiche, apprese alla scuola borbonica della Nunziatella; inoltre, favorisce la maturazione ulteriore del suo pensiero politico. L'esperienza quarantottina trasforma l'interesse per la causa italiana, nato nei salotti francesi come semplice curiosit, in una ragione di vita guidata da principi e da ideali forti che tracceranno la parte restante del suo percorso esistenziale, destinato per essi a terminare con la morte sul campo di battaglia.(% 0 p 50$(,Pisacane.hlpCPisacane.hlpCarlo Cattaneo, capo del governo provvisorio, tenace assertore della disciplina militare, apprezza immediatamente le qualit e l'esperienza dell'ex ufficiale borbonico, tant' che prima di assegnarlo al reggimento di morte con il grado di capitano su pressione di Teodoro Lechi, comandante delle forze militari, lo sollecita alla stesura di una relazione, "Sul momentaneo ordinamento dell'esercito lombardo", indirizzata ad un migliore ordinamento delle forze rivoluzionarie, caratterizzate dalla proliferazione delle indisciplinate formazioni volontarie.. "Essendomi avvisto de' suoi talenti e dell'alto cuore, lo pregai notasse in breve i suoi pensieri sul modo di ordinare quanto pi sollecitamente potesse il nostro armamento". Questa lusinghiera considerazione del Cattaneo la troveremo confermata in altri "leaders" ed in altri momenti ma, molto spesso, i suoi suggerimenti furono del tutto ignorati.+=( 0dg 0rPisacane.hlpahPisacane.hlpLasciata Enrichetta a Milano, inviato a Desenzano sul Garda al centro raccolta dei corpi volontari, dove viene inquadrato nella II legione lombarda al comando del maggiore Borra. Qui gli viene assegnato l'incarico di sorvegliare la frontiera tirolese, agli ordini del generale Giacomo Durando, lontano dall'azione tanto agognata. Con lo sdegno per questa tattica temporeggiatrice, gli giungono le notizie delle prime sconfitte dell'esercito piemontese. Pisacane inviato sul teatro di guerra: con un battaglione di volontari trasformati alla men peggio in una compagnia di "Cacciatori", riesce a respingere l'avanzata nemica negli scontri del Monte Nota; rimedia per una brutta ferita al braccio destro, che solo grazie alle cure del dottor Antonio Leone all'ospedale di Sal, dove accorsa anche Enrichetta, non gli causa l'amputazione del braccio.|U=' 0Pisacane, rientrato nella capitale ancora convalescente, propone al comitato di difesa un piano audace: sgomberare le truppe dalla citt di Milano e attaccare il nemico alle spalle tra Bergamo e Brescia. Ma Cattaneo si gi ritirato nel Canton Ticino e, senza nessuno a sostenerlo, il piano respinto. Del resto, non sar l'unica tra le alternative presentate da Pisacane nel biennio rivoluzionario ad ottenere una cos scarsa considerazione: la sua formazione politico-militare lo porta lontano dal concepire il mantenimento ad oltranza di posizioni simboliche, preludi di sicure sconfitte.yC Te0Pisacane.hlpCon l'Armistizio di Salasco la guerra regia ha fine. Nell'animo di Pisacane resta una profonda delusione che lo porta a maturare un atteggiamento molto critico nei confronti di un risorgimento guidato dalla casa Savoia. In Svizzera, dove Carlo ed Enrichetta e gli altri profughi del '48 si sono rifugiati, le speranze dell'emigrazione italiana sono tenute vive dalle lunghe discussioni sugli esiti del conflitto. In particolare, egli trascorre molto tempo con Mazzini che, colpito dalla sua "visione strategica", lo prende come consigliere militare. Ma pi passano i giorni pi affiorano le diversit di posizioni sulla conduzione della guerra rivoluzionaria e sulle sue priorit. Q3 4=0-_Con il ministero di Vincenzo Gioberti la ripresa delle attivit militari cosy`a certa. Lasciata quindi Lugano, Carlo raggiunge Vercelli dove il suo reggimento ora inquadrato nell'esercito piemontese. La disillusione comunque non tarda ad arrivare, ispirata anche dal trattamento poco ospitale riservatogli dai ranghi dell'esercito regolare: ben presto, all'entusiasmo manifestatosi nell'anno precedente subentra la delusione e, con essa, una riflessone ancora pi critica verso l'iniziativa piemontese nel processo di unificazione. Ey& ?0La proclamazione della Repubblica Romana, per, sposta l'asse della politica nazionale sulle rive del Tevere. Per il Pisacane, sensibile come molti altri a questo radicale cambiamento, l'attrazione forte. l'occasione per il napoletano di consumare una nuova ed importante esperienza che, a conclusione del biennio qurantottino, lo vedr ai vertici della Repubblica e che contribuir a sfaccettare ancora di pi il suo pensiero politico. Il Pisacane si congeder dalle file regie il 26 febbraio del 1849, per muoversi alla volta di Roma.)1j )z>JCarlo Pisacane - (05/11) La Repubblica RomanaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")Qz5 ::" La Repubblica Romana V,)* "Y0Giunge a Roma il 18 marzo, ad un mese dalla proclamazione della Repubblica. E come lui converge nella citt papalina l'intero fronte patriottico, stanco e sfiduciato dalle sconfitte della guerra regia, che cerca nell'iniziativa democratica l'unificazione delle differenze tra le varie anime della rivoluzione: ci che l'esperienza della Repubblica sembra prospettare e consentire. Del resto, con Venezia, l'unico focolaio rivoluzionario che fa ardere la fiamma della questione politica italiana e che suscita l'interesse delle altre nazioni europee._zr C T0Pisacane.hlpCercato e trovato il contatto con il Mazzini, Pisacane coinvolto nella delicata questione dell'ordinamento militare. Si cerca invano di dare un assetto migliore all'esercito, composto per lo pi da elementi poco avvezzi alle cose militari. Cos il 16 marzo, su proposta dello stesso Mazzini, l'Assemblea istituisce una commissione di cinque membri in appoggio al Ministero della Guerra, cui viene affidato il compito di organizzare le fila dell'esercito repubblicano e di preparare la difesa della citt eterna. Eletto membro della commissione e diventatone l'anima, Pisacane promosso allo stato maggiore con il grado di Maggiore addetto all'arma del genio. Nel suo nuovo ruolo si industria ed elabora delle proposte di trasformazione dell'organizzazione militare repubblicana, ennesima dimostrazione della brillante preparazione nel settore bellico.B1} Ȁ0Pisacane.hlpLQPisacane.hlpPisacane.hlpPurtroppo le soluzioni proposte sono poco adatte a truppe molto eterogenee e digiune di disciplina militare come quelle rivoluzionarie. Il suo tentativo di dare una direzione unitaria ed un minimo di coordinamento alle truppe si scontra con l'indisciplina e l'avventatezza di Giuseppe Garibaldi, di visione militare limitata e semplicistica che, per, meglio sembra adattarsi a quel tipo di esercito. Nonostante dimostri di avere le idee pi chiare di Mazzini, di Pietro Roselli e dello stesso generale Giuseppe Avezzana, il suo piano riorganizzativo bocciato.Xr A( 0Dopo la sconfitta di Novara, il fronte rivoluzionario nazionale in ginocchio: gli ultimi barlumi di speranza sono Roma e Venezia, che da sole continuano la lotta.Il generale Avezzana nominato ministro di guerra e marina, la commissione viene sciolta, Pisacane viene designato come sostituto del ministro. Per la politica militare della Repubblica sembra finalmente delinearsi un indirizzo unitario, e ci proprio qua1Ando i soldati francesi sbarcano a Civitavecchia. Ancora una volta, il piano strategico di Pisacane di portare fuori dalla citt il conflitto, trasformando l'assedio in una guerra di movimento e conferendole quindi un carattere nazionale, si scontra con la determinazione di difendere la citt per il suo valore simbolico: decisione errata sotto il profilo militare, ma ineccepibile dal punto di vista rivoluzionario e patriottico. 71C{ Āy0`kaPisacane.hlp_Pisacane.hlprPisacane.hlpIl 30 aprile un rimpasto di governo conferma il generale Avezzana al Ministero della Guerra; si nomina Pietro Roselli generale in capo dell'esercito e Pisacane promosso colonnello, con direzione dello Stato Maggiore, coadiuvato dai tenenti Nino Bixio e Goffredo Mameli. Intanto Enrichetta, come Anita Garibaldi, ormai una militante a tempo pieno della rivoluzione e si prodiga per prestare le cure ai feriti ed ai moribondi.=AtFC T{0wPisacane.hlpIl crepuscolo della Repubblica vicino. Roma si prepara ad affrontare l'urto dei francesi ed appresta l'estrema difesa della citt. Ignorato ancora una volta l'ennesimo piano organico di difesa del Pisacane, appoggiato questa volta da un Mazzini ormai isolato nell'agone politico dell'Urbe, gli scontri del 3 giugno, senza una direzione unitaria, avranno il solo effetto di instillare tra le fila francesi il rispetto per i combattenti italiani. L'ingresso del generale Oudinot nella citt capitolina conclude irrevocabilmente l'esperienza della Repubblica Romana.C>J( E0Al contrario di Garibaldi e di molti altri patrioti che si sono affrettati a lasciare Roma, Pisacane viene arrestato e condotto in Castel Sant'Angelo. Imprigionato per la terza volta dopo Teramo e Parigi, riacquista la libert grazie agli sforzi di Enrichetta, per poi riprendere con lei la via dell'esilio.Il bilancio militare dell'avventura romana completamente deludente: gli eserciti rivoluzionari non dimostrano capacit di ritenzione di quella disciplina militare necessaria per la conduzione vittoriosa di una guerra; si allarga cos ancora di pi la sua avversione per la soluzione sabauda, pregna del pericolo di un'egemonia regia non sufficientemente contrastata da forti organizzazioni militari democratiche. La soluzione Repubblicana del Mazzini sembra la pi praticabile e condivisibile, anche se gi l'elaborazione di un'alternativa rivoluzionaria a base socialista comincia a farsi strada nei suoi pensieri. tF@K1 @KKCarlo Pisacane - (06/11) L'EsilioenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")E>JK5 :"" L'Esilio @Kh ܁0rPisacane.hlp$(,Pisacane.hlpPisacane.hlpPisacane.hlpnPisacane.hlp /PPisacane.hlpPisacane.hlpwPisacane.hlpLasciata Roma, Carlo ed Enrichetta riparano in Svizzera soggiornando prima a Ginevra e successivamente a Losanna, dove trascorreranno l'estate e parte dell'autunno, e dove si danno convitto la gran parte dei rifugiati del '48, delusi dagli esiti rivoluzionari, ma ancora convinti di una imminente ripresa insurrezionale. I punti di riferimento sono la residenza di Cattaneo a Castagnola, le abitazioni dell'Ongaro e del Grilenzoni a Viganello, la casa di Montalgre dove abita il Mazzini. Qui Pisacane ospite temporaneo e qui si danno convegno Aurelio Saffi, Mattia Montecchi, Giovanni Battista Var, Filippo De Boni e Maurizio Quadrio. Dedica parte del suo tempo alla redazione di una protesta contro il generale Oudinot, impegnandosi in un intensa attivit pubblicistica su "L'Italia del popolo", periodico organizzato e sostenuto dal Mazzini,Kh>J dove Pisacane inizia ed imposta la prima riflessione critica del biennio rivoluzionario. qKقb 0 ǭPisacane.hlp MPisacane.hlpIn casa di Francesco Dall'Ongaro, dove si discute delle prospettive future dell'Italia, intreccia rapporti molto stretti con Mauro Macchi e Filippo De Boni, sostenitori di un positivismo radicale che influenzer decisivamente la maturazione socialista di Pisacane. Tant' che al momento della partenza per l'Inghilterra, alla ricerca di un lavoro, le sue riflessioni intellettuali tendono gi a considerare prioritaria l'aggregazione sociale all'unit nazionale, radicalizzando la critica nei confronti di Mazzini. h( 0In Inghilterra, il governo non mostra ostilit nei confronti dei fuoriusciti liberali d'Europa ed proprio qui che l'esule italiano consolida in modo definitivo il suo pensiero, segnando la tappa conclusiva della sua formazione politica. Dopo un periodo trascorso nella campagna del Kent, Carlo ed Enrichetta fanno ritorno alla City e alla vita dei salotti londinesi, in cui il carattere romantico dell'emigrazione italiana molto apprezzato. Lasciando la vita mondana ad Enrichetta, Pisacane si reimmerge ben presto nella sua passione politica confrontandosi con le pi svariate ideologie, attraverso le quali mette in discussione la propria formazione elaborando una riscrittura critica della situazione in cui versa l'intera sinistra risorgimentale. vOقo' 0Come la volta precedente, Carlo ed Enrichetta intrattengono rapporti con gli inglesi solidali con la causa italiana piuttosto che con gli esuli italiani. Ben accolti da Emily Ashurst Hawkes e quindi ospitati da Matilde Ashurst Biggs, nella Londra antiborghese di Marx, dei socialisti francesi e di Djacqes incontrano e frequentano, se non Marx ed Engels, sicuramente James Stansfeld, Louis Blanc e George Jacob Holyoake, ideologo del movimento cooperativo, che avvicina Pisacane alle tesi anarchiche di William Goldwin e al concetto di emancipazione femminile di Mary Wollestonecraft. {. *0Affascinato da questo nuovo mondo al quale si sente vicino e partecipe, si immerge nell'approfondimento della letteratura degli scrittori anticapitalistici come Goldwin e Charles Hall, dei riformatori come Owen e degli economisti come Malthus, scoprendo ed apprezzando il socialismo ricardiano ed il movimento cartista. Gli si apre cos un panorama che stride violentemente con l'entusiasmo generale nel paese per lo sviluppo capitalistico: apprende i danni provocati dal progresso industriale, osserva i livelli di vita delle classi proletarie e la stentata sopravvivenza delle masse povere, riscontra le misere condizioni igieniche ed il dilagare di malattie nei ghetti e negli Slums, dove sono concentrate le masse operaie. Po/ ,0Dalla conoscenza di questa realt nasce la sua elaborazione definitiva del necessario rapporto tra problematica sociale e azione politica. Per il Pisacane proprio la comparsa del proletariato inglese, con la forza deterrente delle sue prime forme di organizzazione, le Trade Unions ed il Movimento Cartista, determina il passaggio definitivo all'azione rivoluzionaria coinvolgente, per l'appunto, le classi operaie: non generata dall'alto e operata dall'esterno, ma scaturente dal basso con una attivit di stimolo verso la base sociale, rendendo cosi le masse artefici del loro futuro.{1N! y Carlo Pisacane - (07/11) Il Periodo della Riflessione CriticaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")a,y5 :Z" Il Periodo della Riflessione Critica ` c0rPisacane.hlpNPisacane.hlpAl rientro in Italia, dopo la vana riycerca di un lavoro in Inghilterra, Pisacane, lasciata Enrichetta a Genova, si divide tra la Svizzera ed il Piemonte, dove costretto ad accettare un posto di ingegnere. Comincia cos il periodo pi incerto del rapporto di coppia. Il sogno d'amore, che pu considerarsi l'inizio della sua avventura di rivoluzionario, in crisi: la situazione economica disastrosa, che ha portato Pisacane lontano da Enrichetta, ha fatto cadere in uno stato di profonda depressione anche quest'ultima. La lontananza ed il senso di colpa di sentirsi di peso al suo uomo condurranno la donna tra le braccia di Enrico Cosenz, amico e commilitone di Pisacane.ay( 0Intanto, in Svizzera, Carlo cerca di concentrarsi sulla pubblicazione della sua opera (se non altro per bisogno di denaro). Il primo volume, l'unico pubblicato in vita, che analizza la guerra combattuta in Italia negli anni 1848-49, incentrato su di una critica militare elaborata vagliando il periodo rivoluzionario quarantottino, dal quale viene ricavata una nuova e diversa riflessione della "questione italiana". Ma rassegnarsi alla fine del suo legame con Enrichetta non certo nelle intenzioni del Pisacane, nonostante le numerose lettere che gli amanti gli scrivono per perorare la causa del loro amore. Fa ritorno a Genova. La tenzone non delle pi facili, ma Carlo, riconoscendo i suoi torti, riesce a liquidare il rivale e a riconquistare il cuore di Enrichetta. A buon ragione pu considerarsi questa l'unica battaglia vinta dal rivoluzionario.D VW0Pisacane.hlpDopo essersi riconciliato con Enrichetta, Pisacane invia al Mazzini il manoscritto del suo libro. Il genovese non si dimostra affatto entusiasta dell'analisi cruda dell'esperienza quarantottina n tantomemo delle critiche rivolte al suo programma. La sua impressione, che si dimostrer esatta, che il libro possa provocare delle forti reazioni. Con una seconda stesura, dai toni pi morbidi, accettata pi per motivi economici che per convinzione, Pisacane riesce ad ottenerne la pubblicazione. Il vespaio sollevato comunque enorme. La polemica sui singoli episodi militari esplode fragorosa ed i primi a reagire sono i garibaldini, pronti a difendere il loro generale. J bo0$(,Pisacane.hlpNon da meno la reazione dei mazziniani, tant' che il direttore de '"L'talia del popolo" sfida Pisacane a duello, nel corso del quale lo ferisce ad un braccio. Le preoccupazioni del Mazzini si sono avverate: egli coglie repentinamente le ripercussioni arrecate alla compattezza dello schieramento repubblicano, gli effetti nefasti che le polemiche possono scatenare negli animi gi divisi e discordi dopo la sconfitta. Pisacane compie una analisi che il genovese, alla fine del '51, ritiene ancora inopportuna. Nonostante ci, non mancano i giudizi positivi, formulati da pi parti. Molti concordano sulle valutazioni del Pisacane: lo stesso Cattaneo si esprime in modo favorevole. ]lD V30k|Pisacane.hlpNaturalmente, le critiche politiche ed i risentimenti personali fanno passare in sordina l'interessante aspetto tecnico-militare del volume. Sono gli anni del completo isolamento. Carlo ed Enrichetta vivono la vita tipica degli esiliati e sbarcano la giornata con le attivit pi disparate. Sono anche gli anni del colpo di stato di Napoleone III, che getta una cappa di sfiducia tra gli esuli italiani e segna una sconfitta per il socialismo francese. Il tempo scorre e le polemiche provocate dal suo libro tendono a placarsi. .` ]0 dPisacane.hlpg'Pisacane.hlpPisacane si disimpegna dalla politica. Le preoccupazioni maggiori sono il fabbisogno giornaliero e le posizioni critiche contro il Mazzini. Le sempre pi difficili relazioni con il fronte rivoluzionario non rendono certo le cose pi facili, anche se, nonostante le sue posizioni intransigenti, Carlo non ha ltagliato completamente i contatti con i mazziniani. Il 28 novembre, ad Albaro, nasce la figlia Silvia. L'ascesa di Cavour e l'avvenuta intesa, durante il '52, tra moderati e liberali catalizzer l'iniziativa politica subalpina con quella diplomatica del Conte: per Pisacane la prova del suo disincanto politico; inoltre, gli esiti disastrosi dei tentativi di Belfiore, della Lunigiana, del moto milanese del 6 febbraio 1853 confermano la stagnazione dell'iniziativa rivoluzionaria mazziniana.DlJ^ 0 ǭPisacane.hlpΨPisacane.hlpSul moto di Milano Pisacane particolarmente aspro: critica violentemente il protagonismo politico e sostiene con forza l'inutilit dei moti promossi dall'esterno, votati all'insuccesso; laddove bisogna invece privilegiare i tentativi insurrezionali scaturenti dalla base e capaci di raggiungere obiettivi concreti. La visione mazziniana dell'azione per bande cos scardinata. La teoria che propugna Pisacane il superamento dell'intrinseca debolezza delle forze rivoluzionarie mediante il coinvolgimento delle masse popolari. Con Mauro Macchi conviene sulla pericolosit di personaggi che, vestiti da libertari, si arrogano, in modo antidemocratico, il diritto di pensare per gli altri. Lo stesso Aleksndr Herzen, amico e ospite di Pisacane ad Albaro, con il quale intrattiene discussioni ammantate di grande cultura filosofica e letteraria sulle prospettive dell'Italia, gli fa sentire ancora pi urgente la necessit di avviare una radicalizzazione della prospettiva socialista. bC T?0LQPisacane.hlpE mentre Pietro Roselli riapre la polemica sulla sconfitta e la diatriba tra mazziniani ed antimazziniani, pubblicando una sua versione della vicenda romana ed attaccando anche il Pisacane, a Genova scoppia un'epidemia di colera. Le attivit economiche subiscono un arresto e la disoccupazione cresce rapidamente. Per chi vive da esule le condizioni di sopravvivenza si fanno drammatiche: la situazione di Carlo ed Enrichetta, persi i pochi soldi provenienti da Napoli e potendo contare solo sulle lezioni private, si fa molto triste.J 9 @K0Nonostante le tante preoccupazioni di ordine economico, Carlo riesce comunque a concentrarsi sulla redazione dei "Saggi storici-politici-militari sull'Italia" e, soprattutto, comincia ad elaborare un progetto di spedizione nel mezzogiorno, incoraggiato ed approvato questa volta dal Mazzini, con il quale, pur distaccandosi ideologicamente, mantiene una fitta corrispondenza. Comune ad entrambi, infatti, il convincimento che l'azione, e non la staticit, sia il mezzo che consentir all'Italia di rinascere; come il Pisacane scrive in una appassionata difesa del Mazzini nel terzo dei suoi saggi: "Ponghiamo il caso che non fosse esistito Mazzini, o altri come lui, che avesse continuamente fomentato le cospirazioni e le congiure, e che in Italia, secondo avrebbero voluto i dottrinanti, niuno avesse pensato a muovere, chi parlerebbe d'Italia? ... Sono i fatti e non le dottrine che manifestano la vita della nazione". 1&    Carlo Pisacane - (08/11) Il Ritorno all'AzioneenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")R  5 :<" Il Ritorno all'Azione  @. *0Nel gennaio del '55 il Piemonte si getta nella polveriera della guerra di Crimea. Scopo della diplomazia sabauda cogliere l'occasione per riproporre la "questione italiana" sullo scenario europeo. Il risultato della partecipazione piemontese al conflitto quello di imprimere al risorgimento una direzione di marcia diversa da quella che il movimento democratico del 1848-49 aveva sperato e vagheggiato, aprendo, anzi, la strada ad una soluzione regia da molti aspramente critica @ ta.  BH ^0Pisacane.hlpDi fronte all'iniziativa cavouriana, il partito mazziniano non riesce ad opporre altro che una blanda reazione del tutto inefficace ed improduttiva. Il giudizio di Pisacane sulla guerra punta il dito contro le aspettative sabaude rispetto a quelle nazionali. Dalle pagine del giornale mazziniano, con il quale ha ricominciato a collaborare, denuncia l'estraneit del conflitto agli interessi patriottici: lancia lo slogan "i re non rivoluzionano". Il programma cavouriano, comunque, miete proseliti tra i rivoluzionari stanchi delle azioni settarie del Mazzini, prospettando un rapido cambiamento di fronte della conduzione risorgimentale.@E' 0Accanto al pericolo di una soluzione dinastica, avvertito fortemente dal Pisacane, tra il '55 ed il '56 si profila all'orizzonte un'altra minaccia per la causa rivoluzionaria, la quale coinvolge direttamente il regno partenopeo. I murattisti, infatti, sembrano guadagnare appoggi e simpatie alla causa filofrancese sia nella capitale borbonica che in altre zone del regno delle due Sicilie. I fuoriusciti partenopei e buona parte della democrazia repubblicana e rivoluzionaria, compreso Pisacane, rifuggono dall'ipotesi di un Murat sul trono di Napoli: accettare questa possibilit significa rinunciare ad ogni tentativo di unit nazionale; la prospettiva che si apre, infatti, quella di ritrovarsi in un'Italia divisa tra Savoia, Murat e Pio IX.&BI. *0L'iniziativa rivoluzionaria sta scivolando via dalle mani della sinistra liberale. Pisacane ne ha la piena consapevolezza. La sua decisione, pertanto, non pu che essere unica: ricompattare le fila del movimento insurrezionale e portare a termine un'impresa che anticipi gli avversari ed inneschi la spirale rivoluzionaria. Il riavvicinamento al Mazzini quindi indispensabile e l'ex dissidente non esita a lodare "la voce di un illustre cittadino la cui vita onora la nostra comune patria". L'accerchiamento ad opera di piemontesi e murattisti, infatti, la molla che fa scattare nello schieramento repubblicano il convincimento della necessit di riprendere l'iniziativa. Ma le divisioni sono forti ed il pericolo Murat non sufficiente a sedarle. ~PEK. *0La proposta di una spedizione al sud da molti giudicata immatura. Non dal Pisacane, che da tempo richiama l'attenzione verso il mezzogiorno quale anello debole della catena, dimostrandosi insofferente al clima di attendismo e fermamente contrario a qualunque iniziativa nell'Italia settentrionale.Fatta di necessit virt, Pisacane e Mazzini, concordi sul piano operativo, pur dissentendo su quello politico e sociale, convergono entrambi sull'esigenza di tentare: " inutile fra noi discutere di bandiera e di programma; questa e quella saranno stabiliti dal paese che sollevasi". IMH ^0~Pisacane.hlpL'ipotesi di un moto insurrezionale basato sul consenso delle masse popolari meridionali diviene la speranza di una iniziativa rivoluzionaria. Speranza che non tarda a divenire convinzione nei mesi che portano all'estate del 1856 e che si manifester con le parole d'ordine "tutto e subito". In questo clima esce "La libera parola", un periodico che Pisacane fonda e dirige insieme a Rosolino Pilo e di cui il Sud destinatario privilegiato.TKu 0l:Pisacane.hlpa1lPisacane.hlpSempre nell'anno 1856, l'insurrezione siciliana di Novembre capeggiata dal Barone Francesco Bentivegna e l'attentato al Re dell'8 dicembre da parte di Agesilao Milano sono altri sintomi di una grave tensione sociale. Ma la carica rivoluzionaria popolare, a ben vedere, non mostra l'eccitazione necessaria per un tentativo insurrezionale. Agli occhi del Pisacane, invece, i due avvenimenti isolati vengono interpretati come i segni di un vasto movimento antiborbonico: "nM el Sud ci sono malcontento, militanti, comitati di opposizione, forza morale; dal nord bisogna apprestare armi, denaro, scintilla". Ed ecco formulata la "teoria della scintilla": un'azione patriottica stimolata dall'esterno, capace di interagire con la realt locale, risvegliare il potenziale rivoluzionario delle masse contadine e trovare cos la vittoria con l'aiuto e l'appoggio dei ceti popolari: la proposta della rivoluzione indotta scaturente proprio da chi ne stato il pi feroce critico.\Md{ Ā02Pisacane.hlpWPisacane.hlpqPisacane.hlpL'ultima questione da risolvere a quale popolo concedere il privilegio di essere l'artefice della propria storia. L'attenzione cade sul basso Cilento, cuore del regno borbonico: i tentativi di democratizzazione nel Vallo di Diano in occasione della nascita della repubblica partenopea del 1799 e la sommossa capitanata da Costabile Carducci e Michele Aletta nel 1848 (che risalito il fiume Bussento entrarono in Sanza alla testa di un gruppo nel quale per la prima volta si videro molti contadini marciare in armi al fianco dei liberali) sembrano garantire il potenziale rivoluzionario necessario. Da l, in un crescendo, bisogna dilagare fino a Napoli, e quindi dare man forte ai patrioti in armi nella citt insorta.  0Pisacane.hlp5vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlpNPisacane.hlpIl comando dell'operazione viene offerto a Garibaldi che, gravitando oramai nell'orbita piemontese, rifiuta, considerando l'impresa irrealizzabile. Quindi viene proposto Pisacane. Tra gli entusiasmi di Giovanni Nicotera e Giovan Battista Falcone, lo scetticismo dell'amico Enrico Cosenz, le pressioni di Rosolino Pilo e la soddisfazione di Mazzini, il napoletano accetta di capitanare quell'azione che metter fine al tentativo democratico risorgimentale; e alla sua vita.(d% 01N  qCarlo Pisacane - (09/11) La Spedizione di SaprienableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")Sq5 :>" La Spedizione di Sapri {dx !HJͽ$ RS㰳QI PreparativiL'Inizio del ViaggioLo SbarcoVerso l'InternoL'Inizio della FineL'Epilogo*q& 0!d1@ ދLa Spedizione - (1/6) I PreparativienableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRIb')")Jދ5 :," I Preparativi AC T0"Pisacane.hlpIl periodo che va dal gennaio al giugno 1857 un intrecciarsi fitto di contatti con il comitato di Napoli: Nicola Fabrizi e Pisacane si scambiano progetti e sensazioni intorno a cui nascono speranze ed aspettative. Ma la situazione non cosi rosea. La stessa partenza rinviata pi volte: dalla met di aprile si arriva a fine giugno. Giuseppe Fanelli considera, infatti, la situazione napoletana immatura, consapevole del poco su cui si pu contare nel Regno Borbonico. Pisacane, invece, risponde con inviti all'azione. Il piano insurrezionale viene elaborato ed i finanziamenti trovati. L'entusiasmo quello delle grandi imprese: nell'aria si avverte che la spedizione sia in qualche modo un momento cruciale nella storia della rivoluzione in Italia. eދ_ 0~Pisacane.hlprPisacane.hlpIl tentativo del 10 giugno fallisce ancora prima di iniziare: una tempesta costringe la goletta di Rosolino Pilo a gettare in mare il carico di armi destinato a Pisacane e compagni, per evitare l'affondamento. Enrichetta interpreta l'accaduto come un presagio funesto. Insiste perch Carlo si rechi a Napoli, con la segreta speranza che, accertata l'impreparazione del movimento antiborbonico e l'arretratezza della situazione politica, si convinca dell'impossibilit del tentativo e desista dall'impresa. ( 0L'11 giugno Pisacane si imbarca per la capitale borbonica, dalla quale manca da dieci anni. Lo scopo cercare di sondare il morale del gruppo napoletano e, soprattutto, saggiarne il potenziale politico e rivoluzionario. Con questi obiettivi, la sera del 13 giugno si incontra con il Fanelli ed i responsabili dell'organizzazione locale in casa Dragone. Lo stato di rassegnazione e di apatia politica in cui versano gli animi dei rivoluzionari partenopei quasi tangibile. L'incapacit del comitato di suscitare l'insurrezione del regno palese. Tutto ci, piuttosto che scoraggiare Pisacane, non fa altro che rafforzare la sua convinzione della necessit di organizzare una spedizione in tempi brevi, onde prevenire le possibili iniziative murattiane. O l 0Pisacane.hlp#Tornato a Genova, ben consapevole dell'estrema difficolt dell'impresa, insiste ugualmente sulla necessit di approntarla: essa pu far scoccare quella scintilla necessaria a innescare una rivoluzione vittoriosa. Ossessionato, ormai, dall'idea dell'indispensabilit dell'azione, si getta a capofitto nei preparativi: l'urgenza di fare presto la sua principale consigliera. Con estrema celerit sbriga gli ultimi impegni: in casa del Mazzini pianifica con i suoi compagni le tappe della spedizione; alla vigilia della partenza scrive il Testamento Politico, che consegna alla custodia della giornalista mazziniana Jessie White Mario.ZC T/0g'Pisacane.hlpLeggendo fra le righe del Testamento, possiamo scorgere la ferma convinzione che l'impresa, quantunque disperata, deve essere tentata. L'iniziativa risorgimentale, infatti, pende sempre pi verso la soluzione sabauda. Un inaspettato successo del fronte rivoluzionario pu per ancora ribaltare le posizioni; ma deve essere ottenuto celermente, in quanto il tempo lavora a favore del Conte di Cavour. Un eventuale insuccesso, invece, pu soltanto accelerare il processo di crisi del movimento democratico, di per s gi in atto.&#  1 n > bLa Spedizione - (2/6) L'Inizio del ViaggioenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRIb')")Qb5 ::" "L'Inizio del Viaggio (% 0mb 2"5vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlp/[~Pisacane.hlpAl tramonto di gioved 25 giugno 1857, Pisacane, Nicotera, Falcone ed altri 22 compagni si imbarcano sul piroscafo "Cagliari", in partenza dal porto di Genova. Dopo qualche ora di navigazione, con un colpo di mano, si impadroniscono del vapore. Al fine di rassicurare i passeggeri e l'equipaggio sulle loro intenzioni, Pisacane legge il "proclama del Cagliari", assicurando la loro incolumit ed invitando, chi lo volesse, ad unirsi agli "iniziatori" della rivoluzione italiana. Ma il primo di tanti inconvenienti non tarda a verificarsi: per la seconda volta Rosolino Pilo, con fucili e rifornimenti, manca l'appuntamento con i compagni. Si profila nuovamente un mesto ritorno, sennonch nella stiva del Cagliari viene trovato un carico di armi contrabbandate sulla rotta Genova-Cagliari-Tunisi: la scoperta incoraggia il gruppo a continuare nell'impresa. M%( K0Dopo una giornata di navigazione, giungono in vista dell'isola di Ponza. Entrati in porto, hanno ragione facilmente delle guardie borboniche, pagate per sorvegliare i detenuti e non per essere eroi. Senza incontrare particolari difficolt occupano il castello ed espugnano il magazzino delle armi. In poche ore l'intera isola sotto il controllo dei patrioti.La sorpresa amara. I detenuti politici che si supponeva di trovare a Ponza non ci sono: essi, tra cui Spaventa e Settembrini, sono tenuti prigionieri presso l'isolotto di S. Stefano.;qV zw0b72Pisacane.hlpDecidono di seguire il Pisacane verso Sapri 202 delinquenti comuni, 118 ex-militari, 11 relegati politici minori, 3 presidiari e 2 donne (Maria Giuseppina Russo e Giuseppa Pugliese). Nel frattempo, una barca con a bordo il prete Vitiello fa rotta verso Gaeta per dare notizia dell'attacco.Il Cagliari riparte con a bordo i famosi "Trecento". In realt, la maggior parte del gruppo costituito da comuni delinquenti, la cui vera intenzione di allontanarsi al pi presto dall'isola. Nonostante tutto, Pisacane cerca di trasformarli in poche ore in una compagnia ben disciplinata, al fine di sfruttare il numero e l'impressione di forza per raccogliere pi facilmente proseliti tra quei ceti sociali che egli sperava di trovare nel Cilento, cos da costituire il primo nucleo del futuro esercito rivoluzionario.(% 0q1 e ELa Spedizione - (3/6) Lo SbarcoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRIb')")F5 :$" Lo Sbarco | \ r 0w#Pisacane.hlp Pisacane.hlpb7Il 28 giugno, all'imbrunire, il Cagliari doppia "Punta degli Infreschi", limite settentrionale del Golfo di Policastro, e si avvia deciso verso la baia di Sapri, in localit Oliveto dove, lasciata l'imbarcazione alla fonda, sbarcano. Intanto il Fischietti, Regio Giudice di Vibonati, dopo aver avvistato la nave da San Cristoforo dove si trovava per ragioni di servizio, si era precipitato verso Sapri per mettere in allarme la popolazione e le autorit sull'arrivo di una banda di pirati e masnadieri. 9 J b02Pisacane.hlp perci naturale che quando, con il favore della notte, Pisacane e altri pochi uomini entrano in Sapri pronunciando la parola d'ordine "L'Italia agli italiani", non trovano nessuna voce amica pronta a rispondere. Dopo i primi momenti di scoramento, Pisacane si mette alla ricerca degli emissari di Magnone, capo spirituale dei rivoluzionari del Cilento, di Matteo Giordano e degli altri antiborbonici che avrebbero dovuto organizzare gruppi di patrioti sul luogo. La ricerca vana. .\  & 0Anche il barone Gallotti ed i figli preferiscono tergiversare: o non sanno nulla della spedizione o fingono di non sapere. certo, comunque, che l'attivit preparatoria del gruppo napoletano non ha funzionato o, molto probabilmente, non c' stata. D'altra parte le autorit borboniche, dopo i fatti del 1848, tengono i liberali cilentani sotto stretta sorveglianza. C' poi da mettere in conto che tra di essi erano diffusi una certa simpatia murattista e un atteggiamento di sospetto verso il socialista Pisacane. x G@_ 30!5vPisacane.hlpWPisacane.hlpNicotera, intanto, si assunto il compito di catturare il capo urbano Vincenzo Peluso che, nel '48, fece consegnare Costabile Carducci all'autorit, permettendone la cattura e l'uccisione nella rada di Acquafredda. Peluso era per fuggito in tempo; Nicotera non sa fare di meglio che appiccare il fuoco all'uscio della sua abitazione, provocando ulteriori risentimenti nella popolazione di un paese le cui case sono per lo pi costruite in legno: la diffidenza, gi G@seminata dal Fischietti, viene ulteriormente accresciuta.( o@% 0G@QA2 2a0All'alba i Trecento entrano in Sapri. Scambiano qualche fucilata con le guardie urbane, che si danno alla fuga. Quindi sfilano per le strade al grido di "Viva l'Italia".%o@vC& 0Li accoglie un paese silenzioso ammantato da una cappa di sospetto. Del resto, i braccianti agricoli, su cui il Pisacane punta come potenziale rivoluzionario, si trovano in Puglia per la mietitura. I liberali, gi coinvolti nel tentativo insurrezionale di Carducci, sono tutti incarcerati o strettamente sorvegliati. Restano i contadini, presso i quali le parole d'ordine del tipo "riscatto sociale", "unit d'Italia" ed in generale il complesso linguaggio dei rivoltosi risulta incomprensibile e sospetto. 0QAE ΀a0N6Pisacane.hlp&␌Pisacane.hlpPisacane.hlpUsando le parole dello stesso Pisacane, si pu dire che "... gente buona ma ignorante a cui forse si far credere di essere noi masnadieri e pirati scesi al saccheggio ...". Nottetempo, intanto, il giudice Fischietti, dopo aver sparso la voce dell'arrivo dei "Masnadieri" a Torraca, si era spostato frettolosamente a Capitello dove, utilizzando il telegrafo ottico, poteva dare l'allarme alle autorit borboniche.&vCE# EF1\>  FG]La Spedizione - (4/6) Verso l'InternoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRIb')")LEG5 :0" Verso l'Interno GFfKr 0b7N6Pisacane.hlpr Pisacane.hlpDopo avere constatato il mancato appoggio di Sapri, la mattinata del 29 giugno i Trecento fanno meta verso Torraca. Trovano il paese in festa per le celebrazioni di S. Pietro. Ad accoglierli in piazza dell'Olmo c' anche il parroco Luigi Caetani. Qui Pisacane legge un proclama d'incitamento alla rivolta ad una folla non ostile, tranquillizzata dall'intervento di Mansueto Brandi che, giunto a Torraca dopo il giudice Fischietti, era riuscito a placare gli animi. L'attenzione comunque scarsa. Gli stranieri usano un linguaggio estraneo e difficilmente comprensibile per gente umile: gli si chiede di combattere per l'unit d'Italia, l'uguaglianza sociale, ma cos' l'ideale socialista, cos' la rinascita sociale, cosa significa unit d'Italia, e poi oggi festa, ci si riposa dal duro ed interminabile lavoro giornaliero, e poi, ... chiss, dicono che sono ladri, e se tutto un trucco per farci allontanare dalle nostre povere case e derubarci di tutto? GN| ƀ0Pisacane.hlp5vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlpCon tali perplessit nessuno consegna armi o si aggrega ai rivoluzionari. Dopo la partenza di questi, il Vescovo di Policastro, presente ai festeggiamenti, celebra una messa lodando la freddezza del popolo per come ha risposto all'appello dei rivoltosi.Le delusioni si susseguono e si accavallano. Il gruppo riprende la marcia e giunge al Fortino di Cervara all'incirca verso le dieci di sera. Dopo avere abbattuto i pali del telegrafo a fili, trovano accoglienza nella taverna di Vincenzo Cioffi. Qui ricevono la visita di una delegazione di patrioti lucani, che li invita a marciare verso Lagonegro e ad unirsi ai liberali che operano nella bassa Basilicata, sprovvista di truppe regolari. Questa linea strategica sostenuta anche da Nicotera e Falcone. ?fK5U x02Pisacane.hlp Il Pisacane, invece, che ancora crede nella possibilit di conquistare l'appoggio dei locali, declina l'invito: sostiene l'importanza di raggiungere il Vallo di Diano per poter diffondere l'inN5Esurrezione in tutto il Cilento e puntare in seguito direttamente su Napoli, quindi li esorta a raggiungerli al pi presto sulla via di Padula; tale proposta, per, non verr accolta. Il 30 giugno arrivano a Casalnuovo (oggi Casalbuono). Il paese in rivolta: sono state abbattute le insegne borboniche ed stato occupato il municipio. I naturali presupposti per la confluenza nelle file dei rivoltosi sembrano esserci tutti, ma alcuni incresciosi episodi di furti ad opera dei provati e sfiduciati compagni di Pisacane incanalano il sospetto e la diffidenza nei popolani (ricordiamo che i Trecento sono in gran parte uomini gi condannati per reati comuni). Neanche la fucilazione, a scopo di esempio, di un "soldato della rivoluzione", un certo Eusebio Bucci, serve a riconquistare la fiducia.(N]% 0 5h1 e  h4La Spedizione - (5/6) L'Inizio della FineenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRIb')")P]5 :8" L'Inizio della Fine h͆3 40 Arrivati a Padula e trovata accoglienza in casa di Federico Romano, il momento di fare il punto della situazione. La prospettiva non rosea: c' da riscontrare l'indifferenza pi assoluta delle popolazioni e la mancanza del potenziale rivoluzionario dei braccianti e degli artigiani, gli uni in Puglia per la mietitura, gli altri in Sicilia per i lavori pubblici. A questo si aggiunge il silenzio dei rivoluzionari di Lagonegro e delle bande ausiliare della Basilicata. 5U x0b7qPisacane.hlpSul fronte borbonico, invece, una complessa azione di contenimento stata approntata gi dalle prime ore dello sbarco: convergono in zona 600 cacciatori provenienti da Sapri, capitanati dal Maggiore Marulli, e 600 cacciatori partiti da Auletta, guidati dal Colonnello Ghio; da Sala Consilina 600 uomini, tra urbani e gendarmi, al comando del Maggiore De Liguoro, si portano in appoggio alle guardie urbane di Sanza e Padula, gi organizzatesi in una prima linea di difesa. Il quadro completato da un'insidiosa azione di screditamento popolare ad opera delle autorit borboniche e del clero bigotto, nonch dalle cattive condizioni dell'armamento dei rivoluzionari, che possono contare su appena un centinaio di fucili.͆( 0Tutto ci rende chiaro che la scintilla non scoccata e che il piano insurrezionale completamente fallito, come fallito il disegno mazziniano dei moti di Livorno e Genova, che avrebbero dovuto rafforzare l'eco dell'impresa su Napoli.Il 1 luglio, all'incirca verso le dieci del mattino, sotto le mura della Certosa di S. Lorenzo, presidio militare borbonico, ha luogo lo scontro con i gendarmi e le guardie urbane. La proporzione delle forze in campo di uno a sei. Allo scontro impari si oppone solo l'ultima illusione: che gli avversari rifiutino di battersi e che passino dalla parte dei rivoluzionari. Ma a quest'ultima speranza le truppe regolari, i gendarmi e le guardie urbane rispondono con scariche di fucileria.  - (y0Ai primi colpi di fucile, i meno motivati depongono immediatamente le armi e si danno prigionieri. Degli altri, 50 vengono uccisi e un centinaio riesce a rompere l'accerchiamento e a fuggire. I superstiti, all'imbrunire, raggiunto il piccolo centro di Buonabitacolo, cercano di ottenervi riparo. Qualcuno trova ancora la forza ed il coraggio di gridare "Viva l'Italia"; ma in paese ci sono, schierate, le guardie urbane capeggiate dal capo urbano Giuseppe Picinni Leopardi, ben intenzionato ad impedirne l'ingresso, soprattutto per evitare future noie con le autorit borboniche. A Pisacane e compagni tocca cos passare l'ultima notte all'addiaccio nella campagna sanzese, stanchi ed affamati. ](4% 0 61  6|aLa Spedizione - (6/6) L'EpilogoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRIb')")F4|5 :$" L'Epilogo (6% 0>|W |0"qPisacane.hlp L'alba del 2 luglio si rivela ad un gruppo di uomini demotivati e male armati. Il capo urbano di Sanza, Sabino La Veglia, dopo che le campane hanno suonato a martello per richiamare i popolani, messosi a capo di un gruppo di guardie urbane, inizia a perlustrare la contrada in cerca degli scampati agli scontri di Padula. L'avvistamento opera di Michele La Veglia, cugino di Sabino, il quale in contrada Papaleo incrocia un manipolo di uomini demoralizzati e sfiduciati. La risposta sociale, tanto attesa, delle genti locali non c' stata ed il concertato movimento di insurrezione a Napoli non nemmeno partito; i rivoluzionari partenopei aspettavano, infatti, il buon esito dell'impresa per innescare la miccia della rivolta. ( 0Pisacane, alla vista delle guardie urbane contornate da una plebe inferocita, armata di picconi, falci, scuri e forconi, comanda di non rispondere al fuoco e di cercare scampo fuggendo nei boschi. Tentativo inutile. Molti dei fuggitivi vengono raggiunti ed uccisi in varie contrade: Salemme, Valloncello dei Diavoli, Zelato, S. Vito, Papaleo, S. Stefano; ventinove sono quelli fatti prigionieri. Altri verranno catturati qualche giorno dopo.Denudati e derubati, i cadaveri sono numerati e cremati sul posto. Compreso il corpo di Pisacane, nonostante sia stato ritrovato nel Valloncello Dei Diavoli e riconosciuto dal Capitano Giuseppe Nusitano, ufficiale borbonico e compagno di Carlo alla Nunziatella. Il riconoscimento viene confermato anche da Gaetano Enter, che con La Veglia si vanta di aver ucciso il Pisacane, affermando di averlo sentito chiamare per nome durante il conflitto. Sono testimonianze comunque poco attendibili, in quanto ispirate dalla speranza di riscuotere eventuali ricompense. : 3. * 0In definitiva, pur esaminando gli atti del processo di Salerno contro i superstiti, non possibile affermare con sicurezza se il Pisacane sia stato ucciso o se, come affermano molti storici, dopo essere stato ferito abbia preferito togliersi la vita.L'ultima riflessione va fatta sull'estrema difesa tentata dal gruppo ideologicamente pi motivato, quello del Cagliari, a fronte della rapida resa degli affiliati di Ponza. Nulla meglio delle parole dello stesso Pisacane pu celebrare il sacrificio estremo di questi uomini: "Io non ho la pretesa, come molti oziosi me ne accusano per giustificare se stessi, di essere il salvatore della Patria. ... Io sono persuaso, se l'impresa riesce, otterr gli applausi generali; se soccombo il pubblico mi biasimer ... Io pi non aggiungo che una parola; se non riesco disprezzo profondamente l'uomo ignobile e volgare che mi condanner; se riesco apprezzer assai poco i suoi applausi. Ogni ricompensa la trover nel fondo della mia coscienza e nell'animo di questi cari e generosi amici, che mi hanno recato il loro concorso ed hanno diviso i battiti del mio cuore e le mie speranze; che se il nostro sacrifizio non apporta alcun bene all'Italia, sar almeno una gloria per essa l'aver prodotto figli che vollero immolarsi al suo avvenire"..a) " 03q1$ # qCarlo Pisacane - (10/11) Il Testamento PoliticoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")Sa5 :>" Il Testamento Politico (q % 0 a0 .;pԀNel momento d'avventurarmi in una intrapresa risicata, voglio manifestare al paese la mia opinione per combattere la critica del volgo, sempre disposto a far plauso ai vincitori e a maledire i vinti. I miei principi politici sono sufficientemente conosciuti; io credo al socialismo, ma ad un socialismo diverso dai sistemi francesi, tutti pi o meno fondati sull'idea monarchica e dispotica, che prevale nella nazione: esso l'avvenire inevitabile e prossimo dell'Italia e forse dell'Europa intiera. Il socialismo, di cui parlo, pu definirsi in queste due parole: libert e associazione. Questa opinione fu da me sviluppata in due volumi, che ho composto, frutto di quasi sei anni di studi, ai quali per mancanza di tempo non ho potuto dedicare le ultime cure che richiedono lo stile e la dizione. Se qualcheduno fra i miei amici volesse surrogarmi e pubblicare questi due volumi, io gliene sarei riconoscentissimo.  ' pԀIo sono convinto che le strade di ferro, i telegrafi elettrici, le macchine, i miglioramenti dell'industria, tutto ci finalmente che sviluppa e facilita il commercio, da una legge fatale destinato ad impoverire le masse fino a che il riparto dei benefizi sia fatto dalla concorrenza. Tutti quei mezzi aumentano i prodotti, ma li accumulano in un piccolo numero di mani, da che deriva che il tanto vantato progresso termina per non essere altro che decadenza. Se tali pretesi miglioramenti si considerano come un progresso, questo sar nel senso di aumentare la miseria del povero per spingerlo infallibilmente ad una terribile rivoluzione, la quale cambiando l'ordine sociale metter a profitto di tutti ci che ora riesce a profitto di alcuni.U.C ' ]pԀIo sono convinto che l'Italia sar grande per la libert o sar schiava: io sono convinto che i rimedi temperati, come il regime costituzionale del Piemonte e le migliorie progressive accordate alla Lombardia, ben lungi dal fare avanzare il risorgimento d'Italia, non possono che ritardarlo. Per quanto mi riguarda, io non farei il pi piccolo sacrifizio per cambiare un ministero o per ottenere una costituzione, neppure per scacciare gli austriaci dalla Lombardia e riunire questa provincia al regno di Sardegna. Per mio avviso la dominazione della casa di Savoia e la dominazione della casa d'Austria sono precisamente la stessa cosa. Io credo fermamente che se il Piemonte fosse stato governato nello stesso modo che lo furono gli altri stati italiani, la rivoluzione d'Italia sarebbe a quest'ora compiuta.d= ' {pԀQuesta opinione pronunciatissima deriva in me dalla profonda mia convinzione di essere la propagazione dell'idea una chimera e l'istruzione popolare un'assurdit. Le idee nascono dai fatti e non questi da quelle, ed il popolo non sar libero perch sar istruito, ma sar ben tosto istruito quando sar libero. La sola cosa, che pu fare un cittadino per essere utile al suo paese, di attendere pazientemente il giorno in cui potr cooperare ad una rivoluzione materiale: le cospirazioni, i complotti, i tentativi di insurrezione sono, secondo me, la serie dei fatti per mezzo dei quali l'Italia si incammina verso il suo scopo, l'unit. L'intervento della baionetta di Milano ha prodotto una propaganda molto pi efficace che mille volumi scritti dai dottrinari, che sono la vera peste del nostro paese e del mondo intiero.AC @' 5pԀVi sono della persone che dicono: la rivoluzione deve essere fatta dal paese. Ci incontestabile. Ma il paese composto di individui, e se attendessero tranquillamente il giorno della rivoluzione senza prepararla colla cospirazione la rivoluzione non scoppierebbe mai. Se al contrario tutti dicessero: la rivoluzione deve farsi dal paese e siccome io sono parte infinitesimale del paese, cosi ho io pure la mia parte infinitesimale di dovere da adempiere, e l'adempisse, la rivoluzione sarebbe fatta immediatamente e riuscirebbe invincibile perch immensa. S @ai pu non essere d'accordo sulla forma di una cospirazione, sul luogo e sul tempo in cui una cospirazione debba compiersi: ma non essere d'accordo sul principio un'assurdit, un'ipocrisia, un modo di celare il pi basso egoismo.  B' pԀIo stimo colui che approva la cospirazione ed egli stesso non cospira: ma non sento che disprezzo per coloro, che non solo non vogliono far niente ma che si compiacciono nel biasimare e nel maledire gli uomini d'azione. Secondo i miei principi avrei creduto di mancare ad un sacro dovere se vedendo la possibilit di tentare un colpo di mano su d'un punto ben scelto ed in circostanze favorevoli, non avessi spiegato tutta la mia energia per eseguirlo e farlo riuscire a buon fine.pI@oF' pԀIo non ho la pretesa, come molti oziosi me ne accusano per giustificare se stessi, di essere il salvatore della patria. No: ma io sono convinto che nel mezzogiorno dell'Italia la rivoluzione morale esiste: che un impulso energico pu spingere le popolazioni a tentare un movimento decisivo ed perci che i miei sforzi si sono diretti al compimento di una cospirazione che deve dare quell'impulso. Se giungo sul luogo dello sbarco, che sar Sapri, nel Principato citeriore, io creder aver ottenuto un grande successo personale, dovessi pur lasciare la vita sul palco. Semplice individuo, quantunque sia sostenuto da un numero assai grande di uomini generosi, io non posso che ci fare e lo faccio. Il resto dipende dal paese e non da me. Io non ho che la mia vita da sacrificare per quello scopo ed in questo sacrifizio non esito punto.7BM' !pԀIo sono persuaso, se l'impresa riesce, otterr gi applausi generali: se soccombo, il pubblico mi biasimer, sar detto pazzo, ambizioso, turbolento, e quelli, che nulla mai facendo passano la loro vita nel criticare gli altri, esamineranno minuziosamente il tentativo, metteranno allo scoperto i miei errori, mi accuseranno di non essere riuscito per mancanza di spirito, di cuore e di energia. Tutti quei detrattori, lo sappiano bene, io li considero non solo incapaci di fare ci che si da me tentato, ma anche di concepirne l'idea. A quelli che diranno che l'impresa era di impossibile riuscita io rispondo che se prima di combinare di tali imprese si dovesse ottenere l'approvazione nel mondo bisognerebbe rinunziarvi. Il mondo non approva in prevenzione che i disegni volgari. Fu detto un pazzo colui che fece in America l'esperimento del primo battello a vapore, e si pi tardi dimostrata l'impossibilit di traversare l'Atlantico con tali battelli. Era pazzo il nostro Colombo prima di aver scoperto l'America, e l'uomo volgare avrebbe trattato di pazzi e d'imbecilli Annibale e Napoleone se avessero avuto a soccombere quello alla Trebbia, questo a Marengo. Io non pretendo paragonare la mia impresa con quelle di questi grandi uomini. Essa per altro loro rassomiglia in una parte: perch sar l'oggetto dell'universale disapprovazione se fallisco, e dell'ammirazione di tutti se riesco. Se Napoleone prima di abbandonare l'isola d'Elba per sbarcare a Frjus con cinquanta granatieri avesse domandato dei consigli, il suo progetto sarebbe stato biasimato all'unanimit. Napoleone aveva ci ch'io non ho, il prestigio del suo nome, ma io unisco alla mia bandiera tutte le affezioni e tutte le speranze della rivoluzione italiana. Combatteranno con me tutti i dolori e tutte le miserie d'Italia.>oF ' /pԀIo pi non aggiungo che una parola: se non riesco disprezzo profondamente l'uomo ignobile e volgare che mi condanner se riesco apprezzer assai poco i suoi applausi. Ogni mia ricompensa io la trover nel fondo della mia coscienza e nell'animo di questi cari e generosi amici, che mi hanno recato il loro concorso ed hanno diviso i battiti del mio cuore e le mie speranze: che se il nostro sacrifizio non apporta alcun bene all'Italia, sar almeno una gloria per essa l'aver prodotto dei figli che vollero immolarsi al suo avvenire.M aHMT+ &:0Genova, 24 giugno 18576 1 2 0"  T1  Carlo Pisacane - (11/11) Per saperne di pienableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`PISACANE')")i45 :j" Per Saperne di Pi (bibliografia essenziale) > >2 20#R. SAVELLI - Carlo Pisacane - Firenze - 1925R. ORLANDO - Pisacane - Roma - 1935O. MOSCA - Vita di Pisacane. L'uomo e l'impresa - Roma - 1953A. BAGNANTO - Carlo Pisacane, socialista, libertario - Ascoli Piceno - 1957L. CASSESE - La spedizione di Sapri - Bari - 1969D. 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NEGRI - L'idea poilitico-sociale di Carlo Pisacane - in "La Rivendicazione", Forl, 27/08/18871$# La Spedizione di SaprienableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");disableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SOMMARIO')")S5 :>" La Spedizione di Sapri {x !V:Xxb㨓o6ڊ-=I PreparativiL'Inizio del ViaggioLo SbarcoVerso l'InternoL'Inizio della FineL'Epilogo1 IILa Spedizione - (1/6) I PreparativienableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRI')")JI5 :," I Preparativi @C T0"Pisacane.hlpIl periodo che va dal gennaio al giugno 1857 un intrecciarsi fitto di contatti con il comitato di Napoli: Nicola Fabrizi e Pisacane si scambiano progetti e sensazioni intorno a cui nascono speranze ed aspettative. Ma la situazione non cosi rosea. La stessa partenza rinviata pi volte: dalla met di aprile si arriva a fine giugno. Giuseppe Fanelli considera, infatti, la situazione napoletana immatura, consapevole del poco su cui si pu contare nel Regno Borbonico. Pisacane, invece, risponde con inviti all'azione. Il piano insurrezionale viene elaborato ed i finanziamenti trovati. L'entusiasmo quello delle grandi imprese: nell'aria si avverte che la spedizione sia in qualche modo un momento cruciale nella storia della rivoluzione in Italia. eI_ 0~Pisacane.hlprPisacane.hlpIl tentativo del 10 giugno fallisce ancora prima di iniziare: una tempesta costringe la goletta di Rosolino Pilo a gettare in mare il carico di armi destinato a Pisacane e compagni, per evitare l'affondamento. Enrichetta interpreta l'accaduto come un presagio funesto. Insiste perch Carlo si rechi a Napoli, con la segreta speranza che, accertata l'impreparazione del movimento antiborbonico e l'arretratezza della situazione politica, si convinca dell'impossibilit del tentativo e desista dall'impresa. ( 0L'11 giugno Pisacane si imbarca per la capitale borbonica, dalla quale manca da dieci anni. Lo scopo cercare di sondare il morale del gruppo napoletano e, soprattutto, saggiarne il potenziale politico e rivoluzionario. Con questi obiettivi, la sera del 13 giugno si incontra con il Fanelli ed i responsabili dell'organizzazione locale in casa Dragone. Lo stato di rassegnazione e di apatia politica in cui versano gli animi dei rivoluzionari partenopei quasi tangibile. L'incapacit del comitato di suscitare l'insurrezione del regno palese. Tutto ci, piuttosto che scoraggiare Pisacane, non fa altro che rafforzare la sua convinzione della necessit di organizzare una spedizione in tempi brevi, onde prevenire le possibili iniziative murattiane. O l 0Pisacane.hlp#Tornato a Genova, ben consapevole dell'estrema difficolt dell'impresa, insiste ugualmente sulla necessit di approntarla: essa pu far scoccare quella scintilla necessaria a innescare una rivoluzione vittoriosa. Ossessionato, ormai, dall'idea dell'indispensabilit dell'azione, si getta a capofitto nei preparativi: l'urgenza di fare presto la sua principale consigliera. Con estrema celerit sbriga gli ultimi impegni: in casa del Mazzini pianifica con i suoi compagni le tappe della spedizione; alla vigilia della partenza scrive il Testamento Politico, che consegna alla custodia della giornalista mazziniana Jessie White Mario.ZIC T/0g'Pisacane.hlpLeggendo fra le righe del Testamento, possiamo scorgere la ferma convinzione che l'impresa, quantunque disperata, deve essere tentata. L'iniziativa risorgimentale, infatti, pende sempre pi verso la soluzione sabauda. Un inaspettato successo del fronte rivoluzionario pu per ancora ribaltare le posizioni; ma deve essere ottenuto celermente, in quanto il tempo lavora a favore del Conte di Cavour. Un eventuale insuccesso, invece, pu soltanto accelerare il processo di crisi del movimento democratico, di per s gi in atto. T1   TLa Spedizione - (2/6) L'Inizio del ViaggioenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRI')")QI5 ::" "L'Inizio del Viaggio nT  0"5vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlp/[~Pisacane.hlpAl tramonto di gioved 25 giugno 1857, Pisacane, Nicotera, Falcone ed altri 22 compagni si imbarcano sul piroscafo "Cagliari", in partenza dal porto di Genova. Dopo qualche ora di navigazione, con un colpo di mano, si impadroniscono del vapore. Al fine di rassicurare i passeggeri e l'equipaggio sulle loro intenzioni, Pisacane legge il "proclama del Cagliari", assicurando la loro incolumit ed invitando, chi lo volesse, ad unirsi agli "iniziatori" della rivoluzione italiana. Ma il primo di tanti inconvenienti non tarda a verificarsi: per la seconda volta Rosolino Pilo, con fucili e rifornimenti, manca l'appuntamento con i compagni. Si profila nuovamente un mesto ritorno, sennonch nella stiva del Cagliari viene trovato un carico di armi contrabbandate sulla rotta Genova-Cagliari-Tunisi: la scoperta incoraggia il gruppo a continuare nell'impresa. M% ( K0Dopo una giornata di navigazione, giungono in vista dell'isola di Ponza. Entrati in porto, hanno ragione facilmente delle guardie borboniche, pagate per sorvegliare i detenuti e non per essere eroi. Senza incontrare particolari difficolt occupano il castello ed espugnano il magazzino delle armi. In poche ore l'intera isola sotto il controllo dei patrioti.La sorpresa amara. I detenuti politici che si supponeva di trovare a Ponza non ci sono: essi, tra cui Spaventa e Settembrini, sono tenuti prigionieri presso l'isolotto di S. Stefano.= W |{0b72Pisacane.hlpDecidono di seguire il Pisacane verso Sapri 202 delinquenti comuni, 118 ex-militari, 11 relegati politici minori, 3 presidiari e 2 donne (Maria Giuseppina Russo e Giuseppa Pugliese). Nel frattempo, una barca con a bordo il prete Vitiello fa rotta verso Gaeta per dare notizia dell'attacco.Il Cagliari riparte con a bordo i famosi "Trecento". In realt, la maggior parte del gruppo costituito da comuni delinquenti, la cui vera intenzione di allontanarsi al pi presto dall'isola. Nonostante tutto, Pisacane cerca di trasformarli in poche ore in una compagnia ben disciplinata, al fine di sfruttare il numero e l'impressione di forza per raccogliere pi facilmente proseliti tra quei ceti sociali che egli sperava di trovare nel Cilento, cos da costituire il primo nucleo del futuro esercito rivoluzionario.  @1!@@OLa Spedizione - (3/6) Lo SbarcoenableButton("btn_Contents"); enableButton(@"btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRI')")F@5 :$" Lo Sbarco | @RCr 0w#Pisacane.hlp Pisacane.hlpb7Il 28 giugno, all'imbrunire, il Cagliari doppia "Punta degli Infreschi", limite settentrionale del Golfo di Policastro, e si avvia deciso verso la baia di Sapri, in localit Oliveto dove, lasciata l'imbarcazione alla fonda, sbarcano. Intanto il Fischietti, Regio Giudice di Vibonati, dopo aver avvistato la nave da San Cristoforo dove si trovava per ragioni di servizio, si era precipitato verso Sapri per mettere in allarme la popolazione e le autorit sull'arrivo di una banda di pirati e masnadieri. 9@EJ b02Pisacane.hlp perci naturale che quando, con il favore della notte, Pisacane e altri pochi uomini entrano in Sapri pronunciando la parola d'ordine "L'Italia agli italiani", non trovano nessuna voce amica pronta a rispondere. Dopo i primi momenti di scoramento, Pisacane si mette alla ricerca degli emissari di Magnone, capo spirituale dei rivoluzionari del Cilento, di Matteo Giordano e degli altri antiborbonici che avrebbero dovuto organizzare gruppi di patrioti sul luogo. La ricerca vana. .RCG& 0Anche il barone Gallotti ed i figli preferiscono tergiversare: o non sanno nulla della spedizione o fingono di non sapere. certo, comunque, che l'attivit preparatoria del gruppo napoletano non ha funzionato o, molto probabilmente, non c' stata. D'altra parte le autorit borboniche, dopo i fatti del 1848, tengono i liberali cilentani sotto stretta sorveglianza. C' poi da mettere in conto che tra di essi erano diffusi una certa simpatia murattista e un atteggiamento di sospetto verso il socialista Pisacane. xE1J_ 30!5vPisacane.hlpWPisacane.hlpNicotera, intanto, si assunto il compito di catturare il capo urbano Vincenzo Peluso che, nel '48, fece consegnare Costabile Carducci all'autorit, permettendone la cattura e l'uccisione nella rada di Acquafredda. Peluso era per fuggito in tempo; Nicotera non sa fare di meglio che appiccare il fuoco all'uscio della sua abitazione, provocando ulteriori risentimenti nella popolazione di un paese le cui case sono per lo pi costruite in legno: la diffidenza, gi seminata dal Fischietti, viene ulteriormente accresciuta.(GYJ% 01J;K2 2a0All'alba i Trecento entrano in Sapri. Scambiano qualche fucilata con le guardie urbane, che si danno alla fuga. Quindi sfilano per le strade al grido di "Viva l'Italia".%YJ`M& 0Li accoglie un paese silenzioso ammantato da una cappa di sospetto. Del resto, i braccianti agricoli, su cui il Pisacane punta come potenziale rivoluzionario, si trovano in Puglia per la mietitura. I liberali, gi coinvolti nel tentativo insurrezionale di Carducci, sono tutti incarcerati o strettamente sorvegliati. Restano i contadini, presso i quali le parole d'ordine del tipo "riscatto sociale", "unit d'Italia" ed in generale il complesso linguaggio dei rivoltosi risulta incomprensibile e sospetto. 0;KO ΀a0N6Pisacane.hlp&␌Pisacane.hlpPisacane.hlpUsando le parole dello stesso Pisacane, si pu dire che "... gente buona ma ignorante a cui forse si far credere di essere noi masnadieri e pirati scesi al saccheggio ...". Nottetempo, intanto, il giudice Fischietti, dopo aver sparso la voce dell'arrivo dei "Masnadieri" a Torraca, si era spostato frettolosamente a Capitello dove, utilizzando il telegrafo ottico, poteva dare l'allarme alle autorit borboniche.`M1;   "La Spedizione - (4/6) Verso l'InternoenableButton("btn_ContentOOs"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRI')")LO5 :0" Verso l'Interno G5r 0b7N6Pisacane.hlpr Pisacane.hlpDopo avere constatato il mancato appoggio di Sapri, la mattinata del 29 giugno i Trecento fanno meta verso Torraca. Trovano il paese in festa per le celebrazioni di S. Pietro. Ad accoglierli in piazza dell'Olmo c' anche il parroco Luigi Caetani. Qui Pisacane legge un proclama d'incitamento alla rivolta ad una folla non ostile, tranquillizzata dall'intervento di Mansueto Brandi che, giunto a Torraca dopo il giudice Fischietti, era riuscito a placare gli animi. L'attenzione comunque scarsa. Gli stranieri usano un linguaggio estraneo e difficilmente comprensibile per gente umile: gli si chiede di combattere per l'unit d'Italia, l'uguaglianza sociale, ma cos' l'ideale socialista, cos' la rinascita sociale, cosa significa unit d'Italia, e poi oggi festa, ci si riposa dal duro ed interminabile lavoro giornaliero, e poi, ... chiss, dicono che sono ladri, e se tutto un trucco per farci allontanare dalle nostre povere case e derubarci di tutto? | ƀ0Pisacane.hlp5vPisacane.hlp/ǀPisacane.hlpCon tali perplessit nessuno consegna armi o si aggrega ai rivoluzionari. Dopo la partenza di questi, il Vescovo di Policastro, presente ai festeggiamenti, celebra una messa lodando la freddezza del popolo per come ha risposto all'appello dei rivoltosi.Le delusioni si susseguono e si accavallano. Il gruppo riprende la marcia e giunge al Fortino di Cervara all'incirca verso le dieci di sera. Dopo avere abbattuto i pali del telegrafo a fili, trovano accoglienza nella taverna di Vincenzo Cioffi. Qui ricevono la visita di una delegazione di patrioti lucani, che li invita a marciare verso Lagonegro e ad unirsi ai liberali che operano nella bassa Basilicata, sprovvista di truppe regolari. Questa linea strategica sostenuta anche da Nicotera e Falcone. ?5U x02Pisacane.hlp Il Pisacane, invece, che ancora crede nella possibilit di conquistare l'appoggio dei locali, declina l'invito: sostiene l'importanza di raggiungere il Vallo di Diano per poter diffondere l'insurrezione in tutto il Cilento e puntare in seguito direttamente su Napoli, quindi li esorta a raggiungerli al pi presto sulla via di Padula; tale proposta, per, non verr accolta. Il 30 giugno arrivano a Casalnuovo (oggi Casalbuono). Il paese in rivolta: sono state abbattute le insegne borboniche ed stato occupato il municipio. I naturali presupposti per la confluenza nelle file dei rivoltosi sembrano esserci tutti, ma alcuni incresciosi episodi di furti ad opera dei provati e sfiduciati compagni di Pisacane incanalano il sospetto e la diffidenza nei popolani (ricordiamo che i Trecento sono in gran parte uomini gi condannati per reati comuni). Neanche la fucilazione, a scopo di esempio, di un "soldato della rivoluzione", un certo Eusebio Bucci, serve a riconquistare la fiducia. 1 y#RLa Spedizione - (5/6) L'Inizio della FineenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRI')")PR5 :8" L'Inizio della Fine s3 40 Arrivati a Padula e trovata accoglienza in casa di Federico Romano, il momento di fare il punto della situazione. La prospettiva non rosea: c' da riscontrare l'indifferenza pi assoluta delle popolazioni e la mancanza del potenziale rivoluzionario dei braccianti e degli artigiani, gli uni in Puglia per la mietitura, gli altri in Sicilia per i lavori pubblici. A queRssto si aggiunge il silenzio dei rivoluzionari di Lagonegro e delle bande ausiliare della Basilicata. 5RU x0b7qPisacane.hlpSul fronte borbonico, invece, una complessa azione di contenimento stata approntata gi dalle prime ore dello sbarco: convergono in zona 600 cacciatori provenienti da Sapri, capitanati dal Maggiore Marulli, e 600 cacciatori partiti da Auletta, guidati dal Colonnello Ghio; da Sala Consilina 600 uomini, tra urbani e gendarmi, al comando del Maggiore De Liguoro, si portano in appoggio alle guardie urbane di Sanza e Padula, gi organizzatesi in una prima linea di difesa. Il quadro completato da un'insidiosa azione di screditamento popolare ad opera delle autorit borboniche e del clero bigotto, nonch dalle cattive condizioni dell'armamento dei rivoluzionari, che possono contare su appena un centinaio di fucili.s( 0Tutto ci rende chiaro che la scintilla non scoccata e che il piano insurrezionale completamente fallito, come fallito il disegno mazziniano dei moti di Livorno e Genova, che avrebbero dovuto rafforzare l'eco dell'impresa su Napoli.Il 1 luglio, all'incirca verso le dieci del mattino, sotto le mura della Certosa di S. Lorenzo, presidio militare borbonico, ha luogo lo scontro con i gendarmi e le guardie urbane. La proporzione delle forze in campo di uno a sei. Allo scontro impari si oppone solo l'ultima illusione: che gli avversari rifiutino di battersi e che passino dalla parte dei rivoluzionari. Ma a quest'ultima speranza le truppe regolari, i gendarmi e le guardie urbane rispondono con scariche di fucileria. - (y0Ai primi colpi di fucile, i meno motivati depongono immediatamente le armi e si danno prigionieri. Degli altri, 50 vengono uccisi e un centinaio riesce a rompere l'accerchiamento e a fuggire. I superstiti, all'imbrunire, raggiunto il piccolo centro di Buonabitacolo, cercano di ottenervi riparo. Qualcuno trova ancora la forza ed il coraggio di gridare "Viva l'Italia"; ma in paese ci sono, schierate, le guardie urbane capeggiate dal capo urbano Giuseppe Picinni Leopardi, ben intenzionato ad impedirne l'ingresso, soprattutto per evitare future noie con le autorit borboniche. A Pisacane e compagni tocca cos passare l'ultima notte all'addiaccio nella campagna sanzese, stanchi ed affamati.1 $La Spedizione - (6/6) L'EpilogoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPESAPRI')")F5 :$" L'Epilogo @X ~0"qPisacane.hlp L'alba del 2 luglio si rivela ad un gruppo di uomini demotivati e male armati. Il capo urbano di Sanza, Sabino La Veglia, dopo che le campane hanno suonato a martello per richiamare i popolani, messosi a capo di un gruppo di guardie urbane, inizia a perlustrare la contrada in cerca degli scampati agli scontri di Padula. L'avvistamento opera di Michele La Veglia, cugino di Sabino, il quale in contrada Papaleo incrocia un manipolo di uomini demoralizzati e sfiduciati. La risposta sociale, tanto attesa, delle genti locali non c' stata ed il concertato movimento di insurrezione a Napoli non nemmeno partito; i rivoluzionari partenopei aspettavano, infatti, il buon esito dell'impresa per innescare la miccia della rivolta. !J( 0Pisacane, alla vista delle guardie urbane contornate da una plebe inferocita, armata di picconi, falci, scuri e forconi, comanda di non rispondere al fuoco e di cercare scampo fuggendo nei boschi. Tentativo inutile. Molti dei fuggitivi vengono raggiunti ed uccisi in varie contrade: Salemme, Valloncello dei Diavoli, Zelato, S. Vito, Papaleo, S. Stefano; ventinove sono quelli fatti prigionieri. Altri verranno catturati qualche giorno dopo.JDenudati e derubati, i cadaveri sono numerati e cremati sul posto. Compreso il corpo di Pisacane, nonostante sia stato ritrovato nel Valloncello Dei Diavoli e riconosciuto dal Capitano Giuseppe Nusitano, ufficiale borbonico e compagno di Carlo alla Nunziatella. Il riconoscimento viene confermato anche da Gaetano Enter, che con La Veglia si vanta di aver ucciso il Pisacane, affermando di averlo sentito chiamare per nome durante il conflitto. Si tratta di testimonianze, comunque, poco attendibili, in quanto ispirate dalla speranza di riscuotere eventuali ricompense. ?. *# 0In definitiva, pur esaminando gli atti del processo di Salerno contro i superstiti, non possibile affermare con sicurezza se il Pisacane sia stato ucciso o se, come affermano molti storici, dopo essere stato ferito abbia preferito togliersi la vita.L'ultima riflessione va fatta sull'estrema difesa tentata dal gruppo ideologicamente pi motivato, quello del Cagliari, a fronte della rapida resa degli affiliati di Ponza. Nulla meglio delle parole dello stesso Pisacane pu celebrare il sacrificio estremo di questi uomini: "Io non ho la pretesa, come molti oziosi me ne accusano per giustificare se stessi, di essere il salvatore della Patria. ... Io sono persuaso, se l'impresa riesce, otterr gli applausi generali; se soccombo il pubblico mi biasimer ... Io pi non aggiungo che una parola; se non riesco disprezzo profondamente l'uomo ignobile e volgare che mi condanner; se riesco apprezzer assai poco i suoi applausi. Ogni ricompensa la trover nel fondo della mia coscienza e nell'animo di questi cari e generosi amici, che mi hanno recato il loro concorso ed hanno diviso i battiti del mio cuore e le mie speranze; che se il nostro sacrifizio non apporta alcun bene all'Italia, sar almeno una gloria per essa l'aver prodotto figli che vollero immolarsi al suo avvenire". (J% 01y`%| SaprienableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");disableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SOMMARIO')")B 5 :" Sapri >| b |!$Gomg㯶rm%SapriLa CostaLa StoriaI Servizi m 1 &m  FSapri - GeneralitenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SAPRI')")B |  5 :" Sapri (m  % 02  . , 0" ( 1 % 06  d m02Pisacane.hlpw#Pisacane.hlpLa cittadina di Sapri (7392 ab.), rinomato centro turistico del Mediterraneo, sita all'estremit meridionale della provincia di Salerno (Campania) e del Cilento, in una piccola baia riparata posta quasi al centro del Golfo di Policastro. Ad essa i paesi vicini fanno riferimento per i molteplici servizi che offre. Numerosi sono i villeggianti, italiani e non, che durante la stagione estiva popolano la cittadina per trascorrervi una vacanza comoda e serena e che di sera praticano l'arte dello "struscio" sul lungomare, ricco di alberi e di aiuole.1 A ȁ)0bPisacane.hlp<4NPisacane.hlpdg{Pisacane.hlpS_Pisacane.hlpN6Pisacane.hlp ֗Pisacane.hlp Pisacane.hlpoIl territorio del Comune di Sapri, ampio circa 14 kmq, delimitato verso Sud-Est dal Canale di Mezzanotte, che correndo alle pendici meridionali della dorsale montuosa M.te Ceraso (608 m) - M.te Coccovello (1551 m), segna il confine con il comune di Maratea, e quindi con la Basilicata; della stessa A| fa parte anche il comune di Rivello, con cui Sapri confina ad Est. Verso l'interno, a nord, Sapri confina con i comuni di Tortorella, Torraca e Casaletto Spartano. Ad ovest, infine, il confine con il comune di Vibonati corre lungo le pendici della dorsaletta Limito (anche detta "montagnella di Santa Croce"), che chiude la baia verso ponente. A sud l'ampia distesa del Mare Tirreno, le cui limpide acque bagnano una costa pressoch incontaminata.F .Dk 0W^hPPisacane.hlpPisacane.hlpL'abitato sorge in una piccola pianura costiera, che sfuma nelle acque della baia antistante, racchiusa a Est dalle propaggini costiere del M.te Ceraso, ad Ovest dalla collinetta Limito ed alle spalle da dolci rilievi collinari ricchi di vegetazione, che se durante la stagione invernale la riparano dai freddi venti del nord, in primavera e d'estate offrono refrigerio e piacevoli alternative al mare, principale ma di certo non unica attrattiva della zona. $AF^ I0mg<Pisacane.hlpSe la storia di Sapri, densa di fermenti culturali e di avvenimenti, fra cui la celebre spedizione di Carlo Pisacane, affonda le sue radici in epoche assai remote, non da meno la sua cucina, che offre piatti i cui odori e sapori sono quelli di "una volta". Ad essa forse, oltre che alla placida calma con cui gli abitanti trascorrono il proprio vivere e che tanto affascina quanti qui giungono dalla citt, legato il titolo con cui qualche tempo fa la cittadina compariva su un quotidiano nazionale: "A Sapri non si muore mai"..DG1 `_'GGESapri - La CostaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SAPRI')")FFG6 <" " La Costa (G H% 0GJ2 20"Se la spiaggia con cui la piccola piana alluvionale su cui sorge l'abitato di Sapri e l'ampia spiaggia che si distende ad Ovest oltre la punta del faro, offrono ospitalit ad una moltitudine di bagnanti, la meravigliosa scogliera oltre il porto, con cui il M.te Ceraso si inabissa nel mare, a costituire una delle maggiori attrattive della zona: il paradiso dei subacquei, che qui trovano uno degli ecosistemi marini fra i pi intatti dell'intero Mediteraneo.M H_Lq 0Pisacane.hlp&"xiPisacane.hlpGi percorrendo la S.S.18, che dal primo '900 corre alta lungo la costa snodandosi sul tracciato dell'antico tratturo "Apprezzami l'Asino", non si pu fare a meno di restare affascinati dagli splendidi panorami, fra cui quello del piccolo isolotto "dello Scialandro", che da alcuni anni ospita la Statua della Spigolatrice e dove sempre pi sovente i diportisti si danno appuntamento. Le torri costiere di Capobianco e di Mezzanotte donano spunti di storia.JOC TC0Pisacane.hlpMa da vicino che la scogliera, immersa nella vegetazione, articolandosi ora bassa con rocce stratificate che degradando dolcemente originano comode piazzole "prendi sole", ed ora alta a precipizio sul mare, offre il meglio di s regalando minuscoli lembi di sabbia e magiche calette. Terrazzi marini ed antichi depositi di spiaggia, anche sommersi, marcano a diverse quote gli antichi livelli del mare. Enormi massi erratici provenienti dalla vetta del M.te Ceraso creano generosi spicchi d'ombra, cos come le innumerevoli grotte, popolate gi in epoca preistorica, di cui intensi fenomeni carsici hanno disseminato la costa e che originano cospicue sorgenti sottomarine. Oltre la celebre Grotta di Cartolano, nei pressi della quale anni fa venne posta sott'acqua la statua marmorea di un Cristo degli Abissi, la costa diviene alta, assumendo i caratter_LOFi tipici di una falesia a strapiombo sul mare: sono "i frontoni".(_Lw% 0YOM h36uPisacane.hlpIn ultimo, non pu farsi a meno di ricordare il litorale di Santa Croce, lungo il settore ovest della baia di Sapri, dove le antiche vestigia romane si protendono in mare ormai ricoperte da fitte praterie a posidonia regalando un "tuffo" nella storia e dove i "Trecento" di Carlo Pisacane sbarcarono, come una doverosa lapide ricorda.(wE% 041K(4z?Sapri - La StoriaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SAPRI')")FEz5 :$" La Storia _4مn 0"\KZPisacane.hlpw#Pisacane.hlpI pi antichi reperti archeologici rinvenuti nel territorio saprese risalgono alle "industrie musteriane" del lontano Paleolitico medio, quando le favorevoli condizioni climatiche offerte dalla vicinanza del mare fecero del Golfo di Policastro una regione abbondantemente frequentata dall'uomo, che fuggiva dai rigori delle fasi terminali dell'ultima glaciazione. Lungo la scogliera e nell'entroterra numerose sono le grotte e i ripari che manifestano segni certi di frequentazione."za 0yPisacane.hlpLPisacane.hlpUn'altra importante fase insediativa, documentata dall'abbondante materiale ceramico riferibile alla cultura appenninica rinvenuto, ad esempio, in localit Carnale, risale all'epoca del Bronzo.Pi tardi, in un contesto Enotrio, laddove gi Palinuro, Molpa, Pixous ed altre sono segnalate fra le localit indigene costiere, appare certo che i navigatori greci non possono aver trascurato un approdo naturale, quale la baia di Sapri. Eppure, bench l'influsso della civilt greca sia testimoniato da chiari rimandi dialettali, nonch da fonti storiografiche, mancano ancora tracce certe di frequentazione. Pure Erodoto, nel VI libro delle "Storie", riferisce che dopo la tremenda battaglia svoltasi fra Crotoniati e Sibariti nel 510 a.C. sulle coste dello Ionio, gli ultimi, sconfitti, si rifugiarono lungo la costa tirrenica a Posidonia (Paestum), a Lao (in Calabria) e a Scidro. Quest'ultima, bench sia ancora avvolta nel mistero, dai pi localizzata appunto a Sapri. Un'ulteriore ipotesi vede una colonia greca a Sapri ascrivibile a Siris, la potente citt rivale di Sibari che sorgeva sulle coste dello Ionio e cui si riconduce la fondazione di Pixunte, l'attuale Policastro. D'altro canto il silenzio di Strabone che nella sua "Geografia" (I secolo a.C.), parlando delle nostre coste pure menziona Palinuro, Pixous-Bussento e Laos, testimonia la scarsa importanza dell'abitato, consistente forse in una piccola borgata o forse in una base fortificata.FمAe 0'Pisacane.hlprUUPisacane.hlpUna fase certa d'occupazione risale all'epoca romana. Cicerone, scoperto il luogo lo defin "Parva gemma maris inferi" (piccola gemma del mare del sud). Durante la seconda met del I secolo d.C., lungo l'estremit occidentale della baia, in localit Santa Croce, venne costruita un'importante villa patrizia, poi ampliata durante la prima et imperiale (tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C), estesa su un'area di oltre 3 kmq. Qui si trovava Massenzio, avversario di Costantino, quando fu acclamato imperatore. Nulla pu definire queste antiche vestigia romane, i cui ruderi oggi sfidano le acque del mare, meglio della vivida descrizione che nel 1745 ne dette l'Antonini, barone di San Biase, nel suo "Lucania". d^ s0}Pisacane.hlpP3Pisacane.hlpMolti altri sono i ruderi di et romana sparsi sul territorio saprese: in localit Carnale affioAdErano i resti di un tratto della strada romana che dalla costa si inerpicava verso la valle del fiume Noce; in Piazza Plebiscito, la principale piazza del paese, su un piedistallo posto il cippo funebre che, nel I secolo d.C., i genitori dedicarono al magistrato L. Semponio Prisco, duumviro edile, morto all'et di 25 anni e 7 mesi.Agl /0W^hPPisacane.hlp"xiPisacane.hlpoPoco si sa invece circa il periodo medioevale, verosimilmente causa l'esistenza nella piccola pianura costiera di un ambiente palustre documentato peraltro dallo stesso toponimo Sapri: il termine greco "sapros" e quello latino "saprus" significano appunto palustre, acquitrinoso. Sporadiche tracce di frequentazione risalgono al IV, al VI secolo d.C. ed al VII secolo d.C. Dapprima nel 1079, e poi nel 1480, nel 1550 e nel 1557, toponimi attribuibili a Sapri compaiono sulla cartografia dell'epoca. Una carta del 1585 reca il toponimo "Sapri ruinata", forse in relazione alle frequenti incursioni piratesche che allora si verificavano lungo le coste del litorale tirrenico e che condussero alla costruzione di una serie ininterrotta di torri costiere lungo l'intera costa del Regno di Napoli: a Sapri sorsero la torre di Capobianco e la torre di Mezzanotte, che ancora oggi si stagliano lungo la costa.(d' 0Le prime abitazioni della nuova cittadina sorgono alla fine del XVI secolo lungo il crinale della piccola collinetta del Timpone, a monte del settore orientale della piana. a partire dalle pendici di questa collinetta che, tra il 1600 e il 1700, ha luogo l'espansione edilizia che porta alla costruzione del borgo marinaro della Marinella, attuale centro storico di Sapri, e di poche case sparse in altri settori della piana. Risalgono al primo '600 la Chiesa di San Giovanni Battista (poi ricostruita dopo i bombardamenti aerei del 15 agosto 1943), nel settore orientale della piana, e la Cappella del Santo Rosario, in quello centrale; al 1671 la Chiesa di Sant'Antonio di Padova al Timpone ed al 1719 la Chiesa dell'Immacolata Concezione, nel rione Marinella. (g( 0Fra il 1700 e la seconda met del 1800, attraverso uno schema di vie parallele alla costa e collegamenti trasversali, ha luogo l'espansione edilizia verso la linea di costa, che si accompagna ad una sempre pi marcata regimazione dei corsi d'acqua che incidono la piana. Nel 1810 Sapri diveniva comune autonomo. Nel 1828 lo scozzese Crufurd Taid Ramage, visitando il Regno delle Due Sicilie, ebbe a dire di Sapri: "questo paese aveva un aspetto di maggior benessere di quanti ne avessi fin qui veduti ...". 6j 0uPisacane.hlp)~NPisacane.hlpSolo pochi anni dopo, nel 1857, il paese avrebbe visto sbarcare i "Trecento" della celebre spedizione di Carlo Piscane, cui Sapri deve almeno parte della notoriet. A tale proposito, nella ricorrenza del 1 centenario dello sbarco (2 luglio 1957) la cittadina di Sapri volle dedicare all'eroe un obelisco, eretto appunto a Largo dei Trecento; un altro monumento dedicato all'eroe risorgimentale fu eretto nel 1933 nella villa comunale di Sapri. C T0kPisacane.hlp fra la fine dell'800 e l'inizio del '900, quando Sapri annoverava circa 3600 abitanti, che l'abitato si espande definitivamente verso il litorale, assumendo l'aspetto attuale. A quest'epoca risale la costruzione, per volere di un benefattore dell'epoca, il Cav. Cesarino, dell'Istituto Santa Croce e della relativa Chiesa, lungo la costa occidentale della baia, nonch dell'edificio del Buon Pastore, nei pressi dell'attuale Villa Comunale.L$?( H0Il resto, storia d'oggi, ...; 1(_); } t Sapri - I ServizienableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBi?; ?nding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SAPRI')")B?} 2 4"" I Servizi &; # n}  P#p<'(.0Prefisso telefonico0973` q Y#( z!  Y#B(02ACI SAPRI (Soccorso)391015pq [ Y#.)ACQUEDOTTO391754z!  Y#B( CARABINIERI603395 - 603400}$[ R Y#H)68DELEGAZIONE DI SPIAGGIA603693'  Y#N(<>ENEL (segnalazione guasti)603444z!R L Y#B)&(ENEL (notturno)0975/520310o  Y#,(FORESTALE391840xL 3 Y#>),.GUARDIA DI FINANZA391272o  Y#,(MUNICIPIO603411y 3  Y#@).0POLIZIA FERROVIARIA391462v  Y#:((*POLIZIA STRADALE603371w  Y#<)PRO LOCO391036 - 603185+  Y#V(JLVIGILI DEL FUOCO (Sala Consilina)115s  Y#4)"$VIGILI URBANI392063` _ Y# l  \# *OSPEDALEr_ = [#.(CENTRALINO609111w [#8)&(PRONTO SOCCORSO603119$= 3 [#H($&GUARDIA MEDICA609201 - 6092826 [#l)HJCROCE ROSSA (Servizio Ambulanza)603166 - 603181`3 $ Y# m \#"*FARMACIE ($  [#P(>@CALDERONE - Corso Garibaldi391124$ [#H)68MAGALDI - Via Umberto I391013` Y# o b \#&* "VETERINARIO}" [#D(24FERRARA - Via Kennedy603112`b ? Y# }!  \#B*<>POSTO TELEFONICO PUBBLICO3? J [#f(BDIDEAL BAR - Piazza Plebiscito391360 - 392046* t %  +J s@ 1KR*s@ @ BA La SpigolatriceenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton(t s@ t "btn_Next");disableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SOMMARIO')")Lt @ 5 :0" La Spigolatrice :s@ BA I bt$n Eran Trecento ...Luigi Mercantini@ JB 1} +JB B K La Spigolatrice - Eran Trecento...enableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPIGOLATRICE')")NBA B 5 :4" Eran Trecento ... &JB B # e)B #C < HZ"",-(Riproduzione autorizzata A.D.M.)N(B qC & PсEran trecento, eran giovani e forti,#C E 5 80сe sono morti!Me ne andavo un mattino a spigolarequando ho visto una barca in mezzo al mare:era una barca che andava a vapore,ed alzava una bandiera tricolore.All'isola di Ponza s' fermata, stata un poco e poi ritornata;s' ritornata ed venuta a terra:sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra.Eran trecento, eran giovani e forti,e sono morti!Sceser con l'armi, e a noi non fecer guerra,ma s'inchinaron per baciar la terra.Ad uno ad uno li guardai nel viso:qC G 4 60сtutti avevano una lagrima e un sorriso.Li disser ladri usciti dalle tanema non portaron via nemmeno un pane;e li sentii mandare un solo grido:- Siam venuti a morire pel nostro lido. -Eran trecento, eran giovani e forti,e sono morti!Con gli occhi azzurri e coi capelli d'oroun giovin camminava innanzi a loro.Mi feci ardita e, presol per la mano,gli chiesi: - Dove vai, bel capitano? -Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,vado a morir per la mia patria bella. -E I 5 80сIo mi sentii tremare tutto il core,n potei dirgli. - V'aiuti il Signore. -Eran trecento, eran giovani e forti,e sono morti!Quel giorno mi scordai di spigolare,e dietro a loro mi misi ad andare:due volte si scontrar con li gendarmi,e l'una e l'altra li spogliar dell'armi.Ma quando fur della Certosa ai muri,s'udirono a suonar trombe e tamburi;e tra 'l fumo e gli spari e le scintillepiombaron loro addosso pi di mille.Eran trecento, eran giovani e forti,qG JK 1 00сe sono morti!Eran trecento e non vollero fuggire,parean tremila e vollero morire;ma vollero morir col ferro in mano,e avanti a loro correa sangue il piano:fin che pugnar vid'io per lor pregai,ma un tratto venni men, n pi guardai.Io non vedevo pi fra mezzo a loroquegli occhi azzurri e quei capelli d'oro.Eran trecento, eran giovani e forti,e sono morti!)I sK & 0сKJK K / .80с Luigi Mercantini&sK K # 1K L 1,L eM *K ?M 0 .  Statua della SpigolatriceAdagiata sullo scoglio dello Scialandro, lungo la magica scogliera a meridione della baia, opera dell'artista Gennaro Ricco. Realizzata in bronzo a cerapersa, misura mt. 2 x 0,8. Fu inaugurata il 25 giugno 1994.&L eM #  ?M UN 1-UN N Il dibattitoenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");disableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SOMMARIO')")IeM N 5 :*" Il Dibattito 0UN O * " 0Molti sono gli studiosi che si sono dedicati all'approfondimento del personaggio Pisacane e del momento storico in cui visse. In questa sezione presentiamo le brevi e personali considerazioni di alcuni di essi. A loro va il nostro sentito ringraziamento.ZN Y 0H1!O eM  =Ә{<Felice CesarinoAntonio Roberto DarestaCesare PifanoAntonio Schiripo&O #  1. φ Il dibattito - Felice CesarinoenableButton("btn_Contents"); disableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`DIBATTITO')")L 5 :0" Felice Cesarino ( ( % 0I! q ( B0.Facciamo i conti con Pisacanei;( ڄ . *w0Sapri ha un conto aperto con CarloPisacane.Gli deve molto, per quella "catastrofe annunciata" che fu la sua spedizione.Gli deve quella notoriet che le piovuta addosso immeritatamente, anche per via di quella famosa ballata del Mercantini, che confondeva il grano con le olive.Gli deve il nascere di un sogno che non si ancora realizzato.Gli deve, insomma, un po' di rispetto e di riconoscenza. E come cerca, Sapri, di pagare il debito ? A rate, con una commemorazione che si ripete implacabile anno dopo anno, infarcita di innocui ed anestetici dibattiti.q - (E0E Pisacane, paziente fantasma, sopporta e continua a concedersi.E allora ?Allora, perdono, Pisacane!Perdono per quell'aiuto che ti aveva promesso, e che invece ti fu negato.Perdono per l'uso e l'abuso che abbiamo fatto del tuo nome.Perdono per il calvario che ti rinnoviamo sadicamente ogni anno.Perdono per quest'Italia, che stata costruita anche con il tuo sangue, e che non riusciamo a mantenere pulita.&ڄ φ #  ׇ 1F/ׇ + ~ Il dibattito - Antonio Roberto DarestaenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`DIBATTITO')")Tφ + 5 :@" Antonio Roberto Daresta &ׇ Q # + L ( pڀCorrisponde a verit che lo studioso, o l'appassionato, di storia quando tende ad interessarsi di un personaggio e delle sue idee non riesca a parlarne con obiettivit e che la voglia di scriverne renda non sintetico il tutto.Nel nostro caso doveroso spiegare il perch di questo innamoramento. Il primo motivo, banale ma semplice, perch Pisacane l'eroe di Sapri, il paese natio di chi scrive. Il secondo, perch stato di idee socialiste, ideologia di appartenenza culturale dello scrivente. Il terzo, la partecipata sensibilit dello stesso verso le classi oppresse. Il quarto motivo che le idee di Pisacane continuano oggi ad avere una ricchezza di suggestioni che rasentano il desiderio di emulazione.d<Q ( ypڀParlare della figura e delle idee di Carlo Pisacane vuol dire ricordare uno dei personaggi pi significativi per quanto attiene la nascita di un progetto socialista nel nostro paese. Il tentativo di Pisacane, lo sbarco a Sapri per iniziare la rivoluzione, fu il primo tentativo organico di elaborazione di una teoria della rivoluzione sociale con riferimento alla situazione italiana.Per proporre ci Pisacane si scontr con le idee e la metodologia di Mazzini, figura dalla quale si diramavano, e si congiungevano, i fili delle azioni dei patrioti italiani. Ma Pisacane, influenzato da pensatori come Herzen, Proudhon, Rousseau, Marx, Romagnosi, Sismondi, elabor teorie proprie come si evince dalla lettura delle sue opere. Non solo eroe e condottiero ma anche pensatore insigne e propugnatore di idee durevoli nel tempo.N'L ' Opڀ dal fallimento dei moti del 1848 che le critiche alla strategia politica di G. Mazzini diventano serrate. Questi ha sempre accusato le correnti di pensiero socialista di introdurre fratture pericolose in seno alle forze che si oppongono ai regimi assolutistici e al dominio straniero in Italia φ . L'ala pi a sinistra dello schieramento democratico, nella quale spiccano i nomi di Carlo Pisacane e G. Ferrari, rintuzza gli attacchi mossi dichiarando che non possibile una rivoluzione politica senza, contemporaneamente, una rivoluzione sociale. ( %pڀPer Pisacane la diseguaglianza sociale la principale causa della corruzione e della decadenza della vita pubblica. Anche sulla questione della realizzazione del socialismo Pisacane diversifica le proprie tesi da Marx in due punti ben precisi: la questione delle nazionalit e la questione del pi idoneo contesto per lo scoppio della rivoluzione socialista.Pisacane convinto, al contrario di Marx, che la scintilla rivoluzionaria possa scoccare pi facilmente nel luogo dove meno profonda la trasformazione in senso capitalistico. A questo pensiero si congiunge l'idea di portare la rivoluzione nel Meridione, e in particolare nel Cilento, nel posto cio ove pi forti erano le divisioni sociali, ove sopravvivevano forme feudali di sfruttamento. questa la convinzione profonda che spinge il Nostro martire del Risorgimento a preparare la Spedizione di Sapri ed a rifiutare ogni invito a soprassedere.}U A ( pڀNella storia della democrazia risorgimentale C. Pisacane occupa una posizione centrale, con lui il lento e faticoso processo di elaborazione di un programma di rivoluzione popolare e nazionale, alternativo di sinistra a quello mazziniano ed orientato conseguentemente verso una soluzione socialista del problema italiano raggiunge il suo punto di maturazione pi alto, aprendo prospettive nuove e pi avanzate al movimento democratico del nostro Paese.La rivoluzione, diceva Pisacane, rovescia i governi, abolisce le leggi vigenti e, da questa distruzione sorge di fatto l'indipendenza del Comune in cui si spender il patrimonio come lo spendere della famiglia; n dobbiamo ricadere negli errori passati di delegare ad altri la sovranit del popolo; i membri di codesta convenzione non dovranno essere che mandatari, sempre revocabili dai mandanti. - ( pڀL'azione del Nostro eroe per tradurre sul terreno dei fatti i propri propositi insurrezionali ebbe come obbiettivo il mezzogiorno che, lo si visto, egli considerava il terreno pi adatto per dare l'avvio alla rivoluzione. La storia ha provveduto a smentire la teoria.Gli storici, poi, hanno cercato le ragioni profonde o meno dei perch del fallimento della rivoluzione pisacaniana. In sostanza si tratta di un socialismo non radicale che vibra con profonda partecipazione emotiva e per quel suo cercar ragione di una soluzione del dualismo equit sociale/libert individuale una visiona ancora oggi aperta sui problemi della democrazia, dell'autorit, del governo e, perch no, della rivoluzione.+A X ( pڀOggi la realt dei fatti sembra che vada smentendo Pisacane e chi come lui avesse riposto in un ideale forte, maggiore, superiore il vivere di tutti gli italiani su di un unico suolo con un unico governo, ma solo un abbaglio.Nel cuore e nella mente non possiamo non dire grazie a coloro che si immolarono per la libert e per una Patria unica. Guardandosi intorno altri emuli non si scorgono ma bene diffidare: nel momento dell'azione ognuno butta fuori dal suo essere ci che neanche immagina di possedere.&- ~ # X | 1#@0| =O Il dibattito - Cesare PifanoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); enableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`DIBATTITO')")F~ 2 4*" Cesare Pifano &| # S z 3 4pڀL'eco della Spedizione di Sapri non si mai spenta nel corso della storia lasciando molti interrogativi e molti dubbi. Il fascino che indubbiamente deriva dal suo ideatore tale che anche la Cinematografia, sempre molto sensib z ~ ile ai personaggi carismatici, vi si avvicinata con due opere di rilevante importanza. La prima Allosanfan dei Fratelli Taviani che porta sul grande schermo, con notevole genialit inventiva, la tragica fine del manipolo dei Trecento; la seconda di Ennio Lorenzini che, con Quanto bello lu murire acciso, tenta un ritratto politico del patriota napoletano. r - ( pڀIl regista vede in Pisacane una sorta di Garibaldi ante litteram destinato al fallimento dalla prematurit della sua impresa. E in ci appunto la spiegazione del titolo, tratto da una canzone popolare dell'epoca: Pisacane, secondo Lorenzini, anzi che cercare un possibile successo si sarebbe scientemente votato ad una morte in cui, a ragione, vedeva un possibile incentivo in pi alla presa di coscienza da parte degli oppressi. Per tale motivo Pisacane, fra tutte le figure del Risorgimento, esercita ancora un fascino particolare. Dice a tal riguardo lo scrittore Alberto Moravia: Pisacane affascina pi di Cavour o persino pi di Garibaldi, perch mentre Cavour e Garibaldi appartenevano al loro tempo e, appunto per questo, riuscirono nelle loro imprese coerentemente limitate e circoscritte, Pisacane, lui, non era del suo tempo ed infatti la sua impresa non riusc e forse, come tutti gli utopisti, non era di alcun tempo affatto, cos che ce lo ritroviamo continuamente un passo avanti di noi ed alla fine dobbiamo concludere che egli emblematico non tanto sul piano politico e storico bens su quello psicologico ed esistenziale. Egli l'uomo per antonomasia in anticipo nel paese per antonomasia in ritardo. z  ( pڀMa l'interrogativo pi importante sorge dalla considerazione se la spedizione corrisponda esattamente al disegno teorico di Pisacane sullo sviluppo e sullo sbarco di una rivolta armata e soprattutto sui mezzi e le occasioni che avrebbero dovuto provocarla.Nella deposizione resa da Giovanni Nicotera, il 9 luglio 1857, in Salerno, innanzi al Procuratore generale Francesco Pacifico, si trovano espressioni che indubbiamente arrecano validi contributi per comprendere la tragica fine della spedizione.r 3 4pڀParlando del Partito Nazionale, al quale apparteneva, il Nicotera cos si esprime: Alla testa del Partito Nazionale vi stava Carlo Pisacane, il quale era in continua relazione col Comitato Nazionale napoletano, che, promettendo mari e monti, credeva potersi dar principio alla rivoluzione..; ed ancora: Discesi in Sapri nella notte del 28 al 29, non vi rinvenimmo la forza armata di mille a due mila compromessi, come il Comitato Napoletano aveva fatto credere al Pisacane,=  ( +pڀDunque una delle ragioni pi evidenti sta nella carente preparazione dall'esterno. I contatti del Comitato con i liberali dei vari paesi salernitani e lucani erano affidati soltanto a missive che non sempre raggiungevano i destinatari: l'esempio dei Gallotti a Sapri e di Federico Romano a Padula dimostrano chiaramente che le persone pi valide ed interessate alla riuscita della rivoluzione nulla sapevano dell'arrivo di Pisacane.Ma sarebbe forse troppo superficiale far risalire solo a queste deficienze la causa essenziale del fallimento. Questo trova le sue ragioni anche e soprattutto nella situazione delle campagne e dei centri rurali del Cilento dove dominavano i capi urbani, il clero, la media borghesia. I pochi signorotti che manifestavano idee liberali, i sacerdoti che parteggiavano per un rivolgimento della situazione non offrivano sostanziali aiuti, non facevano avvertire il peso della loro forza ma, nel momento cruciale della spedizione, si limitarono a manifestazioni di entusiasmo e ad espressioni di vaghe promesse.& B ' pڀPisacane riteneva che la situazione nel Meridione fosse tale da favorire una rivoluzione. Indubbiamente uno stato di malcontento esisteva; ma perch esso divenisse una forza operante, era necessario che dovesse raggiungere la dimensione di una c B ~ oscienza rivoluzionaria. E non certo fu pronta a dare un effettivo aiuto la piccola borghesia, intenta, pi che altro, a padroneggiare sulla povera gente dei Comuni rurali ed attenta a non lasciarsi sfuggire le cariche amministrative e giudiziarie ed a conservare le condizioni di privilegio e di dominio raggiunte; anzi - come pot constatare il De Liguoro - sempre abile o nel poter dimostrare, al momento giusto, la propria fedelt al governo borbonico o nell'apparire ben disposta di fronte ai movimenti liberali. D ( [pڀDel resto l'attenta e vigile polizia borbonica impediva, nel modo pi assoluto, che i pochi momenti di partecipazione rivoluzionaria trovassero dei proseliti. Restavano i braccianti ed i contadini: ma, essi, ritenuti incapaci di poter partecipare ad un moto rivoluzionario, erano stati completamente trascurati.Influiva in questo atteggiamento sia la naturale diffidenza del borghese verso l'operaio a cui non riconosceva la bench minima possibilit di una azione concreta sia la paura di poter perdere i propri beni e le proprie sostanze al ricordo di ci che era avvenuto nel 1848 quando i contadini avevano fatto sentire, in tutta la loro gravit, il peso delle rivendicazioni.B G ( pڀCi aveva convinto molti del ceto borghese a frenare i propri entusiasmi verso aperture di carattere liberale e sociale.Perci i braccianti del Salernitano tenuti sempre all'oscuro dei rivolgimenti che travagliavano la societ non solo si disinteressavano dei movimenti di rivolta, ma avevano abbandonato le loro terre per cercare altrove la possibilit di guadagnarsi da vivere. N in quella circostanza si tenne presente che gli artigiani, ai quali forse era stata rivolta una parvenza di propaganda da parte del ceto medio, si trovavano fuori dei propri paesi, occupati, in massima parte, in Sicilia, in lavori a favore dello Stato.G D J ' ApڀQuanto ai contadini, sul cui appoggio Pisacane contava moltissimo, erano del tutto impreparati: i corrispondenti napoletani del Pisacane, dice lo storico Aurelio Lepre, non erano affatto in grado di dirigere una rivoluzione agraria n furono capaci di stabilire un qualsiasi legame con le masse contadine; inoltre esse, nel mese di giugno, nella quasi totalit, si recavano in Puglia per la mietitura. Insomma, dice bene il Cassese, il fallimento della spedizione, in quella parte della provincia di Salerno, fu effetto della frattura secolare esistente nella societ rurale fra gli interessi della borghesia e del medio ceto, e quelli dei contadini. Credeva il Pisacane, a torto, che anche senza organizzare le masse contadine, esse si sarebbero schierate con la rivoluzione nel momento decisivo. G L ( pڀSi faceva affidamento, dice ancora Aurelio Lepre, sull'elemento spontaneit, tralasciando quello dell'organizzazione. L'errore consisteva nel fare di questa spontaneit un elemento positivo, senza coglierne anche gli aspetti negativi, la possibilit che essi venissero sfruttati in senso reazionario.Un'altra situazione che non deve essere trascurata il fenomeno murattista che riusc a far breccia nell'animo di non pochi uomini borghesi irritati nei confronti dei Borboni.6J O ' pڀQuesto movimento, diffuso soprattutto nel decennio precedente l'unit, aveva come programma la restaurazione della dinastia murattiana nel Regno delle Due Sicilie; con l'appoggio di Napoleone III, contava di portare sul trono il figlio del re Gioacchino, Luciano. In realt il murattismo si diffuse particolarmente fra le file dell'emigrazione napoletana a Parigi e, nel Meridione d'Italia, ebbe un breve momento di notoriet in ristretti ceti della borghesia ma fu sempre avversato sia dai democratici che dai repubblicani.&L =O # O K 1n 1K Il dibattito - Antonio SchiripoenableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); ch=O K =O angeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`DIBATTITO')")M=O 5 :2" Antonio Schiripo 'K $ Ѐ rK 1 ' pڀLa storiografia ufficiale ci ha insegnato a conoscere l'eroe perito nel Cilento sotto i forconi delle popolazioni cilentane, il personaggio che ha segnato l'irreversibile passaggio della conduzione unitaria dalla sinistra democratica e mazziniana alla destra conservatrice e monarchica, l'ideologo socialista portatore di istanze rinnovatrici ed eversive all'interno di un movimento rivoluzionario ancora impreparato ad assorbire i concetti di lotta di classe e riscatto sociale, il militare di scuola borbonica esperto nell'arte bellica e nella logistica delle truppe rivoluzionarie.E v ' =pڀIo vorrei parlare del Pisacane uomo, di Carlo. Spogliato dalla veste di eroe risorgimentale, si pu incontrare una personalit complessa, e non molto gradevole. L'indole di Pisacane indubbiamente ribelle, ma la raffigurazione di giovane dalle belle fattezze biondo e con gli occhi azzurri, cucita all'eroe Pisacane, non calza bene all'uomo Pisacane, che anzi, dalle figure a noi giunte, si mostra piuttosto tracagnotto con lo sguardo accigliato e sul viso una smorfia di imperiosit, tratti che molto meglio si adattano al suo carattere.1 * '  pڀEd a carattere il Pisacane non scherza, qualcuno sostiene che l'essere il figlio cadetto di un duca morto senza quattrini abbia in lui causato il rifiuto per l'ambiente di corte ed il suo snobismo aristocratico. Ma vista la brillante carriera che gli si prospettava nell'esercito borbonico, tenderei ad escludere tali motivazioni, pi che altro di ordine rivoluzionario; una predisposizione ad imbarcarsi in avventure di difficile soluzione, questo s! C', infatti, in lui la smania di provarsi in situazioni, per cosi dire, estreme, l'avventura in Abruzzo, la fuga con Enrichetta ed ogni altro passaggio dell'intera sua esistenza, una ricerca di affermazione. Il protagonismo, la ricerca del comando, il suo avvicinarsi a dottrine estreme e particolarmente criticate, i suoi scritti non estranei a contenuti provocatori, portano tutti nella direzione di un Pisacane desideroso di emergere e ci dipingono un quadro di autoesaltazione: d'altronde tale forma caratteriale anche comprensibile in un rivoluzionario che oggi sarebbe apostrofato terrorista, e che non poi molto lontano dal carattere tipo di tutti gli altri protagonisti del nostro risorgimento.|v ͍ ' pڀL'uomo Pisacane ha quindi un carattere a dir poco difficile, sempre alla ricerca di affermazioni, ed a questa ricerca egli disposto a sacrificare tutto. Nell'esilio in Francia, infatti, non cercher soluzioni pi comode e anonime per la sistemazione della questione alimentare, ma preferir l'Algeria dove oltre al denaro pu ricercare gloria. La militanza nell'esercito lombardo, l'inquadramento nell'esercito piemontese e le sue successive dimissioni per non aver ottenuto l'incarico richiesto, il passaggio allo stato maggiore nella repubblica romana e gli alterchi con il Garibaldi, anch'egli esibizionista e prima donna, il provocatorio saggio scritto sulla esperienza della Repubblica, sono tutti episodi dove si legge in modo chiaro il desiderio di Pisacane di emergere e primeggiare; desiderio il pi delle volte frustrato dal mancato raggiungimento degli obiettivi prefissatisi.?*  ' 1pڀSegnali forti della sua personalit li possiamo ritrovare anche nel suo rapporto con Enrichetta, la donna tanto amata che non esita a trascinare da un luogo all'altro, e, molto spesso, a parcheggiare in una qualche localit tra un impegno bellico e l'altro. Amore questo per Enrichetta, che Carlo riscopre solo quando la poverina cerca conforto alla mancanza di attenzioni tra le braccia del Cosenz; tradimento che accende in Carlo il gusto di lottare, per la seconda volta, al fine di strappare Enrichetta dalle braccia di͍  =O un altro.M&͍ e ' MpڀChi quindi Pisacane? un uomo che ricerca continuamente il primato, ama fregiarsi di titoli di comando, non accetta critiche o discussioni sui propri programmi e soprattutto un uomo che alla ricerca di un impresa disperata per assurgere alla Storia. Questa impresa l'ha trovata con la spedizione di Sapri. Non finita come lui avrebbe sperato, ma il posto nella storia se lo assicurato. Tutto ci per non fa del Pisacane un personaggio negativo; un personaggio singolare, senz'altro, un uomo con un caratteraccio, indiscutibilmente, ma non un personaggio negativo. Il risorgimento e la storia in generale l'hanno fatta personaggi forti e decisi, molte volte autoritari ed arroganti, sempre ostinati e combattivi, ma comuni a pochi stata la determinazione di morire per le proprie convinzioni.( % 01e 1d2 ' $ Ѐ/e: J + &t/ Statua di Pisacane nella villa comunale' q $ Ѐ 1J - *  "'q $ 0( % 00W& H 13H J ArgomediaenableButton("btn_Contents")< 4 80"1 0H I `0 L'opera che state sfogliando stata realizzata da:ArgomediaRione S. Marco 12 84079 VibonatiTel. 0973-603909E-mail: argomedia@pisacane.edinet-gdp.comSi ringrazia il Dott. Antonio Schiripo per la preziosa collaborazione prestatariguardo alla redazione dei testi inerenti la storia di Carlo Pisacane.Tutti i diritti sull'opera sono di propriet degli autori e ne vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, in qualsiasi formato, senza il permesso degli n= " 1 0{0 stessi in accordo con le normative vigenti.Argomedia si occupa dello sviluppo di prodotti software multimediali, editoriaWEB, editoria DTP, realizzazione e gestione banche dati, produzione dicataloghi elettronici su qualsiasi tipo di supporto, prodotti ed applicazioni miratiall'apprendimento interattivo. ( J $  = " 1k4 Ripatransone=J + &$0232Ripatransone  * "s0Centro in provincia di Ascoli Piceno, situato in collina, a 494 metri sul mare, tra le valli del fiume Telesino e del torrente Menocchia. Il suo territorio ha una estensione di circa 75 Kmq con 4355 abitanti.L'economia cittadina basata sulla produzione di cereali, frutta, ortaggi, uova e foraggi, con industrie vinicole, del legno e dei materiali da costruzione. sede vescovile. Sorta su un conglomerato pliocenico, tra l'XI ed il XII secolo Ripatransone fu feudo dei signori locali e divenne Comune nel 1212. Nel 1442 il paese fu duramente provato dalle truppe di Francesco Sforza, ma tre anni dopo cacci l'esercito invasore. Nel 1593 pass sotto la giurisdizione della Santa Sede. ' 0Tra i personaggi cittadini del XVI secolo ricordiamo il pittore, scultore e scrittore Condivi Ascanio, detto il Ripatransone (1525-1574), di cui si conservano 15 tavolette con i Misteri del Rosario nella Chiesa di S. Caterina; deve la sua fama alla biografia di Michelangelo, di cui fu allievo ed amico, da lui pubblicata a Roma nel 1553 e che serv da fonte sia al Vasari che all'Aretino.Nella zona dell'abitato di Ripatransone e delle localit circostanti si sono rinvenuti numerosi resti riferibili alla civilt picena con sepolcreti a inumazione contenenti anche corredo funebre; in localit Castellano venuto alla luce un ripostiglio in cui erano celati 25 pugnali dell'Et del Bronzo iniziale.o: 5 :t0b7Ripatransone gemellata con il comune di Sapri . J   1hR5 a F La Spigolatrice - Luigi MercantinienableButton("btn_Contents"); enableButton("btn_Previous"); disableButton("btn_Next");enableButton("MenuPrec"); changeButtonBinding("MenuPrec"," JI(`Pisacane.hlp',`SPIGOLATRICE')")M a 5 :2" Luigi Mercantini  $ ? L 0"ÀPoeta e patriota italiano, nasce a Ripatransone il 19 settembre 1821. Nel 1824 si sposta con la famiglia a Fossombrone, poich il padre Domenico Mercantini, segretario del Vescovo di Ripatransone Luigi Ugolini, segue il prelato trasferitosi nella nuova diocesi. Il giovane Mercantini compie i propri studi presso il Seminario diocesano di Fossombrone. Per alcuni mesi, tra l'inverno del 1839 e la primavera del 1840, si reca nel Collegio dei Gesuiti di Fano, ma la carriera ecclesiastica sembra non entusiasmarlo; infatti, gi nel 1831, nella poesia "La bandiera tricolore", esterna sentimenti contrari al dominio temporale dei Papi.K#a o ( G0Nell'aprile del 1841 assume l'incarico di Bibliotecario della Biblioteca Comunale "Passionei" di Fossombrone. Si sposta poi ad Arcevia, come maestro interno nella cattedra di Umanit e Retorica.In questo periodo vengono pubblicate le sue prime esercitazioni poetiche sulla rivista "Antologia oratoria, poetica e storica", edita dal Conte Francesco Maria Torricelli. Nel marzo del 1845 gli viene pubblicata, sempre sulla "Antologia", " La canzone del mendico". Il 5 ottobre si sposa con Anna Bruni, che muore il 29 Maggio dell'anno successivo.$ J ( g0Nel febbraio del 1848 compone "L'Inno di Guerra", detto "La Senigalliese", musicato dal maestro Giovanni Zampettini.Nel maggio del 1849 militare nel battaglione "Urbino-Pesaro" impegnato a frenare l'avanzata degli Austriaci verso Bologna. Deluso dagli avvenimenti politici e militari, per evitare persecuzioni, il 27 giugno si imbarca con destinazione Corf; vi rimane sei mesi, incontrando altri esuli italiani l riparati (Manin, Tommaseo, Guglielmo Pepe). Nel maggio del 1850 si trasferisce nell'isola di Zante, per circa due anni. Qui pubblica una sua prima raccolta di poesie. Il 16 luglio del 1852 scrive "Addio a Zacinto", ispirata al primo Inno delle "Grazie" di Ugo Foscolo. 8o ' #0Risiede per poco tempo anche a Malta. Si sposta poi a Torino, dove conosce Lamarmora, Mamiani, Casati ed altri nobili patrioti piemontesi. Nel novembre del 1853 pubblica il poema "Tito Speri", dedicato alla figura del patriota e martire bresciano, morto sulla forca il 3 marzo dello stesso anno. Il 10 febbraio del 1855 sposa a Genova (dove si trasferito per insegnare nel Collegio delle Peschiere) Giuseppina De Filippi. Nel dicembre dell'anno successivo dirige il settimanale "La Donna", a cui collabora Niccol Tommaseo. J @ N0 del 1857 la poesia "La Spigolatrice di Sapri", in onore dell'eroe e martire della Patria Carlo Pisacane e della sua Spedizione di Sapri. La poesia fu anche tradotta in tedesco e pubblicata nel 1889 dal poeta Paul von Heyse, premio Nobel per la letteratura nel 1910.Nel marzo del 1858 pubblica il carme "Felice Orsini", dedicato al fervido rivoluzionario mazziniano, autore dell'attentato, a Parigi, alla vita dell'Imperatore Napoleone III.  3 40Ai primi del 1859 incontra Giuseppe Garibaldi, che gli commissiona un "inno" per i suoi volontari: nasce " L'Inno di Garibaldi" (in origine "La canzone italiana"; prese il nome pi conosciuto dopo lo sbarco a Marsala). Le ultime quattro strofe furono aggiunte nel dicembre del 1860 dopo la spedizione dei Mille in Sicilia. L' "Inno di Garibaldi" risuoner sulle labbra dei volontari che seguiranno l'eroe leggendario in tutte le insurrezioni dal 1859 al 1867.A A ( 30Il Mercantini fonda il quotidiano "Corriere delle Marche", il cui  A primo numero esce il 5 ottobre del 1860. Questo giornale si pubblica ancora oggi col titolo di "Corriere Adriatico".Nel novembre del 1862 insegna Storia presso l'Universit di Bologna, lavorando con Giosu Carducci. Nel 1864 pubblica una raccolta poetica col titolo di "Canti". A febbraio del 1865 viene nominato titolare della cattedra di Letteratura Italiana all'Universit di Palermo, e vi si trasferisce preceduto da una lettera di raccomandazione di Garibaldi. C ) 0Nel 1868 traduce con accuratezza stilistica dal Latino la tragedia "Ecerinis"( "Ezzelino" ), del padovano Alberto Mussato, in questo stimolato da una interpretazione politico-patriottica dell'opera.Il 1 maggio del 1869 esce il primo numero del giornale "La luce", fondato dal Mercantini, in cui si conferma la sua linea apertamente contraria all'autorit temporale dei Pontefici. Nel 1870 viene nominato Provveditore agli Studi di Palermo. Muore in quella citt il 17 novembre del 1872.zUA rD % 0L'epigrafe di una lapide, inaugurata nella citt natale l'anno 1895, lo commemora:i6C E 3 4m0In questa cittnacque il 19 Settembre a. MDCCCXXILUIGI MERCANTINIpoeta caro all'Italiacarissimo a Garibaldiche volle ed ebbe da luiversi degnamente ispiratiper l'Inno suo"Si scopron le tombe, si levano i morti"terribile nelle battaglieglorioso nei secolii concittadini a memoriap.p.a. MDCCCXCV&rD F # 1E 2F 162F K DF vF - *.8ȸGiuseppe AvezzanaG2F K , &7 0  Patriota italiano (Chieri 1797 - Roma 1879). Volontario durante le campagne militari dell'armata napoleonica (1812-14), nel 1814 divenne luogotenente dell'esercito sardo. Nel 1821 prese parte ai moti costituzionali del Piemonte venendo nominato capitano di Santarosa. Domati i moti, una condanna a morte lo costrinse a rifugiarsi all'estero: prima in Spagna dove combatt per tre anni a fianco dei liberali, e poi in Messico dove, fino al 1832, si batt per l'indipendenza della repubblica raggiungendo il grado di colonnello. Quindi si rec a New York. Rientrato in Italia nel 1848 grazie all'amnistia concessa da Carlo Alberto, venne nominato comandante della guardia nazionale di Genova, ove ebbe parte diretta nell'insurrezione repubblicana del 1849. Ministro della Guerra della Repubblica Romana, dopo la caduta di Roma torn a New York. Nel 1860 era di nuovo con Garibaldi, con il quale combatt, con il grado di tenente generale, contro i Borboni al Volturno e all'assedio di Capua. Entrato nel 1862 nell'esercito regolare, nel 1866 combatt a Sal e nel 1867 a Mentana con i garibaldini. stato pi volte deputato al parlamento (1861, 1870, 1877) e presidente della societ "Italia Irridenta". Ha lasciato i "Ricordi", scritto nel 1881, particolarmente interessante circa i moti di Genova.(vF K % 01K L 17L hN *K @N 2 20 Francesco BentivegnaPatriota italiano (Corleone 1820 - Mezzoiuso 1856). Antiborbonico, prese parte ai moti di Palermo del 1848, divenendo maggiore dell'esercito rivoluzionario. Falliti i moti, fino al 1853 si impegn in una fervida attivit di cospiratore, tentando con il fratello Stefano di riaccendere la rivolta in Sicilia: motivo per il quale sub la prigionia dal 1853 al 1856. Liberato, tent ancora la strada dell'insurrezione, ma fu arrestato e fucilato a Mezzoiuso il 20 dicembre 1856.(L hN % 01@N N 1, 8N  6hN ۅ K d 0 Pisacane.hlp4 Nino BixioPatriota italiano (Genova 1821 - Atjeh, Sumatra, 1873). Dopo un'infanzia dura e travagliata determinata dalla prematura perdita della madre, entr ancora giovinetto nella marina mercantile sarda. Conosciuto il Mazzini nel 1846, divenne uno dei capi del movimento democN ۅ hN ratico genovese. Nel 1848 partecip da volontario alla prima guerra d'Indipendenza nelle file dell'esercito piemontese. Nel 1849 accorse alla difesa della Repubblica Romana tra i corpi della Legione garibaldina, combattendo contro Francesi e Borboni. Ferito, divenne capo di Stato Maggiore nella brigata Marocchetti. Dal 1853 al 1859 serv di nuovo nella marina mercantile. Rientrato in Italia, durante la II guerra d'indipendenza contro l'Austria (1859) milit da maggiore con Garibaldi al comando di un battaglione di Cacciatori delle Alpi, distinguendosi in Valtellina. Nel 1860 fu uno degli organizzatori della spedizione dei Mille. Comand una delle due navi di Garibaldi (il vapore Lombardo) e combatt valorosamente a Calatafimi, a Palermo e al Volturno: il suo coraggio e la sua intelligenza gli valsero l'appellativo di "primo dei Mille". Entrato nell'esercito regolare ed eletto deputato della Sinistra nel 1861, dimostr insospettata moderazione divenendo fautore della necessit di una conciliazione fra il partito garibaldino ed i governi del nuovo Stato unitario. Nominato comandante della piazza di Alessandria, combatt nel 1866 a Custoza, dove ebbe il comando di una divisione. Partecip alla presa di Roma nel 1870, con il compito di vincere le eventuali esitazioni del Cadorna. Divenuto senatore nel 1871, poco dopo fu ripreso dall'antica passione per il mare e, armata una nave (il Maddaloni) fece rotta per le isole della Sonda, dove mor di colera nel 1873.(N  % 0 < ۅ ? 1 9? { Louis Blanc< { + &"025 Louis Blanc >  ? ' /0Storico e uomo politico francese (Madrid 1811 - Cannes 1881). Figlio di un funzionario del re Giuseppe Bonaparte, dopo la caduta dell'impero trascorse un'infanzia povera. Nel 1830 intraprese, a Parigi, la carriera di giornalista scrivendo su "Le National". Inseritosi nella schiera dei pensatori socialisti, nel 1839 fond la "Revue du Progrs" sulla quale pubblic "L'organisation du travail", opera di grande successo in cui espose idee sviluppate poi in "Diritto al lavoro": "A ciascuno secondo le proprie necessit, a ciascuno secondo le proprie facolt". Blanc proponeva il modello di nuova societ fondata "sul libero concorso e l'associazione fraterna d'ognuno", da realizzare attraverso la "buona disposizione" dei capitalisti illuminati, cos da assicurare a tutti lavoro, benessere e giustizia sociale. Ebbe importanza notevole nella storia del socialismo per avere concepito lo stato come strumento di riforma sociale. Nella sua "Organizzazione del Lavoro" propugnava la costituzione di associazioni operaie del lavoro (atliers sociaux): sosteneva che con l'affermarsi della loro superiorit economica, le aziende private fossero destinate a scomparire o a fondersi con esse. La sua "Storia di dieci anni - 1830-40" (1841-1844) contribu al successo dell'opposizione contro la monarchia di Luigi Filippo. Nel febbraio del 1848 entr a far parte del governo provvisorio e presiedette la commissione del Lussemburgo. il progetto degli "atliers sociaux", peraltro contro la sua volont, fu attuato sotto la forma degli "atliers nationaux": cantieri di lavoro istituiti per decisione del governo allo scopo di fronteggiare la disoccupazione. La loro gestione risult per fallimentare, cos la Costituente, la cui maggioranza era uscita conservatrice dalle elezioni a suffragio universale, decise di sopprimerli. Gli operai di Parigi risposero con la rivolta di luglio, che fu duramente repressa. Louis Blanc prese la via dell'esilio in Inghilterra. Rientr in Francia nel 1870, dopo Sedan. Deputato a partire dal 1871 all'Assemblea Nazionale, sedette all'estrema sinistra, ma disapprov la Comune cercando di mediare tra Thiers ed i comunardi: fin per inimicarsi entrambi. In seguito assunse la guida della sinistra radicale. Fra le sue altre opere letterarie, una pregevole "Storia della rivoluzione francese".({ % 0  1 = 1:=   3 4Y0 Capitello Piccolo paese costiero del Golfo di Policastro appartenente al comune di Ispani, di cui costituisce la naturale marina. Vi risiedono circa 500 abitanti.],= y 1L;y  Costabile CarduccidisableButton("MenuPrec")C + &0025Costabile Carducci qy T '  0Patriota italiano (Capaccio 15 giugno 1804 - Acquafredda 5 luglio 1848). Di origini borghesi, intraprende gli studi giuridici a Napoli, ma "insofferente di codici e pandette", ben presto fa ritorno al suo paese natale, ove sposa Anna Tanza, morta poco dopo. In seconde nozze sposa la pugliese Vittoria Del Re, dalla quale ha due figlie, Giuseppina ed Annina. Riuscito, non senza difficolt, a farsi spazio nel panorama politico e sociale della sua Capaccio, nel 1830 fa parte di una commissione comunale; ottiene cos prima un finanziamento per costruire un albergo di fronte ai templi di Paestum, da poco scoperti, e poi la carica di "ricevitore del registro e del bollo", alla quale successivamente aggiunger il ruolo di "assuntore dei servizi postali". Nel 1837 ottiene dal principe d'Angri, Giovanni Carlo, l'appalto di una scafa sul fiume Sele. Proprio in quegli anni anche a Capaccio iniziano a circolare idee liberali: Carducci fa amicizia con gli intellettuali salernitani e napoletani pi aperti ed illuministi (Carlo Poerio, Silvio Spaventa, il suo concittadino Gennaro Belelli ed altri), mentre i rapporti con il notabilato capaccese, filo-borbonico, diventano sempre pi tesi. Preferisce quindi trasferirsi a Salerno dove assume la gestione dell'Hotel de L'Europa, con magri guadagni. Poco a poco il suo coinvolgimento nei progetti insurrezionali si fa sempre pi intenso.  N '  0Scoppiata l'insurrezione palermitana, nei circoli liberali del salernitano e del napoletano viene presa la decisione di far insorgere subito anche una provincia calda come il Cilento, che gi vent'anni prima aveva dato prova di essere disposta alla lotta. La direzione della rivolta viene affidata a Carducci che, presi i contatti con i liberali della zona e raccolti circa 200 armati, si porta a S. Antuono, dove al grido di "Viva la Costituzione, Viva Pio IX" innalza una bandiera tricolore (12 gennaio 1848). Il giorno dopo, impedito il passaggio delle truppe borboniche sul fiume Sele, Carducci si sposta prima a Rutino e poi a Vallo. Intanto da tutti i paesi vicini una moltitudine di uomini ingrossa le file dei ribelli. A loro favore giocano vari fattori: il telegrafo di Castellabate fuori uso, Vallo viene improvvisamente occupata, il mare in tempesta impedisce a Ferdinando II di Borbone di inviare le sue truppe a Paestum. Pochi giorni dopo Carducci giunge a Vibonati, mentre l'esercito regio, sbarcato nella piana del Sele, attacca Laurino e Piaggine. Il Cilento in fiamme spaventa il Re che, messo alle strette, primo in Italia concede la Costituzione, per effetto della quale costretto a dividere il potere legislativo con un parlamento da eleggere al pi presto. Carducci, trionfante, richiesto ed invocato ovunque. Vengono liberati i detenuti politici, mentre i contadini si riappropriano dei demani comunali, sottratti loro nel 1806. Tutta l'Italia in fermento. |UT ' 0Indette le elezioni da Ferdinando II, a Salerno 7495 elettori scelgono 14 deputati, fra cui Carducci e Gennaro Belelli. Avvicinandosi il 15 maggio, giorno dell'inaugurazione della Camera, il Carducci, nella veste di colonnello della guardia nazionale della provincia di Salerno, rivolge alla popolazione un proclama con cui la invita a vigilare ed a tenersi pronta a difendere la Costituzione ad ogni costo. Difatti, il Re ed i Deputati liberali entrano subito in disaccordo sulla formula del giuramento d'insediamento. I pi accesi abbandonano l'aula trovando il pronto appoggio della gente. N  ' y0 di nuovo sc   ontro: in una sola giornata i morti ed i feriti saranno centinaia. Mentre il Re richiama le truppe dalla Lombardia, i liberali decidono di far insorgere nuovamente le provincie meridionali. Stavolta si parte dalla Calabria per poi giungere nel Cilento. Carducci, capo della nuova rivolta, chiama a raccolta tutti i liberali salernitani. Ma ora le truppe borboniche sono gi sul posto: gli scontri si susseguono aspri. Da Praia Carducci, noleggiata una barca di nome Vittoria, fa vela verso Sapri, dove intende riunirsi ai gruppi di insorti provenienti dai circondari vicini. Tuttavia, una tempesta li spinge sulla spiaggia di Acquafredda di Maratea, ove costretto a prendere terra.  I `0.$1Pisacane.hlp L lo attende un gruppo di armati che, su ordine del prete Vincenzo Peluso, trae prigionieri Carducci e tre suoi compagni. A notte fonda viene ucciso su una vicina altura.Oggi, ad Acquafredda, ricordano il tragico evento una lapide apposta nell'aprile del 1901 sul muro della Chiesa dell'Immacolata, al cui interno sepolta la salma, ed un piccolo monumento eretto nel 1978.1  1< : P : 4 6 # AL MARTIRE DELL'INDIPENDENZA NAZIONALE COSTABILE CARDUCCI LE CUI OSSA RIPOSANODA OLTRE DIECI LUSTRI DIMENTICATE RELIQUIE IN QUEST'UMILE CHIESETTA LE SCUOLE DI ACQUAFREDDA CON DEVOTA MEMORIA CONSACRARONOY(  1Z=   Carlo CattaneodisableButton("MenuPrec")?:  + &(025 Carlo Cattaneo  3 4 0 "Patriota, filosofo, storico e uomo politico italiano (Milano 1801-Castagnola di Lugano 1869). Laureatosi in giurisprudenza a Pavia nel 1824, a partire dal 1828 collabor agli Annali Universitari di statistica ed agli Annali di giurisprudenza pratica. Nel 1839 fond "Il Politecnico", che diresse fino al 1844. Pur partecipando attivamente alla vita pubblica, non ebbe in quegli anni una parte politica di grande rilievo: egli riteneva che si dovesse favorire un assetto "federativo" degli Stati. Quando scoppi l'insurrezione del marzo 1848 (le Cinque Giornate di Milano), ader fino ad esserne prima la guida militare e poi, quando fu costretto a trovare riparo a Parigi dal rientro in citt degli Austriaci, politica. Stabilitosi nel 1850 a Castagnola (Lugano), dove rimase fino al 1859, ricopr il ruolo di consigliere del governo del Canton Ticino. Qui pubblic il saggio "dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra" (1849), di cui era gi uscita una versione francese, e "l'Archivio Triennale delle cose d'Italia dall'avvenimento di Pio IX all'abbandono di Venezia" (1850-1855), una raccolta critica di documenti storici. Tornato a Milano nel 1859, riport in vita "Il Politecnico", che diresse fino al 1865.   * "0 Eletto deputato nel 1860, rinunci alla carica e accett l'invito di Garibaldi ad elaborare un progetto per le strade ferrate meridionali. Rieletto nel 1867, non partecip mai ai lavori del parlamento per non prestare giuramento di fedelt alla monarchia. Allievo di G. Romagnosi, razionalista fiducioso nella scienza e nell'utilit della sua diffusione, il Cattaneo oper per un ampliamento del concetto di filosofia, proponendo che essa debba giungere ad una sintesi dei risultati delle altre scienze "per collocare nella trama della realt l'uomo verso il quale viene fatto convergere il tutto"; in questo campo le sue opere pi significative sono: "Un invito alli amatori della filosofia" (1857) e "Psicologia delle menti associate" (1859-66).i8 d 1>d  Cavour, Camillo Benso conte didisableButton("MenuPrec")O$  + &H025Camillo Benso, Conte di Cavour :d E 3 4 0"Statista (Torino 1810- E  1861). Nato da una famiglia dell'antica nobilt, fu ufficiale dell'esercito regio (1827). Lasciata la vita militare nel 1831, si dedic all'agricoltura, trasformando la tenuta paterna di Leri in un'azienda modello. Uomo d'affari, divent in breve uno degli uomini pi ricchi del Piemonte: si occup di costruzioni ferroviarie, fu tra i fondatori della Banca di Torino, dal 1836 fece parte della Commissione di Statistica, nel 1839 dette inizio con altri alla Societ per gli Asili d'infanzia, nel 1841 fond la Socit du Whist e nel 1842 l'Associazione agraria, di cui fece sempre parte. Non trascur intanto la propria formazione politica e, attraverso studi e viaggi soprattutto a Ginevra, Parigi e Londra, si orient verso una concezione moderata, contraria a ogni sovvertimento violento dell'ordine sociale, ma solidamente ancorata al principio della libert, nella garanzia delle istituzioni, secondo la prassi del costituzionalismo inglese. Giudicava la questione nazionale come un problema di sviluppo economico, attraverso cui, alla lunga, anche il problema politico avrebbe trovato la sua naturale soluzione. Nel 1847 la legge sarda sulla stampa venne resa pi libera. Insieme a Cesare Balbo fond "Il Risorgimento", dalle cui colonne sostenne la necessit di uno statuto e di un Parlamento e da dove, il 23 marzo 1848, in un articolo rimasto famoso ("L'ora suprema della monarchia sabauda"), incit il re a marciare su Milano, anche con soli cinquantamila uomini ed a costo di una sicura sconfitta.  L '  0Entrato in Parlamento nel giugno del 1848, si mostr favorevole all'intervento in Toscana e alla cessazione della guerra, sostenendo d'Azeglio. Rieletto nel marzo del 1849 e poi ancora nel dicembre del medesimo anno, acquist posizioni sempre pi moderate, entrando a far parte del gabinetto d'Azeglio dapprima come titolare dei dicasteri dell'Agricoltura, del Commercio e della Marina (11 ottobre 1850) e poi, dimessosi Nigra, anche delle Finanze (19 aprile 1851). Subito attu il suo ideale liberoscambista mediante una serie di trattati con le principali nazioni europee e riorganizzando dall'interno l'amministrazione finanziaria statale. L'atteggiamento conservatore di d'Azeglio e il preoccupante colpo di Stato napoleonico (1851) lo spinsero a bruciare le tappe: gett le basi di un nuovo partito liberale e dette vita al "connubio" alleandosi con il centrosinistra di Rattazzi (1852). Caduto il ministero d'Azeglio, il 2 novembre 1852 fu nominato presidente del Consiglio e ministro delle Finanze: aveva inizio quello che poi venne detto il "Grande Ministero". In breve tempo moltiplic il movimento delle merci ampliando la linea ferroviaria (traforo del Frjus) e stradale del Piemonte; favor l'agricoltura con importanti lavori di bonifica e con l'introduzione di nuove tecniche di coltivazione; riform l'esercito avvalendosi di La Marmora; richiamandosi alla formula del cattolico liberale francese Montalembert "libera Chiesa in libero Stato", cerc di liberare lo Stato dall'influenza ecclesiastica; condusse il Piemonte a capo del movimento nazionale italiano conservando saldamente l'iniziativa al governo e alla dinastia; lo inser nel pi ampio gioco europeo mediante la partecipazione dello Stato sabaudo alla guerra di Crimea. [E a C T1 0Pisacane.hlpLa brusca conclusione della II guerra d'indipendenza contro l'Austria (1859) per decisione non concordata dell'alleato francese Napoleone III, che aveva segnato il coagularsi di gran parte della nazione intorno al minuscolo stato subalpino, indusse l'affranto Cavour a rassegnare le dimissioni. Tornato al potere nel gennaio del 1860, egli manovr con straordinaria abilit portando al trionfo la sua politica delle annessioni: di fronte alla serie ininterrotta di successi che la spedizione dei Mille riportava contro l'esercito borbonico, il Conte super le perplessit e i dubbi che in un primo momento aveva nutrito intorno all'impresa e si adoper per incardinarla saldamente sulla formula, gi aL a  dottata da Garibaldi come parola d'ordine della sua missione, "Italia e Vittorio Emanuele". Poich le ispirazioni democratiche e repubblicane erano comunque ben vive tra i Mille, non fu difficile per il Cavour prospettare a Napoleone III i pericoli che sarebbero potuti scaturire se quei fermenti avessero ottenuto il sopravvento. In questo modo gli strapp l'assenso a un intervento diretto dello stato sabauda. E cos, l'esercito piemontese si mise in marcia, occupando tutti i domini pontifici (Emilia, Marche, Umbria) ad esclusione del Lazio. A Teano, il 26 ottobre 1960, si ebbe lo storico incontro fra l'esercito dei volontari e quello della monarchia sabauda, nel corso del quale Garibaldi salut Vittorio Emanuele "re d'Italia", consegnandogli le redini della conduzione politica del Sud e, quindi, della nazione italiana finalmente unificata.rL $ 0Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II veniva proclamato re d'Italia "per Grazia di Dio e Volont della Nazione".1a ( 1a?( X  0 N ju 0 Pisacane.hlp4 Enrico CosenzPatriota e generale italiano (Gaeta 1820 - Roma 1898). Ufficiale borbonico, partecip con Guglielmo Pepe alla difesa di Venezia (1848), caduta la quale fu costretto all'esilio per 10 anni. Rientrato in Italia, fu a Genova uno dei capi di quella frazione dell'emigrazione meridionale che pass dalle iniziali posizioni di simpatia per il mazzinianesimo all'accettazione del programma di Garibaldi ("Italia e Vittorio Emanuele"). Nel 1859, durante la II guerra d'indipendenza, comand il I Reggimento dei Cacciatori delle Alpi, distinguendosi a Varese, San Fermo e Treponti. Entrato nell'esercito regolare, nel 1860 si dimise per prendere parte alla spedizione dei Mille, durante la quale si conferm uno dei pi abili generali garibaldini (battaglia di Milazzo, 20 luglio). Ministro della guerra nel governo di Garibaldi a Napoli, alla fine dell'anno riprese servizio nelle forze regolari: dal 1862 fu aiutante di campo generale del re; nella campagna del 1866 ebbe il comando di una divisione; nel 1870 prese parte all'occupazione di Roma. Deputato dal 1860 e senatore dal 1872, insignito del collare dell'Annunziata nel 1890, fu capo di Stato Maggiore dell'esercito dal l882 al 1893.(( X % 0 10 1@ > X Nj 2 20 Filippo De BoniPatriota e scrittore italiano (Feltre 1816 - Firenze 1870). Mazziniano, nel 1848 fu molto attivo in senso repubblicano a Milano, Genova, Firenze e Roma; nel 1849 rappresent la Repubblica Romana a Berna. Dopo un decennale esilio in Svizzera, ebbe una parte di primo piano nell'organizzazione delle spedizioni garibaldine del 1860. Fu deputato dall'ottava alla decima legislatura (1861-1870). Tra i suoi scritti: "Cos la penso" (1846-47), "Lo Straniero in Lombardia" (1848) e "Il Papa Pio IX" (1849).( % 0 `/Nj O 1a AO Enrichetta Di LorenzodisableButton("MenuPrec")F + &60256Enrichetta Di Lorenzo O } 6 :O0 " Il 5 giugno 1820 nasce ad Orta di Atella (Caserta) il grande amore di Carlo Pisacane. Sposer il 16 gennaio 1838, con un fastoso matrimonio, Dioniso Lazzari, cugino di Carlo da parte di madre, nel tempo in cui Pisacane, ancora allievo alla Nunziatella, si preparava a sostenere gli esami finali. Con la fuga da Napoli dell'8 febbraio 1847, comincia per Enrichetta un periodo di privazioni e sacrifici, temperato dall'intensa passione che la lega al suo uomo e dal grande senso di rispetto che la sua condizione di emancipata suscita in terra di Francia ed in Inghilterra. In Francia soffrir la prigionia, provocandole la perdita del bambino in attesa, ed il distacco da Pisacane, partito per la legione straniera. Ci nonostante la ritroviamo ugualmente, nel 1848, al fianco di Carlo nell'avventura lombarda. Succe } ssivamente a Roma, nel 1849, sar tra i volontari che allevieranno le ferite dei combattenti della Repubblica. 1  ' 0Con il 1850 arriva la crisi. Al ritorno dal secondo viaggio in Inghilterra, la coppia si separa: Carlo parte per la Svizzera mentre Enrichetta rimane a Genova. In questo periodo si fanno molto stretti i rapporti di amicizia con il Cosenz, rapporti che si trasformeranno in una breve ma intensa passione che i due non tenteranno di nascondere al Pisacane e che gli paleseranno pi volte. La storia breve. Lei viene nuovamente rapita dal fascino di Pisacane, ed il Cosenz deve ritirarsi in buon ordine. Superata la tempesta, la vita della coppia prosegue con rinnovato vigore. Enrichetta conosce le difficolt tipiche degli emigrati, ma fino al 1856 non sembrano addensarsi particolari nubi all'orizzonte, tanto che l'anno 1852 allieter la coppia con la nascita di Silvia. } ' w0Il 1857, invece, si dimostra l'anno peggiore. La scelta della spedizione fatta, ed Enrichetta vive un momento di profondo conflitto interiore: rispetta e forse comprende la decisione del suo compagno, ma non riesce ad accettare l'inizio di un' avventura il cui esito quasi certamente disastroso, e proprio nel momento in cui madre e figlia hanno pi bisogno di lui. Avr la certezza della morte di Carlo solo il 4 luglio; da quel momento sar un susseguirsi di perquisizioni, difficolt economiche, trasferimenti e sacrifici. Nella primavera del 1858 si sposta a Torino, poi di nuovo a Genova ed solo nel 1860 che, dopo anni di lontananza, rientra a Napoli, dove risieder fino alla morte.1 1B  2 2 0 Giacomo DurandoUomo politico e generale italiano (Mondov 1807-Roma 1894). Avvocato a Torino, coinvolto in una cospirazione liberale che sfoci nelle agitazioni piemontesi del 1831, dovette espatriare dapprima in Belgio e poi in Portogallo, Spagna e Francia, ovunque combattendo per la causa liberale. Rientrato in Piemonte nel 1844, compose l'opera "Della nazionalit italiana" (Losanna, 1846), uno dei manifesti del partito moderato, in cui sostenne la tesi di una federazione italiana articolata su tre stati: l'Eridania (o Regno dell'Alta Italia) sotto i Savoia, il Regno della Bassa Italia sotto i Borboni di Napoli e l'Italia insulare (Sicilia e Sardegna) sotto il Papato, che sarebbe cos stato indennizzato della perdita, con l'eccezione di Roma, dello Stato Pontificio. Nel 1848 comand un corpo di volontari dell'alto bresciano. Nel periodo fra le due guerre d'indipendenza fu ministro della guerra con Cavour (1855) e poi ambasciatore in Istanbul (Turchia) dal 1856 al 1861. Ministro per gli Affari Esteri nel 1862, prosegu, senza successo, le trattative per la soluzione della Questione Romana. Fu infine presidente del senato dal 1884 al 1887.( % 0 1 1C )  & 0 < F0 "Giovan Battista FalconePatriota italiano ( Acri, Cosenza, 1834 - Sanza 1857). Mazziniano fervente, fugg a Malta e poi a Genova dopo l'attentato di Agesilao Milano contro Ferdinando II del 1856, nel quale pare fosse implicato. Partecip con Pisacane alla celebre spedizione di Sapri del 1857, all'epilogo della quale, dopo il massacro di Padula, si dette volontariamente la morte. 1 1f D  X  K d 0 Pisacane.hlp4 Giuseppe FanelliPatriota italiano (Napoli 1827-1877). Combatt volontario in Lombardia nel 1848 ed accorse alla difesa della Repubblica Romana nel 1849. Rientr a Napoli nel 1853. Mazziniano, cooper attivamente alla preparazione della celebre spedizione di Sapri del 1857, tenendo le fila dei comitati rivoluzionari delle provincie meridionali. Fallito il tentativo insurrezionale di Pisacane, dovette riparare all'estero, dapprima a Malta  e poi a Londra. Impegnatosi nella preparazione della spedizione dei Mille, combatt nella battaglia di Calatafimi e ritorn a Napoli con Garibaldi. Nel 1865 fu eletto deputato nello schieramento dei democratici per il collegio di Monopoli e, nel 1871, per quello di Torchiara in seguito alle dimissioni di Giovanni Nicotera, che opt per l'altro collegio, quello di Salerno, in cui si era candidato. Alla Camera sedette nei banchi della Sinistra, partecipando attivamente ai lavori parlamentari. Amico e seguace dell'esule russo Michele Bakunin, organizz le sezioni anarchiche della "Internazionale" e della "Alleanza della democrazia socialista" nel napoletano, nonch in Spagna. Nel 1867 partecip all'associazione "Libert e giustizia" di Napoli, collaborando alla pubblicazione dell'omonimo periodico. Vittima di un grave esaurimento nervoso, venne ricoverato in una casa di cura. Mor pazzo il 5 gennaio 1877.(  % 0 ], + 1E+ n G Giuseppe GaribaldidisableButton("MenuPrec")C n + &0025Giuseppe Garibaldi + 3 4 0"Generale e uomo politico italiano (Nizza 1807 - Caprera 1882). Figlio di un capitano di marina, fu avviato giovanissimo alla vita di mare. A 26 anni gi comandava una nave propria, quando a Taganrog, sul Mar Nero, incontr un esponente mazziniano che lo avvicin alla "Giovine Italia". A Marsiglia, nel 1834, conobbe Mazzini, che lo incaric di promuovere nella flotta militare un moto rivoluzionario. Fallito il tentativo, una condanna a morte lo costrinse a fuggire in Francia, dalla quale part alla volta dell'America Latina, dove combatt valorosamente durante l'insurrezione repubblicana contro il governo imperiale brasiliano e nella guerra per l'indipendenza dell'Uruguay dall'Argentina. In America conobbe Anna Maria Ribeiro (Anita) che spos nel 1842. Scoppiata nel 1848 la I guerra d'indipendenza, Garibaldi accorse in patria, ove alla testa di un corpo di volontari sconfisse gli Austriaci a Luino (15 agosto 1848) e a Morazzone (26 agosto). Successivamente ebbe il comando di una parte dell'esercito della Repubblica Romana, dando prova delle sue capacit il 30 aprile 1849, respingendo il primo grande attacco dei Francesi assedianti. Tuttavia, dopo due mesi di strenui combattimenti, il 1 luglio i Francesi entrarono in citt. en , C T0Pisacane.hlpCaduta la Repubblica, Garibaldi prese il mare alla volta di Venezia in guerra contro l'Austria; le navi austriache lo costrinsero per a cercare scampo nelle paludi di Comacchio, ove la moglie Anita mor, stremata dalle fatiche. Scampato alla cattura, ripar in America. Nel 1854 torn in Italia e, abbandonate le posizioni intransigenti di Mazzini, collabor con la monarchia e combatt nella II guerra di indipendenza (1859) a fianco dell'esercito regolare, tenendo il comando dei Cacciatori delle Alpi. Amareggiato dall'armistizio di Villafranca (1859), ed in particolare dalla cessione di Nizza alla Francia, la notizia della rivolta scoppiata a Palermo lo spron dapprima ad organizzare e poi ad attuare la leggendaria "spedizione dei Mille"; al termine di essa, rimise la dittatura nelle mani del re e si ritir nell'isola di Caprera da poco acquistata. W0  ' a0Nuovo obiettivo divenne la liberazione di Roma e, quindi, la proclamazione della Repubblica italiana. Tuttavia, il tentativo di ripetere la fortunata impresa dei Mille contro lo Stato Pontificio spinse Napoleone III a minacciare un intervento militare dei francesi; per evitarlo, il governo italiano dovette stroncare l'iniziativa del generale: truppe regie affrontarono i garibaldini il 29 agosto 1862 sull'altopiano di Aspromonte, in Calabria. Garibaldi, rimasto ferito nello scontro, venne condotto prigioniero a La Spezia, dove fu liberato poco dopo. , xB ' 0Allo scoppio della III guerra d'indipendenza (1866) egli si mise di nuovo a disposiz xB  ione del governo, al comando di circa 30.000 volontari. Il 21 luglio 1866 riport a Bezzecca (Trentino) l'unica vittoria italiana di quella sfortunata guerra. Conclusasi la campagna, riprese il suo vecchio piano di liberare Roma, questa volta non pi ostacolato dal governo. Raccolti dei volontari, entr nello Stato Pontificio battendo i papalini a Monterotondo; ma, il 3 novembre 1867, un corpo di truppe francesi sbarc a Civitavecchia e, unitosi ai papalini, attacc e sconfisse gli uomini di Garibaldi a Mentana; il generale, fatto nuovamente prigioniero, venne portato anche stavolta a La Spezia, e qui liberato. yE ( 0Nel 1870, caduto Napoleone III, Garibaldi offr i suoi servigi alla Repubblica francese in guerra contro i Prussiani, ottenendo il comando di un corpo di volontari che riport la vittoria di Digione (21-23 gennaio 1871). Nell'ultimo decennio della sua vita partecip intensamente all'attivit politica in Parlamento e nel Consiglio Comunale di Roma, soffermandosi sui temi della democrazia e della questione sociale ed entrando spesso in aspra polemica con Mazzini in merito alla priorit da assegnare alla battaglia politica: la Costituente italiana per Mazzini, il suffragio universale per Garibaldi; inoltre, si discostava dal rivoluzionario genovese anche il suo giudizio, favorevole, sull'Internazionale dei lavoratori.\xB G & 0Massone, repubblicano ed anticlericale, egli fu tuttavia alieno dal fare di queste posizioni una discriminante per la sua attivit politica. Negli ultimi anni della sua vita si oppose, senza successo, all'alleanza con l'Austria e la Germania (la "Triplice", 20 maggio 1882) che fu sancita solo pochi giorni prima della sua morte. Riguardo alla sua opera di scrittore, ci restano i romanzi "Cantoni il volontario" (1870), "Clelia o il governo del monaco" (1870), "I Mille" (1874); importanti anche le sue "Memorie", i suoi versi ed un poema autobiografico, pubblicato per la prima volta solo nel 1911.1yE ,H 14F,H /O G O 5 8M 0 La Spedizione dei MilleI Mille (per l'esattezza 1089) partirono da Quarto, presso Genova, il 5 maggio 1860, dopo che una quarantina di volontari si erano impadroniti di due piroscafi, il Piemonte ed il Lombardo, appartenenti alla compagnia Rubattino. Dopo avere ottenuto munizioni e altro materiale dalla fortezza di Talamone, l'11 maggio sbarcarono a Marsala. A Salemi, tre giorni dopo, Garibaldi assumeva la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II. Conseguita la vittoria di Calatafimi, i garibaldini giunsero a Palermo (27 maggio) che fu presa dopo tre giorni di aspra lotta. Rafforzate le schiere dei combattenti con nuovi contingenti di volontari giunti dall'Alta Italia, la vittoria di Milazzo assicur a Garibaldi anche il controllo della Sicilia orientale, determinando gravi problemi politici che si protrassero per tutta la durata della campagna ed anche dopo: Cavour voleva l'immediata annessione della Sicilia al regno sabaudo, mentre la tendenza tra i garibaldini era opposta. Riunite presso Messina tutte le forze volontarie (circa 23.000 uomini), Garibaldi attravers lo stretto di Messina, sbarcando sulle coste calabre il 1 agosto del 1860: Reggio fu conquistata dopo un breve combattimento. Segu una rapida marcia verso Napoli, che non incontr alcuna seria resistenza. Ci che rimaneva dell'esercito borbonico si concentrava attorno alle fortezze di Capua e di Gaeta (in quest'ultima, il 6 settembre 1860, si rifugi anche il re Francesco II con la regina Maria Sofia). Garibaldi entr a Napoli, precedendo i suoi soldati, il 7 settembre. La vittoriosa battaglia del Volturno segn la fine del regno dei Borbone di Napoli e la conclusione della spedizione dei Mille. (,H /O % 0BO qO 1H GqO O ^ Vincenzo GiobertiB/O O + &.025 Vincenzo Gioberti qO 3 4 0 "Filosofo e uomo politiO /O co italiano (Torino 1801 - Parigi 1852). Laureatosi nel 1823, dopo essere stato ordinato sacerdote si avvicin alla politica. Per le sue idee innovatrici, giudicate da taluni rivoluzionarie, nel 1833 venne arrestato e costretto all'esilio. Recatosi prima in Francia (dicembre 1834), and poi a Bruxelles, dove matur i principi del suo sistema filosofico e politico; pubblic "La teorica del sovrannaturale" (1838), "Introduzione allo studio della filosofia" (1840), "Del Bello e del Buono" (1841-42), "Primato morale e civile degli Italiani" (1843), "Prolegomeni al Primato" (1845) e "Gesuita moderno" (1847). Gli sviluppi politici interni ed internazionali degli anni 1846-48 rafforzarono il prestigio di Gioberti che, eletto al Parlamento subalpino per la corrente moderata nelle circoscrizioni di Genova e Torino, pot rientrare in patria. Ministro nel governo Casati, fu poi presidente del Consiglio (dicembre 1848 - febbraio 1849), ma la sua proposta di un intervento armato in difesa del papa e del granduca di Toscana, detronizzati, rispettivamente, dalla repubblica di Mazzini e Guerrazzi, gli alienarono il sostegno dei democratici senza garantirgli quello dei reazionari. O ^ * "0In seguito alla sconfitta di Novara si ritir volontariamente in esilio a Parigi, dove approfond gli studi filosofici, meditando sull'esperienza fallimentare della I guerra d'indipendenza e della sua stessa politica. Le opere principali di questo periodo sono: "Del rinnovamento civile d'Italia" (1851), "Della riforma cattolica della Chiesa" e "La teorica della mente umana".1 12H ^ h 2 2O 0 Aleksandr Ivanovic HerzenUomo politico, filosofo e scrittore russo (Mosca 1812 - Parigi 1870). Figlio di un nobile ufficiale della Guardia e di una donna di origini tedesche, studi fisica e matematica all'Universit di Mosca. Appassionatosi alla politica, nel 1834 venne arrestato per aver organizzato un centro di diffusione socialista e, dopo una breve prigionia, fu mandato al confino sino al 1840. Seguirono anni nei quali periodi di permanenza a Mosca si alternarono a periodi di confino, fin quando, nel 1847, prefer lasciare definitivamente la Russia. Soggiorn a Parigi, in Svizzera, in Italia (1848) ed infine, a partire dal 1852, a Londra, dove si stabil. Qui conobbe molti esponenti dell'emigrazione politica europea (fra gli italiani Mazzini, Garibaldi, Pisacane, Saffi, Orsini) ed elabor una sua concezione sociale fondata sullo sviluppo delle antiche istituzioni patriarcali russe: il comune rurale, la cooperativa artigiana. Impegnato a propagandare le sue teorie, costitu la prima casa editrice in lingua russa all'estero e pubblic l'almanacco Poljarnaja Zvezda e la rivista Kolokol, diffusi clandestinamente anche in Russia. Nel 1864 si trasfer in Svizzera ed infine a Parigi, dove mor nel 1870. La sua opera pi preziosa "Passato e pensieri", scritta tra il 1852 ed il 1857, in cui sono evocati tutti i fermenti che travagliarono l'Europa dalla campagna di Russia del 1812 all'insurrezione polacca del 1863.( % 0 1h 1I  / ,]0 Teodoro LechiGenerale e patriota italiano (Brescia 1778 -1866). Fu tra i promotori della rivolta di Brescia contro l'Austria del 18 marzo 1797. Entrato al servizio dei francesi e promosso ufficiale, partecip a quasi tutte le imprese napoleoniche: prese parte alla campagna d'Italia, combatt ad Ulma, ad Austerlitz, nella spedizione di Cattaro e del Montenegro (1807), a Wagram e nella campagna di Russia del 1812, dove fu comandante della Guardia Imperiale. Nel 1813 - 1814, alla testa della 5 divisione d'armata d'Italia, partecip ai combattimenti di Bassano, Caldiero e Sal. Fu arrestato nel dicembre del 1814 dagli austriaci e tradotto a Mantova per sospetta partecipazione alla cospirazione militare di quell'anno, per essere poi liberato nel 1819. Durante l'insurrezi one del 1848 fu posto a capo delle forze militari di Brescia dal governo provvisorio lombardo. In seguito venne nominato generale d'armata da Carlo Alberto.( % 0 1  1J \ 2 2 0 Mauro MacchiPatriota e scrittore (Milano 1818-Roma 1880). Laureatosi in giurisprudenza a Pavia, collabor a vari periodici milanesi, fra cui lo "Spettatore industriale" (1844-46). Lasciata la Lombardia dopo l'agosto 1848, fu dapprima a Torino, dove fond il "Giornale proletario" (luglio-settembre 1849), e poi a Genova, dove fond "L'Italia" (marzo-settembre 1850). Nel 1850 emigr nel Canton Ticino, e qui cooper con il Cattaneo nell'attivit della tipografia di Capolago. Tempo dopo rientr negli Stati Sardi, dove sostenne posizioni moderatamente democratiche e critiche nei confronti di Mazzini. Nel 1859, dopo la liberazione della Lombardia che fece seguito alla seconda guerra d'indipendenza, fond a Milano il quotidiano "La Libert". Lo stesso anno, scoppiate le insurrezioni nei ducati di Modena e Parma, fu segretario del ministero della Guerra del dittatore dell'Emilia L.C. Farini. Tornato a Genova, nel 1860 collabor all'organizzazione delle spedizioni di volontari in Sicilia in appoggio a Garibaldi. Eletto deputato nel collegio di Cremona, sedette alla Camera nei banchi della Sinistra dal 1860 al 1879, quando venne fatto senatore. Tra i suoi scritti sono da ricordare "Le contraddizioni di Vincenzo Gioberti" (1852), "Studi Politici" (1854) e "Almanacco istorico d'Italia", che venne pubblicato dal 1868 al 1880, anno della sua morte in Roma.( % 0 1 1K w< a ; D{ 0 "Goffredo MameliPoeta e patriota italiano (Genova 1827 - Roma 1849). All'et di vent'anni aveva gi composto i suoi primi versi romantici ed appassionati, fra cui "La vergine e l'amante", "Il giovine crociato" e "L'ultimo canto". Nei primi mesi del 1847, stimolato dalla situazione politica italiana, compose l'ode ai Fratelli Bandiera, che documenta l'orientamento democratico del poeta. Nel 1847 partecip alle manifestazioni patriottiche di Genova e, nel settembre dello stesso anno, compose l'inno Fratelli d'Italia (dal 1946 inno nazionale italiano), che musicato da Novaro ebbe subito notevole popolarit. Conosciuto Mazzini, contribu all'evoluzione politica degli stati sardi verso lo sbocco costituzionale, facendosi portavoce, durante la manifestazione del 1 gennaio 1848, della richiesta dello Statuto a Carlo Alberto. Durante le "Cinque giornate di Milano" accorse in aiuto della citt con un gruppo di trecento uomini e, nei mesi successivi, prese parte alle vicende della I guerra d'indipendenza. Rientrato a Genova dopo l'armistizio di Salasco (1849), pubblic l'inno militare musicato da Verdi. Nel novembre dello stesso anno raggiunse con altri volontari Garibaldi, con il quale entr a Roma dopo la fuga di Pio IX; qui lavor per cercare di realizzare una Costituente italiana. Tornato a Genova per breve tempo, fu poi di nuovo a Roma per combattere al fianco di Garibaldi in difesa della Repubblica Romana a Palestrina, a Velletri ed infine al Gianicolo, dove il 3 giugno venne ferito ad una gamba; mal curato, mor dopo un mese di sofferenze a causa di una cancrena.( % 0 [*a 1L % CGiuseppe MazzinidisableButton("MenuPrec")A % + &,025Giuseppe Mazzini e ? L0"Uomo politico italiano (Genova 1805 - Pisa 1872). Figlio di Giacomo e Maria Drago, crebbe in un ambiente familiare ricco di tradizioni democratico-repubblicane; la madre gli comunic la severa coscienza morale ed il senso religioso della vita che, in seguito, furono alla base del suo pensiero. Laureatosi in legge (1827) ed iscrittosi alla Carboneria, altern azione politica ed attivit letteraria: di q%  uesti anni sono gli articoli, apparsi prima sull'Indicatore genovese e poi sull'Indicatore livornese, in cui afferma la funzione civile dell'arte e dell'impegno politico-sociale degli scrittori. % '  0Arrestato nel 1830 per la denuncia di un delatore, fu internato per qualche tempo a Savona. Liberato nel febbraio del 1831, prefer l'esilio al domicilio coatto rifugiandosi a Marsiglia. Qui entr in contatto con gli ambienti dell'emigrazione politica e dei gruppi buonarrotiani e sansimonisti, distaccandosi dalla Carboneria. Matur cos il convincimento che la redenzione d'Italia richiedeva un moto di rinnovamento morale e spirituale fondato innanzitutto sulla certezza religiosa che ogni nazione debba compiere una missione stabilita da Dio, per il tramite del suo popolo. Condizione essenziale era che quest'ultimo fosse pienamente padrone di s, nella libert di una Repubblica indipendente e unitaria, in quanto solo cos avrebbe potuto farsi "profeta" di Dio e partecipare al pi vasto piano di redenzione di tutta l'umanit. All'Italia spettava il compito di iniziatrice e di guida: alla Roma imperiale e papale si sarebbe sostituita la Roma del popolo, dietro il cui esempio gli altri avrebbero realizzato l'unione di libere e solidali societ nazionali che avrebbero collaborato fra loro verso un processo di unificazione sempre pi vasto. @ ' 3 0Mosso da tali idee, nel 1831 fond a Marsiglia la Giovine Italia, il cui scopo era realizzare la Repubblica italiana: "una, libera, forte, indipendente da ogni supremazia straniera e morale e degna della propria missione". In breve tempo, malgrado il disinteresse delle masse contadine, una fitta rete di cospiratori si distese negli Stati dell'Italia settentrionale. Quando per tutto appariva pronto per la prima insurrezione, la polizia sarda riusc a sventare il moto (1833) compiendo numerosissimi arresti e dodici esecuzioni capitali; Iacopo Ruffini, amico fraterno di Mazzini, si uccise in carcere nel timore di tradire i suoi compagni. L'anno successivo, abbandonati i progetti di un attentato alla vita del re di Sardegna e di far insorgere Genova ed il Piemonte, la Giovine Italia entr in crisi. Mazzini, che rifugiatosi in Svizzera era stato condannato a morte in contumacia, reag agli insuccessi accentuando il carattere internazionale della sua azione e fondando a Berna (1834) la Giovine Europa. Espulso dalla Svizzera e costretto a riparare in Inghilterra (1837), dopo aver dubitato per qualche tempo degli stessi presupposti della sua azione politica, ristruttur la Giovine Italia (1838), sempre pi convinto della necessit di una reale partecipazione delle classi lavoratrici. :A' ' 0Scoppiati i moti del 1848, accorse a Milano dove, accantonata ogni pregiudiziale repubblicana, appoggi l'iniziativa di Carlo Alberto, salvo riprendere la sua libert d'azione quando prevalsero le tendenze annessionistiche anche in seno al governo provvisorio: fond cos "L'Italia del Popolo". Rifugiatosi a Lugano dopo le vittorie austriache e l'infelice moto in Val d'Intelvi, che avrebbe dovuto essere l'attuazione pratica della lotta "per bande" teorizzata fin dal 1833, accorse a Roma dove fu eletto triumviro della Repubblica (29 marzo 1849) ed anim, con Saffi e Armellini, la difesa contro i Francesi. Alla caduta della citt ripar prima in Svizzera e poi in Inghilterra. Il fallimento di un tentativo insurrezionale a Milano (1853) aument il dissenso serpeggiante nelle sue file: mentre alcuni (Ferrari, Montanelli e Pisacane) volevano imprimere un contenuto maggiormente sociale al movimento democratico, molti altri ritenevano necessario accostarsi al Piemonte sabaudo, opponendo cos al recente Partito d'Azione (1853) la fondazione della Societ Nazionale (1857). Scoppiata la guerra del 1859, Mazzini condann l'alleanza franco-piemontese, foriera di ulteriore asservimento allo straniero, ma esort gli Italiani a partecipare alla guerra regia. Dopo Villafranca cerc inutilmente di A promuovere una spedizione nell'Italia centro-meridionale e, nel 1860, accorse a Napoli per chiedere a Garibaldi di proseguire verso Roma e Venezia. Osteggiato da pi parti, ritenendosi un "esule in patria", prefer rifugiarsi nuovamente all'estero.  C' 0Nel 1864 partecip alla fondazione della I Internazionale, dalla quale per decise di allontarsi subito per gravi contrasti con Marx. Ancora nel 1864 fu promotore dell'atto di fratellanza tra le organizzazioni operaie, poi ribadito nel 1871 col Patto di Roma. Tuttavia, da un lato la propaganda di Bakunin e dall'altro quella socialista continuavano a sottrargli adesioni e simpatie. La sua decisa condanna della Comune e la contemporanea presa di Roma finirono con l'isolarlo completamente. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in Italia, sotto il falso nome di dottor Brown. Mor a Pisa, nel 1872, a casa dell'amica Giannetta Nathan Rosselli. 1AC1MCIF4C!F2 20 Agesilao MilanoPatriota italiano (San Benedetto Ullano, Cosenza, 1830-Napoli 1856). Mazziniano, combatt nel 1848 in Calabria nelle formazioni del Ribotti. Nel 1856, arruolato nel battaglione di Cacciatori di stanza a Napoli, concep il proposito di uccidere il re Ferdinando II. Comp l'attentato la mattina dell'8 dicembre 1856, ferendo il re con un colpo di baionetta mentre passava in rivista le truppe nel campo di Capodichino. Arrestato e condannato a morte, fu impiccato la mattina del 13 dicembre.(CIF% 0 1!FzF1(NzFqJIFIJ2 2;0 Mattia MontecchiPatriota italiano (Roma 1816 - Londra 1871). Carbonaro dal 1834, prese parte attiva alle cospirazioni del 1843-44, in seguito alle quali, arrestato nell'aprile del 1844, fu condannato all'ergastolo l'agosto 1845. Amnistiato da Papa Pio IX nel luglio 1846, partecip al movimento liberale e nel 1848 combatt nel Veneto con le truppe pontificie come aiutante di campo del generale A. Ferrari. Membro della Costituente romana del 1849, fu ministro del Commercio e sostituto al Ministero della Guerra della Repubblica. Caduta la Repubblica, si rifugi all'estero collaborando attivamente con Mazzini. Se ne allontan dopo il tentativo insurrezionale del 6 febbraio 1853, assumendo posizioni moderate che lo portarono ad accostarsi alla Societ Nazionale. Pi volte deputato del regno a partire dal 1862, nel 1870 accorse a Roma dove proclam una giunta di governo repubblicana, poi sciolta da Cadorna. (zFqJ% 0 X'IJJ1OJKNapoleone IIIdisableButton("MenuPrec")HqJK+ &:025Napoleone III Bonaparte J8, & 0 Imperatore di Francia (Parigi 1808 - Chislehurst 1873). Terzogenito di Luigi Bonaparte re d'Olanda e di Ortensia di Beauharnais, dopo Waterloo segu la madre ad Arenenberg (Turgovia), dove comp studi irregolari. Frequent la Scuola militare di Thun. Partecip all'insurrezione carbonara dell'Italia centrale del 1831; sfuggito agli austriaci, viaggi in Svizzera, Germania, Belgio ed Inghilterra. Divenuto nel 1832 l'erede dei Bonaparte, tent per due volte di far rifiorire nella memoria dei francesi il ricordo di Napoleone I: la prima volta ne ricav l'esilio negli Stati uniti e la seconda il carcere a vita nel forte di Ham. Fuggito sei anni dopo (25 maggio 1846), ripar in Inghilterra. Rientrato in Francia nel 1848, divent deputato all'Assemblea Nazionale. il 10 dicembre dello stesso anno fu eletto presidente, coi voti dei cattolici, dei socialisti e dei contadini. Nel 1849 contese all'Austria il predominio in Italia schiacciando la Repubblica Romana di Mazzini. Entrato in contrasto con l'Assemblea Legislativa eletta nel 1849, il colpo di Stato del 2 dicembre 1851 gli consent di farsi proclamare presidente per dieci anni. il 2 dicembre 1852 assunse la carica di imperatore. Sostenitore della reK8qJvisione dei trattati del 1815 e dell'intesa con l'Inghilterra, insieme a quest'ultima mosse guerra alla Russia nel 1854-56 (guerra di Crimea) spezzando per sempre la risorta Santa Alleanza. Nel 1859, alleatosi al Regno di Sardegna, batt l'Austria a Magenta (4 giugno) e a Solferino (24 giugno), perseguendo lo scopo, concordato con Cavour a Plombires nel 1858, di creare un Regno dell'Alta Italia per i Savoia. Tuttavia, l'operazione gli sfugg di mano ed in due anni quasi tutta la penisola fu unificata: ne ricav la cessione di Nizza e della Savoia.K$' 0Inimicatosi i cattolici per la sua acquiescenza alla mutilazione dello Stato Pontificio e lo Zar Alessandro II per la sua proposta di convocare un Congresso per risolvere la questione della Polonia, insorta contro i Russi (1863), inizi poi il suo lento declino. La spedizione messicana, iniziata nel 1862, fin in un disastro (1867); Sadowa (1866) accrebbe il prestigio della Prussia ferendo l'orgoglio francese; Mentana (1867) irrit gli Italiani. Nel 1870 fu spinto dalla corte a cercare una vittoria diplomatica sulla Prussia circa la candidatura di un Hohenzollern al trono di Spagna: l'operazione, mal condotta, port alla guerra franco-prussiana e Napoleone III, sconfitto a Sedan (2 settembre), fu fatto prigioniero e dichiarato decaduto da un governo provvisorio formatosi a Parigi. Dopo una breve detenzione a Wilhelmshhe, si ritir nel 1871 a Chislehurst (Inghilterra) dove mor nel gennaio del 1873 in seguito a un difficile intervento chirurgico. {Q8* "0 Personalit complessa, di temperamento romantico, idealista, quasi sognatore, fu autore di saggi di argomento militare (Du pass et du prsent de l'artillerie), tecnico (progett lo scavo del canale di Nicaragua), storico (scrisse una Vita di Giulio Cesare), politico-sociale (Ides napoloniennes; L'extinction du pauprisme) i quali ultimi ebbero molta influenza sul rilancio del bonapartismo. Fu anche l'iniziatore dell'espansione francese sul continente asiatico fiancheggiando nel 1858 e 1860 l'Inghilterra in due spedizioni armate contro la Cina e conquistando la Cocincina (1863).\+$1<P=HGiovanni NicoteradisableButton("MenuPrec")B=+ &.025 Giovanni Nicotera y3 40" Patriota e uomo politico italiano (Sambiase, Catanzaro, 1828-Vico Equense, Napoli, 1894). Nipote paterno di Benedetto Musolino e discepolo di Luigi Settembrini, partecip fin da giovanissimo alle cospirazioni antiborboniche. All'et di quattordici anni era gi iscritto alla "Giovine Italia". Distintosi durante le insurrezioni calabresi del 1847 e del 1848, ricercato dalla polizia, fugg dapprima a Malta e poi a Corf. Rientrato in Italia, partecip nel 1849 alla difesa della Repubblica Romana, rimanendo ferito. Quindi si spost a Torino, dove si leg ai gruppi dell'emigrazione meridionale di orientamento democratico. y=C T0Pisacane.hlpNel 1857 partecip alla spedizione di Carlo Pisacane. Giunto a Sapri, si mise in cerca degli assassini di Costabile Carducci e, tra questi, del prete Peluso in particolare, ritenuto il responsabile primo dell'omicidio; non riuscendo nel suo intento, appicc il fuoco alla porta del palazzo in cui il prete abitava. Ferito durante il prosieguo della spedizione, riusc a scampare all'eccidio di Sanza fingendosi morto. Arrestato poco dopo dai borbonici, fu processato e condannato a morte nel luglio 1858. Graziato, venne condannato al carcere a vita ed incarcerato nell'isola di Favignana, nelle Egadi. Liberato nel 1860 dalla spedizione dei Mille, si rec a Genova dove Mazzini gli affid il comando di un corpo di volontari che, in appoggio a Garibaldi, avrebbe dovuto invadere lo stato pontificio muovendo dalla Toscana e che, invece, per volere di Cavour prosegu per Palermo. mH* "0 Eletto deputato di Salerno nel giugno del 1861,H sedette nelle file della Sinistra. Dimessosi dalla camera nel 1863, fu rieletto nel 1864. Democratico e repubblicano, prese parte alle campagne garibaldine del 1866 e del 1867 ed alla terza campagna d'indipendenza. Quando nel 1876 la Sinistra sal al potere, fu nominato ministro degli interni del governo Depretis; combatt nel mezzogiorno il brigantaggio, la camorra e la mafia e prepar numerosi progetti di legge. Dimessosi dal governo nel dicembre del 1877, continu a sedere in parlamento passando a posizioni nettamente conservatrici e monarchiche. Infine, ottenne nuovamente la carica di ministro degli interni nel governo Di Rudin, che tenne dal febbraio del 1891 al maggio del 1892: durante questo mandato dette ordine alla cavalleria di sciabolare gli operai che prendevano parte alla giornata del primo maggio 1891. Alla sua morte, verificatasi a Vico Equense (Napoli) il 12 giugno 1894, l'allora Sindaco di Sapri, Filomeno Gallotti, invit Giovanni Bovio a tenere la commemorazione nella cittadina che lo aveva visto sbarcare insieme ai "trecento" di Carlo Pisacane.1y1QyX)H/ ,S0 Nicholas-Charles-Victor OudinotGenerale francese (Bar-le-Duc 1791-Parigi 1863). Figlio del maresciallo di Francia, fu aiutante di campo di Massna in Spagna (1810) distinguendosi poi nelle battaglie di Lipsia e di Hanau. Caduto Bonaparte, pass ai Borbone. In seguito, prese parte alla campagna d'Algeria (1835). Deputato nel 1842 e membro della Costituente nel 1848, nel 1849 comand il corpo di spedizione che pose fine alla Repubblica Romana. Si oppose al colpo di Stato di Luigi Napoleone del 2 dicembre. Arrestato, fu liberato poco dopo. (y% 0 Y(R1LRRGuglielmo PepedisableButton("MenuPrec")?+ &(025Guglielmo Pepe qR53 40"!Generale e patriota italiano (Squillace 1783 - Torino 1855). Fratello del generale napoletano Florestano Pepe, frequent la Nunziatella. Ancora giovanissimo, nel 1799 combatt nelle file della milizia della Repubblica Partenopea. Fatto prigioniero ed esiliato in Francia, combatt con Napoleone a Marengo (1800) nella Legione italiana del generale Lechi. Dopo Lunville torn a Napoli, dove cospir contro i Borboni. Nel 1803 fu nuovamente arrestato per aver fomentato un'insurrezione in Calabria e condannato all'ergastolo. Rimesso in libert dai francesi di Giuseppe Bonaparte (1806), partecip a numerose battaglie. wN) 0Divenuto nel 1818 generale nell'esercito borbonico, ader alla rivoluzione liberale del 1820 determinandone il successo iniziale. Nominato comandante supremo dell'esercito costituzionale, combatt a Rieti (7 marzo 1821) contro gli austriaci e, sconfitto, fu costretto a rifugiarsi dapprima in Inghilterra e poi in Spagna, dove pubblic una serie di scritti in cui sosteneva l'opportunit di una guerra partigiana per liberare il paese. Tornato a Napoli nel marzo del 1848, ottenne da Ferdinando II di Borbone il comando delle truppe che avrebbero dovuto combattere contro gli Austriaci nell'Italia settentrionale. Richiamato a Napoli dopo la giornata del 15 maggio, si rifiut di obbedire e, con i pochi reparti rimastigli fedeli, accorse a difesa di Venezia. Giunto nella citt lagunare il 13 giugno, il 16 venne nominato comandante supremo delle truppe che difendevano la repubblica. Caduta la citt (agosto 1849), and in esilio a Corf e a Parigi. Dopo il colpo di Stato del 2 dicembre si rec a Torino, dove trascorse i suoi ultimi anni. Pubblic numerosi scritti di carattere politico e militare; tra essi "Memoria sui mezzi che menano all'italiana indipendenza" (1836), "L'Italia militare" (1836), "Memoria intorno alla sua vita e ai recenti casi d'Italia" (1846), "Histoire des rvolutions et des guerres d'Italie en 1847, 1848, 1849" (1850).1510S?(, (&0(Rosolino Pilo(P% 0 l1(; De0 ""☈4 Patriota italiano (Palermo 1820 - 1860). Di famiglia nobile, studi presso i padri teatini, prima in Sicilia e poi, dal 1831, a Roma. Tornato a Palermo, partecip alle cospirazioni antiborboniche e fu tra i promotori del moto insurrezionale del 12 gennaio 1848. Membro del governo provvisorio siciliano e direttore dell'artiglieria delle milizie dell'isola, critic poi le incertezze dei dirigenti del moto, arrivando a posizioni mazziniane. Rifugiatosi a Genova nell'aprile del 1849, entr in relazioni dirette con Mazzini ed ebbe un ruolo di primo piano nel movimento repubblicano, cooperando alla preparazione della celebre spedizione di Carlo Pisacane a Sapri, avvenuta nel 1857 ed alla quale non pot prendere parte perch ricercato dalla polizia sarda. Costretto a lasciare gli stati sardi perch implicato nel tentativo di impadronirsi degli arsenali e dei forti genovesi (1857), ripar prima a Malta e poi a Londra. Tornato in Italia nel luglio del 1859, ebbe da Mazzini l'incarico di recarsi in Romagna per indurre i corpi volontari di stanza l ad invadere gli stati pontifici. Arrestato a Bologna e liberato il 25 settembre per intervento del Garibaldi, fu espulso in Svizzera. Tornato a Genova nel dicembre, si adoper con Crispi a preparare l'insurrezione in Sicilia, imbarcandosi per l'isola (14 marzo 1860) allo scopo di trasportarvi armi e reclutare squadre di insorti, appena informato che Palermo era pronta all'azione. Approdato nei pressi di Messina il 10 aprile, sei giorni dopo l'inizio dell'insurrezione di Palermo, percorse le campagne dell'isola, animando gli insorti e preparando cos il terreno ai Mille di Garibaldi, che sbarcarono l'11 maggio. Concentrate le sue squadre sulle alture di San Martino (nei pressi di Palermo) per facilitare l'attacco di Garibaldi, fu colpito mortalmente il 21 maggio 1860.(P% 0 11)T  ; D+0   Silvia Pisacane(Genova 1852 - Napoli 1890) Dopo la morte del padre fu adottata da Nicotera, ma gi nel 1857 Bertrani e Cosenz, e molti altri compagni di Carlo, avevano deciso di promuovere una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari a pagare la sua educazione. Pi tardi, grazie all'interessamento di Saffi, Nicotera e Campanella, si riusc a convincere Garibaldi a firmare un decreto per l'assegnazione di una rendita vitalizia, che le permetter di pagare la retta del collegio delle Peschiere diretto dal Mercantini, dove rester fino al 1864. Silvia Pisacane sar l'attenta depositaria della memoria del padre: si preoccuper di conservare con estrema cura tutte le carte private dei genitori, compreso il carteggio Carlo-Enrichetta. Purtroppo tali documenti furono distrutti dopo la sua morte per intervento di una sorella del Nicotera, che giudicava tali incartamenti estremamente immorali.( % 0 1 > 1U> R  2 2A0 Raffaele PoerioOriginario del Catanzarese e protagonista dei moti del 1820. Nella legione straniera alla vigilia del 1848 pu fregiarsi dei gradi di colonnello, ma, ai primi segnali di movimenti insurrezionali in Italia, non esiter ad abbandonare la terra d'Africa e a guidare con i gradi di generale di brigata una divisione del neo costituito esercito lombardo. I rapporti con Pisacane saranno sempre ottimi, tanto che dopo la tragica spedizione la figlia Nina Poerio, moglie di Giovanni Nicotera, si occuper della figlia di Carlo.(> % 0 11 VcFF;F2 2)0 Maurizio QuadrioPatriota italiano (Chiavenna, Sondrio, 1800 - Roma 1876). Nel marzo 1821, mentre era studente di lettere all'universit di Pavia, form con altri studenti il "Battaglione della Minerva", con il quale si rec;F in Piemonte per difendere la causa liberale. Fallita la rivoluzione, ripar dapprima in Spagna e poi in Russia, ove rimase fino al 1833, prendendo parte alla rivoluzione polacca del 1830. Tornato in Italia nel giugno 1833, nel gennaio 1834 fu arrestato e condannato alla pena di morte, pena poi commutata in 6 mesi di carcere e nella libert vigilata sino al 1838. Accostatosi a Mazzini durante le Cinque giornate di Milano (1848), fu nominato commissario del governo provvisorio lombardo per la Valtellina, collaborando poi con Mazzini al tentativo insurrezionale della Val d'Intelvi (ottobre). Pass poi in Toscana (1849) dove venne nominato da Guerrazzi segretario del triumvirato e infine a Roma dove combatt per la Repubblica. Esule, dopo la caduta della Repubblica Romana, a Marsiglia, in Svizzera e a Londra, fu uno dei membri del partito d'azione pi fedeli a Mazzini, svolgendo un'intensa attivit di collaborazione e di direzione nella stampa periodica repubblicana: "Italia del Popolo", "Italia e Popolo", "Pensiero e azione". Fu tra gli organizzatori dei moti del 1853 a Milano e del 1857 a Genova e Livorno. Rientrato definitivamente in Italia nel 1859, a causa delle sue idee intransigentemente repubblicane non partecip n alla guerra d'indipendenza n alla spedizione in Sicilia di Garibaldi, al quale anzi rinfacci pi volte con veemenza di aver ceduto alla monarchia. Giornalista efficace e polemicamente impetuoso, diresse dal 1860 al 1871, prima a Genova e poi a Milano, il quotidiano "Unit italiana" ed a partire dal 1872 la romana "Emancipazione".(cF% 0 1;FF1WFJKcFI2 230 Pietro RoselliGenerale e patriota italiano (Roma 1808 - Ancona 1865). Fratello di Ercole, ufficiale dell'esercito pontificio, entr nelle fila dello stesso nel 1828. Nel 1848, alla testa di una battaglione di volontari, prese parte con il grado di maggiore alla prima guerra d'indipendenza. Generale di divisione dell'esercito della Repubblica Romana del 1849, ebbe il comando della difesa della citt, esperienza durante la quale entr spesso in contrasto con Garibaldi (impresa di Velletri) e cessata la quale si ritir a vita privata. Nel 1859 comand una divisione di volontari nella guerra contro l'Austria. Nel 1860, entrato a far parte dell'esercito italiano con il grado di tenente generale, ebbe il comando della piazza di Ancona fino al 1862, anno in cui fu messo a riposo.(FJ% 0 1I8J1X8JOvJN2 20 Gabriele RossettiLetterato italiano (Vasto, Chieti, 1783 - Londra 1854). Librettista del teatro San Carlo di Napoli durante il regno di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat, per esso compose alcuni melodrammi. Ottenne in seguito la carica di conservatore dei marmi e dei bronzi antichi del museo di Napoli. Avendo partecipato ai moti liberali del 1820 nel regno di Napoli, ripar prima a Malta e poi, nel 1824, a Londra, dove si stabil. Tra i suoi volumi di poesie, che traducono violenza giacobina o passione religiosa in un cantabile sentimentalismo, vanno ricordate "Odi cittadine" (1820), "Iddio e l'uomo" (1833), "Il veggente in solitudine" (1846), "L'arpa evangelica" (1852). Molto interessanti i suoi scritti su Dante in chiave neo-ghibellina: "Commento analitico alla Divina Commedia (1826-27), "Il mistero dell'amor platonico svelato" (1840), "Ragionamenti sulla Beatrice di Dante" (1842). Scrisse inoltre alcuni saggi di polemica antipapale. Analoga vena poetica mostrarono poi i suoi figli Dante Gabriele (pittore e poeta inglese), William Michael (critico d'arte e letterato inglese) e Christina (poetessa inglese).(8JO% 0 1N9O1Z Y9OiOA2 2 0 Aurelio SaffiScrittore e uomo politico italiano, nasce a Forl nel 1819. Laureatosi in legge a Ferrara (1841), dopo aver fatto pratica forense9OAO a Roma, alla fine del 1844 ricopr cariche amministrative nella citt natale. Favorevole ad un programma di radicali riforme nello stato pontificio, redasse e pubblic nell'aprile 1846 una vibrata rimostranza anonima contro il malgoverno papale e l'abbandono dell'alleanza con l'Austria, appoggiando le iniziative riformatrici del nuovo pontefice Pio IX. Avvicinatosi alle posizioni Mazziniane nel corso del 1848 ed eletto deputato di Forl alla Costituente Romana, nel gennaio del 1849 si rec a Roma, dove nel febbraio fu nominato ministro degli interni della Repubblica Romana ed il 29 marzo triumviro con Mazzini ed Armellini. Esule dopo la caduta della Repubblica Romana, dapprima in Svizzera e poi a Londra nel 1851, dove incontr e spos nel 1857 Giorgina Crawford fervente mazziniana, fu tra i pi attivi collaboratori del Mazzini, con il quale prepar il tentativo insurrezionale del febbraio 1853. Trasferitosi a Oxford nel novembre del 1853, tenne una serie di letture in Inghilterra e Scozia a favore della causa nazionale italiana, collaborando con vari periodici italiani ed inglesi (Italia e popolo, pensiero e azione, etc.) Tornato in Italia nell'agosto del 1860, diresse per qualche tempo il quotidiano mazziniano napoletano Il popolo d'Italia e fu eletto deputato nel 1861, ma si dimise nel gennaio del 1864. Figura centrale nel movimento repubblicano di stretta osservanza mazziniana, dopo la morte di Mazzini cur la prosecuzione degli scritti del rivoluzionario genovese. Fu poi lettore e successivamente incaricato all'universit di Bologna. Mor a Forl nel 1890.(9Oi% 0 1A1Z"`.i2 2]0 Giovanni Battista VarUomo politico italiano (Venezia 1817 - Roma 1884). Avvocato, ebbe una parte di rilievo nella rivoluzione veneziana del 1848 e fu tra i deputati della prima e della seconda assemblea veneziana. Esule in Svizzera, a Lugano, dopo la caduta della citt lagunare (1849), si leg a Mazzini e collabor all'Italia del Popolo. Tornato in Italia, dopo la liberazione del Veneto, fu dapprima in Piemonte e poi a Genova, ove esercit l'avvocatura. A causa della sua attivit politica fu incarcerato per alcuni mesi nel 1857. Trasferitosi a Milano dopo la liberazione della Lombardia (1859), fu eletto alla Camera dei Deputati, di cui ebbe la vicepresidenza durante la XIV e XV legislatura, dal 1866 fino alla sua morte. Inoltre fu ministro della giustizia nel secondo gabinetto Cairoli (1879).("% 0 1S1[SR"׌2 20 Candido Augusto VecchiPatriota italiano (Fermo 1810 - Ascoli 1869). Stabilitosi in giovent a Parigi, partecip alla rivoluzione del febbraio 1848. Volontario nella campagna del 1848, fu eletto deputato alla Costituente Romana e si distinse nella difesa della Repubblica (1849). Esule in Corsica e negli Stati Sardi, nel 1860 prese parte nelle file garibaldine alla liberazione del Mezzogiorno e fu aiutante di campo di Garibaldi a Milazzo e al Volturno. Deputato al parlamento negli anni 1861-1865 e 1865-1867, lasci vari scritti, tra cui "L'Italia. Storia di due anni (1848-1849)".(S% 0 1׌01\03 4#0 TelegrafoNel 1857 era gi in uso il telegrafo morse e, da Salerno a Brindisi, esisteva il telegrafo elettrico, che seguiva pi o meno il percorso dell'antica Via Appia. In effetti Pisacane non era consapevole di questo pericolo ed infatti, appena arrivato al Fortino, mise immediatamente fuori uso quello elettrico. Il telegrafo ottico di Capitello era invece sfuggito alla sua attenzione.10%1]%>(M% 07Y+%. *W0ڀ Appello degli insorti all'equipaggio del piroscafo "Cagliari".Noi vogliamo risparmiare il sangue; il nostro intento di liberarMe i nostri fratelli dalle prigioni del Re bomba di Napoli cos disprezzato dagli Inglesi. Dovreste prestarci mano a questo oggetto del quale vi renderete onorati di aver fatto una buona azione,azione la quale tanto l'Italia che l'Inghilterra l'approva. Avrete anche il merito di aver preservato questo bastimento per i vostri principali. La resistenza inutile,noi siamo risoluti di adempiere il nostro dovere o morire.(M% 0 `a' 0 Il 25 Giugno 1857alle ore 8 e un quarto pomeridiane.Distanti 12 miglia dal porto di Genova.*& 0 ca( 0ڀ - Archivio di Stato di Salerno - Gran Corte Criminale,Processi Politici,busta 210,fascicolo 2.(>% 0 1o1"^o`>82 2/0 CilentoIl Cilento costituisce la porzione meridionale della regione Campania, in provincia di Salerno. Il nome deriva da Cis-Alentum (al di qua dell'Alento). compreso tra la Piana del Sele a Nord, i Monti Alburni a Nord-Est, il Vallo di Diano a Est, il Golfo di Policastro a Sud e la costa tirrenica a Ovest. Le cime pi elevate sono il monte Cervati (1898 m), il monte Faiatella (1710 m), il monte Sacro (1705 m), il monte Scuro (1610 m) e la Raia del Pedale (1521 m); i fiumi principali l'Alento, il Bussento, il Lambro, il Mingardo, il Peglio, il Calore ed il Solofrone. Il litorale, molto accidentato, presenta promontori rocciosi, piccole baie, pittoresche insenature e strette spiagge sabbiose. Scarsamente popolato (ca. 180.000 abitanti), possiede un'economia fondata in massima parte su attivit agro-silvo-pastorali, pesca e terziario, cui durante la stagione estiva si aggiunge il turismo balneare.(o`% 0 181I_`3 40 Golfo di PolicastroAmpia insenatura del Mare Tirreno, estesa da punta degli Infreschi, in Campania, fino a capo Scalea, in Calabria. I principali centri abitati sono Policastro Bussentino, Sapri, Maratea e Praia a Mare.11`Ci6C3 4m0 Canale di Mezzanotte una profonda incisione, con pareti quasi verticali, impostata su una faglia con direzione all'incirca SW-NE. Verso monte si spinge fin quasi alle pendici di Monte Palladino (711m) e Monte Spina (733m), mentre verso mare termina con l'omonima spiaggetta raggiungibile in barca. 1t1atZCZ3 4g0 RivelloCentro abitato della provincia di Potenza, in Basilicata, ubicato nel circondario di Lagonegro, su un'altura da cui si domina la valle del fiume Noce. Vi risiedono 3131 abitanti su un territorio comunale ampio 68,94 kmq. L'economia della zona fondata sulla produzione di cereali, uva da vino, frutta, ortaggi e foraggi e sulla pastorizia; cui si aggiunge l'artigianato orafo, della lavorazione del rame e del ricamo.1t1!b{Z{3 4{0 MarateaPaese della provincia di Potenza, ubicato nel circondario di Lagonegro, in posizione da cui si domina l'intero Golfo di Policastro. Vi risiedono 5361 abitanti, ripartiti in numerosi centri abitati, su un territorio ampio complessivamente 67,32 kmq. L'economia della zona si basa in primo luogo sul turismo e, in minore misura, sulla produzione di frutta, ortaggi, olive, fiori e foraggi, nonch di lavorati alimentari e tessili.11Vc %{ 3 40 Casaletto SpartanoCentro abitato della provincia di Salerno, sito nell'immediato entroterra del Golfo di Policastro. In un territorio ampio 70,17 kmq, risiedono 1960 abitanti, dediti prevalentemente ad attivit agro-silvo-pastorali. {1=1d=T 3 40 TortorellaCentro abitato in provincia di Salerno, sito nell'immediato entroterra del Golfo di Policastro, su un'altura (circa 580 metri sopra il livello del mare) da cui si domina la valle del fiume Bussento. In un territorio ampio 49,69 kmq, risiedono soli 737 abitanti, dediti in massima parte ad attivit agro-silvo-pastorali.1=1e{3 40 TorracaCentro abitato in provincia di Salerno, sito nell'immediato entroterra del Golfo di Policastro e del comune di Sapri, sviluppatosi in collina (circa 400 metri sopra il livello del mare) intorno al castello baronale del XVIII secolo. In un territorio ampio 15,69 kmq, vivono 1175 abitanti dediti alla produzione di cereali, ortaggi, frutta, uva da vino ed olive. 11fko=C2 2{0 VibonatiCentro abitato in provincia di Salerno, arroccato su una collinetta (circa 130 metri sopra il livello del mare) nell'immediato entroterra del golfo di Policastro. In un territorio ampio 20,34 kmq, vivono 3049 abitati, ripartiti fra il capoluogo e la frazione costiera di Villammare. L'economia, oltre che sul turismo, fondata sulla produzione di olive (ed olio), agrumi ed uva da vino. Il centro storico del capoluogo, che conserva quasi intatte le proprie strutture medievali e, in gran parte, percorribile solo a piedi, merita senz'altro una visita.(k% 0 1C1g 1k2 20 / PadulaCentro abitato ubicato sul versante orientale del Vallo di Diano, a circa 700 metri sopra il livello del mare, in provincia di Salerno. In un territorio ampio 66,63 kmq, vivono circa 6000 abitanti dediti a molteplici attivit produttive e commerciali: fra queste la produzione di cereali, l'allevamento e l'industria dei materiali da costruzione. L'abitato esisteva gi nel VI-V secolo a.C., come documentano i numerosi reperti di fattura enotria e greca conservati nel locale museo archeologico.) , &0  Molte le opere d'arte, di diverse epoche, che possibile ammirare in questa graziosa cittadina. Merita senz'altro un'accurata visita la pregevolissima Certosa di S. Lorenzo, un vasto complesso architettonico di stile prevalentemente barocco, la cui costruzione fu iniziata nel 1306 per volont dei feudatari dell'epoca, i Sanseverino, e che, malgrado i molteplici furti di opere d'arte susseguitisi nei secoli, va annoverata fra i pi importanti capolavori architettonici dell'intero meridione d'Italia.( % 0 1 O 1hO  _-  2 2[0 SanzaCentro abitato in provincia di Salerno, nell'alta valle del fiume Bussento (circa 600 metri sopra il livello del mare). Su un territorio ampio ben 127,11 kmq, vivono soli 3145 abitanti, dediti in massima parte ad attivit silvo-pastorali ed alla produzione di ortaggi, patate, cereali, frutta ed uva da vino. Questa cittadina tristemente nota per il massacro dei "trecento" di Carlo Pisacane, commemorato da un cippo posto poco fuori dall'abitato, che la tradizione vuole sia stato eretto nel punto esatto in cui Carlo Pisacane venne ucciso.(O  % 0 1 1it 6 :0 Apprezzami l'asinoIl tratturo era cos detto perch, essendo in alcuni punti molto stretto, allorquando si incontravano due asini, essendo questi restii a retrocedere, i rispettivi proprietari, apprezzato il valore dei due animali, erano costretti a sacrificare, gettandola dalla rupe, la bestia ritenuta di minor valore per lasciare la strada libera all'altra.1 @1 j @+E @E2 2 0 Piccola pianura costieraL'abitato di Sapri sorge in una piccola pianura costiera formatasi per l'accumulo di alcune decine di metri di sedimenti, di origine torrentizia e/o deltizio-litorale, in una depressione strutturale del substrato carbonatico e terrigeno prequaternario affiorante lungo i rilievi posti a cintura dell'abitato. I depositi pi recenti risalgono ad una fase di sedimentazione marina, connessa alla trasgressione versiliana che, dopo la glaciazione wrmiana, ha interessato l'intero Golfo di Policastro. Alla successiva fase regressiva ha fatto riscontro la creazione di ambienti continentali caratterizzati dal deposito di limi, sabbie e ghiaie ad opera dei torrenti che incidono la piana, ed in particolare del torrente Brizzi che sfocia in mare all'estremit orientale della piana. Nei primi secoli d.C. la linea di costa correva pi all'interno delineando piccole insenature riparate. Successivi eventi alluvionali, per lo pi da ricollegare alle fasi climatiche freddo-umide del V-VIII secolo e del XVI-XIX secolo, determinarono l'accumulo di depositi fluvio-torrentizi e la progressiva colmata delle insenature costiere, nonch la progradazione del litorale e quindi la spiaggia attuale.( @+E% 0 1E\E1ck\EG +EfG2 20 VegetazioneLa vegetazione quella caratteristica del Mediterraneo, con un alternarsi di gariga e "macchia", in cui specie arboree, quali il leccio, la roverella, l'olivastro ed il carrubo, sono associate a uno strato arbustivo variegato che regala i colori del lentisco, dell'alaterno, del mirto, della ginestra e dell'euforbia, cui si aggiungono caratteristici esemplari di agave. Pinete si spingono lungo la scogliera fin quasi ad incontrare le acque del mare.(\EG% 0 1fGG1|lG K#GJ/ ,0 Localit Carnale una piccola collinetta posta nell'immediato entroterra saprese, che per la posizione strategica rivestita lungo l'antica carovaniera di penetrazione alla Valle del fiume Noce, ha ospitato un importante stanziamento dell'et del Bronzo. L'insediamento, a cielo aperto, nell'insieme presenta i caratteri tipici del "castelliere". Ne provengono reperti ceramici indicanti un orizzonte medio-recente del Bronzo, databile fra il 1400 ed il 1200 a.C. Ancora in localit Carnale, a giustificare una salubre passeggiata in campagna, affiorano i resti di un'antica strada romana, che riprende la gi citata carovaniera, ed un graziosissimo ponticello medievale, che un tempo venne costruito per consentire l'accesso alla collinetta stessa.(G K% 0 1J;K1hm;KrN KJN2 20 Cultura appenninicaLa appenninica costituisce un importante momento culturale dell'et del Bronzo. Gli insediamenti sono di tipo stagionale, in grotte o ripari naturali, e legati essenzialmente al mondo della pastorizia (ovini), come documentato dai copiosi rinvenimenti di contenitori in grossolana ceramica "d'impasto" legati alla lavorazione del latte (bollitoi e fornelli di terracotta). Ad essa si associano, in piccola misura, l'agricoltura e, limitatamente agli insediamenti costieri, la pesca e la raccolta dei molluschi. Gli insediamenti di tipo fisso, talvolta consistenti in veri villaggi fortificati la cui economia era basata oltre che sulla pastorizia, sulla produzione e sul commercio di manufatti, sono rari.(;KrN% 01JNN1nN>\rN>3 40 Industrie musterianeLe industrie musteriane, rinvenute in tutta l'Europa (e con varianti nel Vicino Oriente, nel Nord Africa e nell'Asia centrale) documentano la pi importante cultura umana del Paleolitico medio e sono caratterizzate da diversi tipi di manufatti litici (raschiatoi, denticoN>rNlati, punte, grattatoi e bulini e perforatori).1No1<oos>K8 >I0  Massenzio Imperatore romano (280-312 d.C.). In seguito all'abdicazione di Diocleziano e di suo padre Massimiano nel 305 d.C., appreso che Costantino era stato acclamato Augusto, si fece riconoscere dai pretoriani il titolo di princeps (306 d.C.). Intanto, il padre Massimiano aveva ripreso il potere imperiale come Augusto, venendo presto a diverbio con lo stesso figlio, s da dover riparare presso Costantino. Cos Massenzio nel 307 d.C. si proclam Augusto controllando l'Italia ed in particolare Roma, dove fece costruire numerose opere pubbliche tra cui la basilica omonima. Fu battuto nel 312 d.C. da Costantino a ponte Milvio, dove mor annegando nel Tevere.(os% 0 1K1cpֆ s2 20 Fiume NoceNasce a circa 1400 metri di quota da sorgenti che sgorgano nella Murgia del Principe, un gruppo di colli alle falde settentrionali del Monte Sirino, nell' Appennino lucano. Raccoglie lungo il suo percorso le acque di un bacino idrografico che si estende per 378 kmq, ha una portata media di circa 7 mc al secondo ed la principale fonte di apporti detritici continentali lungo la costa marateota. Anticamente chiamato "Talaus", lungo complessivamente 45 chilometri. Durante il suo corso assume diversi nomi: Vallone della Pietra, Valle del Noce, Fiume Grande la Noce ed infine Fiumara di Castrocucco. Sfocia nel mar Tirreno a sud del territorio di Maratea, ove segna il confine fra Basilicata e Calabria.(ֆ% 0 11q&ֆ-# y=< F{ Cippo in Piazza Plebiscito Iscrizione D. M. LUCIO SEMPRONIO L. P. POM. PRISCO AED. DUOVIR. DES. V. A. XXV. MEN. VII.SI NON ANTE DIEM CRUDELIA FATA FUISSENTHIC PATER ET MATER DEBUIT ANTE LEGI1-׈1Ar׈? L  Obelisco in Largo dei Trecento (FOTO) IL 28 GIUGNO 1857 CARLO PISACANESBARCO' SU QUESTA SPIAGGIA PRECURSORE DI GARIBALDI SAPRI NEL CENTENARIO1׈1se8}- *pЀ// Statua di Pisacane nella villa comunale>' . / (FOTO))}% 11t5 8  Iscrizione CARLO PISACANE 1818-1857 SAPRI CHE IN EPOCA DI CIECO SERVAGGIO VIDE L'ARDENTE SOGNO UNITARIO DELL'EROE GIUNGERE DAL MARE SPEGNERSI LONTANONEL TRADIMENTO NEL SANGUE DI DIVINA LEGGENDA LO RITRAE VIVO NELLA SPLENDENTE REALTA' DELLA PATRIA RINATA_%  NELLA LUCE ABBAGLIANTE DI ROMA NEL CUORE DELLA GRANDE ITALIA FASCISTA1̍1bu̍is2 20 Torri costiereNel 1532, il Vicer spagnolo don Pietro di Toledo, a causa delle continue incursioni piratesche, progett di costruire lungo la costa del Regno di Napoli una serie ininterrotta di torri di avvistamento e difesa, l'una con l'altra in comunicazione visiva, allo scopo di consentire agli abitanti rivieraschi di porsi al riparo. Tuttavia, l'idea di far gravare la spesa sulle Universit (i municipi di allora), compromise il buon esito del progetto. Nel 1590, delle 339 torri costruite molte era̍sno gi in rovina per mancanza di manutenzione e/o per cattiva costruzione. I lavori subirono una decisa accelerazione solo nel 1594, allorch venne introdotta una apposita imposta di diecimila ducati. Nel complesso il progetto, portato avanti anche sulle coste dello Stato Vaticano durante il pontificato di Pio V, port alla costruzione di ben 379 torri.^̍& 0 Le torri costruite dalle Universit, da privati o dai monaci, hanno varia forma; quelle costruite per conto della Regia Corte hanno tutte forma quadrata, ma varia misura. Erano in genere a tre piani: il piano terra, adibito a magazzino ed all'alloggio dei cavalli; il primo piano, adibito all'alloggio degli armigeri; il secondo piano, riservato alla guardia ed alle batterie. Erano provviste di cisterna o, pi di rado, di pozzo. L'armamento consisteva di una colubrina (una sorta di piccolo cannone), due petriere (catapulte per il lancio di pietre) e pezzi di artiglieria di piccolo calibro. Inoltre, tutt'intorno alle ripide pareti esterne erano delle caditoie, in genere quattro per lato, utilizzate per lasciar cadere piombo, pietre ed olio bollente; due feritoie, praticate nelle mura di ogni piano, erano fatte su misura per la canna degli archibugi.(s% 0 b11~v*Descrizione di AntoninidisableButton("MenuPrec")K + &@025La descrizione di Antonini M#* $F0 Da "La Lucania" Napoli, 1795X' pԀDa qui cominciano gli edifici, che vanno stendendosi verso l'oriental riva; e specialmente sonovi due angusti acquedotti, di soda e durissima fabbrica, ed una lunga strada larga circa nove palmi, lastricata di piccole pietre. Al lato superiore di essa si vede una continuata muraglia d'opera reticolata, e frammezzata di larghissimi mattoni, che non si discerne, se di case, di Terme, o di altro fosse. All'altro capo di questa strada veggonsi molte picciole stanze rovinate di solidissima opera, che giudico fossero per servizio della marina, cos poste in fila sul mare. Nell'angolo di una di esse, meno dall'onde maltrattato, ho veduto chiarissimi indizi di pittura fatta su quella durissima incrostatura. E in piedi ancora quasi per met un edifizio, che mostra essere stato bislungo, la cui porta esposta ad oriente situata in mezzo a dodici nicchie, che dovevano servire ad altrettanti grandi statue. La sua lunghezza, tutta d'opera reticolata, diciassette passi ordinari, e di larghezza cinque. Poteva questo facilmente essere un luogo per trattenervi la gente al coverto dal sole e dall'acqua. oH' pԀVi si vede inoltre il pavimento d'un passeggiatoio dagli antichi forse detto ambulacro, lungo sessanta passi, cos forte ancora e duro che sembra fatto l'altranno. Non si deve, per, recar meraviglia, quando saprassi che da quattro piani, il primo di calce e di arena sola, il secondo di mattoni posti in taglio, il terzo di calce e mattoni pesti, e il quarto di calce e arena di fiume. Questo pavimento posto sopra dieci stanze fatte a volta, nelle quali adesso entra il mare da levante, e corre sopra otto altre stanze simili, che sono a greco e sono pi dell'altre rovinate.BU( 5pԀAlla punta di questo ambulacro trovasi un altro rovinato edifizio circolare attaccato ad uno di figura quadra, che parvemi fosse stato gi un bagno, perch vi s'imbocca uno degli acquedotti, ed era altres con molte divisioni, bench appena se ne possono distinguere sette; e perch sono ancora l presso due gran conserve da tener acqua, onde si potea far uso delle terme, cos mi conformai in questo mio pensiero. Pi in su sono tre altri acquedotti, ugualmente angusti, che gli altri due, ma straordinariamente massicci, e questi conducevano l'acqua a tre luoghi diversi. Qui poco lontano si veggono le rovine di un teatro, i cui gradi manifestamente il mostrano; e questo mi fa credere, che se non era Sapri una graUn citt, doveva almeno essere di qualche considerazione, tenendo il teatro. All'incontro il luogo, ove era il teatro vedesi in mare tre palmi sott'acqua la testa di una ben grossa colonna di granito, la cui altezza, stando conficcata tra quelle ruine, non ho potuto osservare, ma credo che si potrebbe con poca fatica scavare. *' ]pԀVerso l'imboccatura del porto dal lato occidentale sono gli interi fondamenti di circa venti altre stanze simili a quelle che sono nel lato orientale, quali potevano essere magazzini o altra specie di officine alla marina appartenenti; e poi intorno al porto veggonsi sott'acqua, ed al lido, grandi rovine di grandissime muraglie; sicurissimo, indubitato segno che sulla riva del mare e poco entro terra i cittadini abitassero.1U[1<w[f*>2 2c 0 CucinaLa gastronomia saprese fa parte a pieno titolo della cucina cilentana e, grazie ai prodotti del mare o dell'immediato entroterra, offre gustosissime pietanze condite con un ottimo olio ed accompagnate da un vino profumato e sincero. Meritano attenzione i formaggi (il caciocavallo, il cacioricotta, le ricotte di capra e di pecora, le mozzarelline nella mortella, il formaggio di capra) ed i salumi locali (la soppressata, il prosciutto, la ventresca). Tra i primi vanno ricordati i fusilli, i cavatielli, i ravioli con ricotta di capra, le lagane con i ceci, le linguine allo scoglio o al sugo di cernia, gli spaghetti alle patelle, la zuppa di pesce. Per secondo possibile scegliere fra i molti piatti a base di pesce (la spigola, il pesce spada, il pesce azzurro in gustose elaborazioni, i calamari ripieni, i cicinielli e tanti altri) o di carne "paesana" (fra gli altri: gli gliummarielli, le tracchiulelle ed il castrato). Da assaporare poi le tante pietanze preparate con verdure ed ortaggi di stagione. Per finire i dolci, quali le zeppole, gli strufoli, il ciambellone, le crostate alla frutta, gli scauratielli e, perch no, un bicchierino dell'ormai immancabile limoncello.([f% 07f5>1x Il proclama letto a TorracadisableButton("MenuPrec")L!f + &B025Il proclama letto a Torraca Y 4 60 Proclama letto da Pisacane a Torraca,con firma autografa di Nicotera(Archivio di Stato di Salerno,Gran Corte Criminale,Processi Politici,busta 210,fascicolo 10)Cittadini ! tempo di porre un termine alla sfrenata tirannide di Ferdinando II.A voi basta volerlo : l'odio contro di lui universalmente inteso.L'esercito con noi,la Capitale aspetta dalle Provincie il segnale della rivoluzione per troncare in un colpo solo la questione.Per noi il governo di Ferdinando ha cessato di esistere,ancora un passo ed avremo il trionfo,facciamo massa e corriamo ove altri fratelli ci aspettano.  * "0S dunque ! Chiunque atto a portare le armi ci segua.Chi non abbastanza forte per seguirci ci consegni le armi.Noi abbiamo lasciato famiglie ed agi di vita per gettarci in un'intrapresa che sar il segnale della rivoluzione,e voi ci guardate freddamente,come se la causa non fosse la vostra. Vergogna ! A chi potendo combattere non si unisca a noi; infamia a quei vili che nascondono le armi piuttosto che consegnarcele.S dunque Cittadini,cercate le armi nel paese e seguiteci. * "[0 La vittoria non sar dubbia. Il vostro esempio sar seguito dai paesi vicini,il vostro numero crescer ogni giorno,ed in breve tempo saremo un esercito.Viva l'Italia ! & #  11yj8PHelvS ^&OTms RmnF/& SymbolU2WV^Courier u+PRTimes New Roman$KArialD.& D,uVdMS SerifF&D,&T.MS Sans SerifTimesRP^1kHelveticaFЉ~҉FԍUSystemF+FFCourier NewtCourier 10cpiFFCourier 5cpiVF&Courier 6cpi^&GCourier 8.5cpivΚCourier 12cpi&vCourier 15cpiCourier 17cpi/Courier 20cpi]UScript 2.5cpiVvWScript 5cpiu.&u,Script 6cpi&u&޶Script 8.5cpi0& Script 10cpi&D &Script 12cpiMScript 15cpiRPv Script 17cpi&+DvScript 20cpiFVSanserif 5cpivvSanserif 6cpi ^Sanserif 8.5cpi&ESanserif 10cpi ^_Sanserif 12cpi^Sanserif 15cpi0&O2Sanserif 17cpiV^Sanserif 20cpi;^u Roman 5cpi^vVRoman 6cpi&D0&T2Roman 8.5cpiw FRoman 10cpiE^Roman 12cpi&ERoman 15cpi@FVARoman 17cpiWPRoman 20cpiFVRPrestige 2.5cpiF@@Prestige 5cpivnPrestige 6cpiFڎF&Prestige 8.5cpi&LPrestige 10cpi7FPrestige 12cpivPrestige 15cpi Prestige 17cpiF&Prestige 20cpiF9FCourier 2.5cpivVSanserif 2.5cpiFRoman 2.5cpi0&T2~Orator 2.5cpiF&&Orator 5cpiE&EOrator 6cpiAANVOrator 8.5cpi9FvOrator 10cpiPOrator 12cpi+PxOrator 15cpi}CWvOrator 17cpi暞wOrator 20cpi&OOrator PSEFScript PS@@&)EFCourier PSV~ʌF̚Prestige PS&GFSanserif PSv1Roman PSD0& Fixedsys vvkTerminal ^_]Small FontsF&G&ModernV&Gt MS DialogvFP+PMS Dialog Light^MS SystemEx&O,&MarlettW2FV WingdingsVFBook AntiquavMonotype SortsFRPArial Narrow^&GBookman Old StyleCentury GothicvMonotype CorsivaO&Century SchoolbookOMS LineDrawUWVMTBWidgets nBell MTjF&L&Goudy Old Stylev^Perpetua&&T9Verdanaw?Ì@Comic Sans MS؋F FLucida HandwritingSouthern WVvvTektonnʏFV uArial Greek0&Arial CEFVFArial Cyr&W^&Courier New GreektCourier New CE-&Courier New CyrF t+Times New Roman GreTimes New Roman CETimes New Roman CyrDraft 12cpiN^&New York&9W~R|GenevaFvvNLQ 10cpi^_]Draft 17cpivv v Draft 20 cpiuDraft 5cpiFD@Draft 6cpivVvDraft 10cpi|'vVNLQ 5cpiF&FCCLargeO ËF FtCCSmall^&7F^_Lucida ConsolevGaramondV uAlgerian0&Arial Rounded MT BoBrush Script MTFColonna MTF+F-Desdemona F t?vFootlight MT LightImpactvkRPKino MTv ڏ Wide LatinFF^Matura MT Script CaPlaybill SvArial BlackFvvMT ExtrakWF뫐UArchitecture-1=IAvantGarde Md BTȒAvantGarde Bk BT’DomCasual BT’’’Humanst521 BT’’’News701 BT’’’’TechnicalȒȒȒȒȒHaettenschweiler’Futura Md BT’’’cvv v vvqvvvWingdings 3N ^ Tiffany Lt BTN^Technologyv;| Tango BT9V |Swiss921 BT+'vSubway 6kvStylus 5^StopDV^&GFStencil BT.Steelwolfuntitled8Steamer222222StandoutF2T|FVan Dijk2222Flexure22222Imprint MT ShadowGoudy Stout2F2Rockwell Extra BoldHarringtonN^ &Copperplate GothicRockwell Condensed&Vecker Boldv StageCoachW<~Staccato222 BTȔSpaceF V@RPSouvenir Lt BTFSiliconUWV^&SignaturetW- t`HHShotgun BTu2=$w-SherwoodTDDbDShelleyVolante BTbShelleyAllegro BTScribblev v ScottvvRoger Dean's ABWH|SaintFrancisF*=Revue BTB,St,t$Quicksilvert*v Tribune6)v Tubular5vVAGRounded BT=AdLib BT&^_]Alexei CopperplateAmelia BTV uVireoFontDFDVladimirScrDvvWeddingText BTVAbadi MT CondensedAmazone BTƋF Ft Americana XBdCn BT]AmericanText BTvAmerType Md BTu Anonymous 0&Atlantic InlineFBankGothic Md BTFBelwe Bd BTF+F-Benguiat Bk BT?vBernhardFashion BTTiffany Hv BTۗRPAmerigo BT Balloon Bd BTF^ZapfCalligr BTvArial MT BlackvvSwis721 Blk BTvvCalisto MTUCaslon Bd BT nՖDextorOutDrF&|ZapfDingbats BTȉVWeathervvV6~Transportation@GedeaSymbol@@OElectronics+v^VivaldiD]USwis721 Th BTn.Swis721 Cn BT ]Swis721 BT V Swis721 BlkCn BT}(RockwellF^&FZapfChan MdIt BT릐ZapfHumnst BTZurich XCn BTRPvLydian Csv BTvv Maiandra GD 0& MicrogrammaDBolExtLucida Sans UnicodePrincetownDPresidentvvkBardUJWVvv Bauhaus Md BTu 0Wingdings 2PP%English157 BT=v WScript+PRvKaufmann BTu W$0Bremen Bd BTVW+QQToolsWvvvvZurich Blk BTRPParkAvenue BTu vParisian BT‰FVParamountЋ΋NNPalatiavډF9vvfNuptial BT~&~News Gothic MTGF܀NewBskvll BTFFNeatenF&? 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Al lato superiore di essa si vede una continuata muraglia d'opera reticolata, e frammezzata di larghissimi mattoni, che non si discerne, se di case, di Terme, o di altro fosse. All'altro capo di questa strada veggonsi molte picciole stanze rovinate di solidissima opera, che giudico fossero per servizio della marina, cos poste in fila sul mare. Nell'angolo di una di esse, meno dall'onde maltrattato, ho veduto chiarissimi indizi di pittura fatta su quella durissima incrostatura. E in piedi ancora quasi per met un edifizio, che mostra essere stato bislungo, la cui porta esposta ad oriente situata in mezzo a dodici nicchie, che dovevano servire ad  le altrettanti grandi statue. La sua lunghezza, t|SYSTEM|TOPIC-#޷ -I-t~k~˻WDa qui cominciano gli edifici, che vanno stendendosi verso l'oriental riva; e specialmente sonovi due angusti acquedotti, di soda e durissima fabbrica, ed una lunga strada larga circa nove palmi, lastricata di piccole pietre. Al lato superiore di essa si vede una continuata muraglia d'opera reticolata, e frammezzata di larghissimi mattoni, che non si discerne, se di case, di Terme, o di altro fosse. All'altro capo di questa strada veggonsi molte picciole stanze rovinate di solidissima opera, che giudico fossero per servizio della marina, cos poste in fila sul mare. Nell'angolo di una di esse, meno dall'onde maltrattato, ho veduto chiarissimi indizi di pittura fatta su quella durissima incrostatura. E in piedi ancora quasi per met un edifizio, che mostra essere stato bislungo, la cui porta esposta ad oriente situata in mezzo a dodici nicchie, che dovevano ser/&;)Lz+F;~PzGSommarioCronologiavCronologia - (1/8) I Primi AnnihCronologia - (2/8) La Fuga AmorosaCronologia - (3/8) La Repubblica Romana+Cronologia - (4/8) Il Secondo EsilioCronologia - (5/8) Il Rientro in Italiam(Cronologia - (6/8) I PreparativiCronologia - (7/8) La SpedizioneCronologia - (8/8) La SconfittaCarlo Pisacane,Carlo Pisacane - (01/11) PrologoCarlo Pisacane - (02/11) La Svolta Carlo Pisacane - (03/11) L'Inizio della Formazione Politica Carlo Pisacane - (04/11) I Moti del '48Carlo Pisacane - (05/11) La Repubblica RomanaCarlo Pisacane - (06/11) L'Esilio Carlo Pisacane - (07/11) Il Periodo della Riflessione Critica Carlo Pisacane - (08/11) Il Ritorno all'Azione Carlo Pisacane - (09/11) La Spedizione di Saprin La Spedizione - (1/6) I Preparativi La Spedizione - (2/6) L'Inizio del Viaggio> La Spedizione - (3/6) Lo Sbarcoe La Spedizione - (4/6) Verso l'Interno La Spedizione - (5/6) L'Inizio della Fine La Spedizione - (6/6) L'Epilogo Carlo Pisacane - (10/11) Il Testamento Politico# Carlo Pisacane - (11/11) Per saperne di pi La Spedizione di Sapri La Spedizione - (1/6) I PreparativiLa Spedizione - (2/6) L'Inizio del Viaggio La Spedizione - (3/6) Lo SbarcoLa Spedizione - (4/6) Verso l'Interno La Spedizione - (5/6) L'Inizio della FineyLa Spedizione - (6/6) L'EpilogoSapri`Sapri - GeneralitSapri - La Costa_Sapri - La StoriaKSapri - I ServiziLa SpigolatriceRLa Spigolatrice - Eran Trecento...Il dibattitoIl dibattito - Felice CesarinoIl dibattito - Antonio Roberto DarestaIl dibattito - Cesare Pifano@Il dibattito - Antonio Schiripo)uArgomediaRipatransoneLa Spigolatrice - Luigi Mercantini|Louis BlancCostabile CarducciCarlo Cattaneo Cavour, Camillo Benso conte dir/>Enrichetta Di LorenzoŅVGiuseppe Garibaldi5vvz3ދVincenzo Gioberti*bGiuseppe Mazzini2Napoleone IIIGiovanni Nicotera,Guglielmo Pepe8  4̀gL5 T    > Ȅ z !!!!!! !a!Descrizione di Antonini"b"Il proclama letto a Torracav "isacane - (01/11) PrologoCarlo Pisacane - (02/11) La Svolta Carlo Pisacane - (03/11) L'Inizio della Formazione Politica Carlo Pisacane - (04/11) I Moti del '48Carlo Pisacane - (05/11) La Repubblica RomanaCarlo Pisacane - (06/11) L'Esilio Carlo Pisacane - (07/11) Il Periodo della Riflessione Critica Carlo Pisacane - (08/11) Il Ritorno all'Azione Carlo Pisacane - (09/11) La Spedizione di Saprin La Spedizione - (1/6) I Preparativi La Spedizione - (2/6) L'Inizio del Viaggio> La Spedizione - (3/6) Lo Sbarcoe La Spedizione - (4/6) Verso l'Interno La Spedizione - (5/6) L'Inizio della Fine La Spedizione - (6/6) L'Epilogo Carlo Pisacane - (10/11) Il Testamento Politico# Carlo Pisacane - (11/11) Per saperne di pi La Spedizione di Sapri La Spedizione - (1/6) I PreparativiLa Spedizione - (2/6) L'Inizio del Viaggio La Spedizione - (3/6) Lo SbarcoLa Spedizione - (4/6) Verso l'Interno La Spedizione - (5/6) L'Inizio della FineyLa Spedizione - (6/6) L'EpilogoSapri`Sapri - GeneralitSapri - La Costa_Sapri - La StoriaKSapri - I ServiziLa SpigolatriceRLa Spigolatrice - Eran Trecento...Il dibattitoIl dibattito - Felice CesarinoIl dibattito - Antonio Roberto DarestaIl dibattito - Cesare Pifano@Il dibattito - Antonio Schiripo)uArgomediaRipatransoneLa Spigolatrice - Luigi Mercantini|Louis BlancCostabile CarducciCarlo Cattaneo Cavour, Camillo Benso conte dir/>Enrichetta Di LorenzoŅVGiuseppe Garibaldi5vvދomiiCȽoēɫİѯļ?`_gݱįݮ߽Ȕ}IL}֬HFAHgononqkkonmnnonnnkknknknnknkmnnknlnonnqnnqnqnlnqnqnnkmmkmlnnmal nlkmnnllmnnknknlqlnmnqlqnlllqslqlqlqss-#qt-E-~;q 0򸳺qpqo_.ɿȻĚ½֫_L}LF<@F=@_gkoqqoqkonooqoqnonlnlnllqnmnlnqnlnnlonnlqmklnqlsnllnqlnolnmkmmnmmnmklmnmjknmnlslqllqqsqsqsqqqsqsqqssttoqonnq}?I}خ殰_H_f_I}ȾɤCBB_߬_`@I==(r b"ڊk|2,ahŅ\\KZz m um!sC|æ,Ū LQˉg'д "xi !bLZa{<r>qz n    /ǀVC*1y"Ȅ Ψ> I!2# Q =yL nb7}=u ǭ@  - # WG`mg_a1lEf,=Ә~q R|!w#gJͽ$> '!P/!.$12̀o6368 l::V: \jI, M/)~N)Nr<4N5W^hP /PɈ}Q RSe rUUa!/[S_ _b`kaXxb d8rmo5v_ 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