
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che si estende per circa 180.000 ettari comprendendo gran parte dell'area meridionale della provincia di Salerno, in Campania, è tra i parchi nazionali di maggiore estensione e rappresenta senza dubbio uno dei più importanti complessi biogeografici d'Italia.
Al suo interno ricadono 8 comunità montane (Alburni, Alento e Monte Stella, Bussento, Calore Salernitano, Gelbison e Cervati, Lambro e Mingardo, Tanagro, Vallo di Diano) e ottanta comuni.
Ideato fin dal giugno 1973, l'istituzione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano risale al dicembre 1991, quando fu promulgata la legge quadro sulle aree protette (Legge n. 394/1991).
La sua perimetrazione, sancita per la prima volta nel dicembre del 1992, è stata modificata più volte nel corso degli anni fino ad arrivare a quella attuale, datata giugno1995.
Nel 1997 il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO, ha inserito all'unanimità il Parco del Cilento e Vallo di Diano nella lista delle Riserve della Biosfera.
Il Parco, inoltre, è candidato, con i siti archeologici di Paestum e di Velia, all'inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Il Parco del Cilento e Vallo di Diano comprende un'area d'inestimabile valore naturalistico e paesaggistico. È un angolo di Campania verde, che vanta almeno 1.800 specie di piante, di cui molte endemiche o rare, tra le quali la primula di Palinuro, simbolo del Parco, e l'orchidea selvaggia di San Giovanni a Piro. Alberi d'ulivo millenari ombreggiano le piccole piane costiere ed i lievi declivi delle colline.
Centinaia di specie d'animali, tra cui il Lupo Appenninico, il Falco, l'Aquila, la Lontra, abitano questo paradiso naturale.
Il Parco del Cilento e Vallo di Diano offre variegati ambienti di grande pregio paesaggistico e geologico: dalle fitte foreste che ricoprono monti imponenti quali l'Alburno (m.1.742), il Cervati (m. 1.898) e il Gelbison (1.705), alle 400 grotte censite nell'area protetta, tra cui le Grotte di Pertosa, Di Castelcivita e di Camerota; la nature calcarea dei massicci ha fatto sì che l'acqua scavasse e modellasse, al loro interno e per milioni di anni, architetture e sculture naturali d'incommensurabile magnificenza e bellezza. Le suddette Grotte ne sono un mirabile esempio.
Al suo interno ricadono 8 comunità montane (Alburni, Alento e Monte Stella, Bussento, Calore Salernitano, Gelbison e Cervati, Lambro e Mingardo, Tanagro, Vallo di Diano) e ottanta comuni.
Ideato fin dal giugno 1973, l'istituzione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano risale al dicembre 1991, quando fu promulgata la legge quadro sulle aree protette (Legge n. 394/1991).
La sua perimetrazione, sancita per la prima volta nel dicembre del 1992, è stata modificata più volte nel corso degli anni fino ad arrivare a quella attuale, datata giugno1995.
Nel 1997 il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del Programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO, ha inserito all'unanimità il Parco del Cilento e Vallo di Diano nella lista delle Riserve della Biosfera.
Il Parco, inoltre, è candidato, con i siti archeologici di Paestum e di Velia, all'inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Il Parco del Cilento e Vallo di Diano comprende un'area d'inestimabile valore naturalistico e paesaggistico. È un angolo di Campania verde, che vanta almeno 1.800 specie di piante, di cui molte endemiche o rare, tra le quali la primula di Palinuro, simbolo del Parco, e l'orchidea selvaggia di San Giovanni a Piro. Alberi d'ulivo millenari ombreggiano le piccole piane costiere ed i lievi declivi delle colline.
Centinaia di specie d'animali, tra cui il Lupo Appenninico, il Falco, l'Aquila, la Lontra, abitano questo paradiso naturale.
Il Parco del Cilento e Vallo di Diano offre variegati ambienti di grande pregio paesaggistico e geologico: dalle fitte foreste che ricoprono monti imponenti quali l'Alburno (m.1.742), il Cervati (m. 1.898) e il Gelbison (1.705), alle 400 grotte censite nell'area protetta, tra cui le Grotte di Pertosa, Di Castelcivita e di Camerota; la nature calcarea dei massicci ha fatto sì che l'acqua scavasse e modellasse, al loro interno e per milioni di anni, architetture e sculture naturali d'incommensurabile magnificenza e bellezza. Le suddette Grotte ne sono un mirabile esempio.
Le cifre del Parco:
- Estensione: 181.975 ettari
- Comuni interessati: 80
- Comunità montane: 8
- Numero di abitanti: 230.000 circa
- Densità media per Kmq.: 87
- Comune più grande e popoloso: Capaccio (18.500 ab. circa)
- Comune più piccolo: Serramezzana (440 ab. circa)
- Monte più alto: Cervati (1.898 metri)
- Grotte: 400 circa
- Estensione grotte di Castelcivita: 4km. circa
- Percorso sotterraneo del fiume Bussento: 6km. circa
- Specie di piante: 1.800 circa
- Specie di piante peculiari del Parco: primula di Palinuro, ginestra del Cilento
- Comuni interessati: 80
- Comunità montane: 8
- Numero di abitanti: 230.000 circa
- Densità media per Kmq.: 87
- Comune più grande e popoloso: Capaccio (18.500 ab. circa)
- Comune più piccolo: Serramezzana (440 ab. circa)
- Monte più alto: Cervati (1.898 metri)
- Grotte: 400 circa
- Estensione grotte di Castelcivita: 4km. circa
- Percorso sotterraneo del fiume Bussento: 6km. circa
- Specie di piante: 1.800 circa
- Specie di piante peculiari del Parco: primula di Palinuro, ginestra del Cilento




